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Aprire un blog: WordPress.com o WordPress.org?

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Hai deciso di aprire un blog ma non sai come fare? Finalmente ti sei convinto, ma non sai da che parte inziare, dato che il web è pieno di indicazioni contrastanti? Ecco, in questo articolo voglio parlarti della mia esperienza, di come e perché ho deciso di aprire un blog wordpress self-hosted e non mi sono affidato alla piattaforma gratuita wordpress.com!

WordPress.com o WordPress.org?

Partiamo da qui. Probabilmente, se non hai mai aperto un blog non sei a conoscenza delle grandi differenza tra i due servizi proposti da wordpress Partiamo da qui: sono entrambi (inizialmente) gratuiti. Dico inizialmente perché la versione .com ti offrirà via via la possibilità di effettuare vari upgrade a pagamento, ma questo lo vediamo più avanti.

Ah, un’altra piccola precisazione: ci sono tanti altri modi per aprire un blog, tra cui la piattaforma blogger, ma ho deciso di saltare un passaggio e parlarti subito di wordpress: è il CMS che amo di più in assoluto ed è quello che ho utilizzato per creare vari blog.

WordPress.com

wordpress-com-logo-decodedreviewConfesso: il mio primo blog, ormai quasi 5 anni fa, l’ho aperto lì. Sì, hai presente quei siti che hanno una URL tipo: miosito.wordpress.com? Ecco la prima differenza con la versione self-hosted: quel maledetto .wordpress che potrai togliere solo acquistando il dominio e rinunciando ad avere un blog totalmente gratis.

Certo, se non sei convinto di quanto durerà il tuo blog ma lo vuoi aprire lo stesso, questa potrebbe essere una buona soluzione per testare le tue capacità, ma sappi che per far fare il salto di qualità al tuo blog dovrai necessariamente passare alla versione self-hosted. Più avanti nel post ti spiegherò il perché.

Ora fingiamo tu abbia deciso di collegarti al sito wordpress.com ed abbia aperto il tuo blog. Dopo un po’ il tuo blog comincia a girare, ma proprio non tolleri quelle pubblicità che wordpress fa apparire in fondo ai tuoi articoli e che rarissimamente propongono la vendita di enciclopedie online e decidi di toglierle: devi pagare.

Oppure mettiamo che tu voglia creare una landing page per vendere il tuo ebook, ottenere iscritti alla newsletter che hai creato con mailchimp, aggiungere delle personalizzazioni ed effettuare qualche intervento per migliorare il posizionamento del tuo sito: ecco, NON PUOI. WordPress.com avrà anche dei vantaggi, ma il più grande svantaggio è che non potrai installare nessun Plug-in, neanche pagando!

Già, bella fregatura! L’unica cosa che potrai fare è comprare un dominio ed uno spazio hosting e trasferire tutti i tuoi contenuti sulla versione self-hosted del tuo nuovo blog.

Non sei ancora convinto? Beh, a svantaggio di questa versione ci sono anche: lo spazio di archiviazione limitato, l’impossibilità di intervenire sul CSS dei temi (se non, in alcuni casi, pagando) e la ridotta possibilità di interagire con l’esterno.

WordPress.org

wordpress-logo-stacked-rgbOra facciamo sul serio: avrai capito che questo articolo su come aprire un blog ti mette davanti ad una NON-scelta.

Dopo 4 anni ho finalmente deciso di passare a wordpress.org, acquistando dominio e hosting su siteground ed ora ti posso dire che davvero non c’è paragone. Pochi minuti ed ero online con il mio nuovo blog e con tutte le sue potenzialità e ti assicuro che in termini di visibilità ne ho beneficiato davvero!

Se sei alle primissime armi, non hai mai scritto una riga di codice e non sai da dove iniziare per personalizzare il tuo blog, sappi che non ti devi preoccupare: c’è un plug-in (quasi) per tutto. Stai solo attento a non esagerare perché a risentirne sarà la velocità del tuo blog!

Come devo fare per aprire un blog wordpress self-hostef?

1) Scegli un nome per il tuo dominio ed assicurati che sia libero;

2)Poi ti servono un dominio ed uno spazio hosting. Io li ho acquistati su siteground seguendo il consiglio di Dario Vignali e mi sento di rigirarti lo stesso consiglio;

3) Vai sul cPanel di Sitegorund e avvia l’autoinstaller di wordpress;

4) Fatto! Il tuo blog esiste: ora vai nel pannello di amministrazione (tuosito.com/wp-admin) ed inserisci le credenziali che hai scelto in sede di registrazione per entrare nella bacheca del tuo nuovo blog su wordpress self-hosted;

5)Comincia a pubblicare i tuoi contenuti o importa i contenuti del tuo vecchio blog.

wordpress.com o wordpress.org: quanto costano?

Sì, è vero, ti avevo detto che wordpress è gratis.

Infatti è così: wordpress è gratis, quello che gira attorno a wordpress no: nella versione hosted, passare all’account premium ti costerebbe 99$ all’anno ed avresti comunque meno funzionalità rispetto alla versione self-hosted!!!

Per quanto riguarda, invece, la versione self-hosted, io ho deciso di affidarmi a Siteground, scegliendo inizialmente il piano Start-Up e pagando circa 50,00 euro per il primo anno, dato che Siteground ti fa risparmiare i soldi del dominio.

Insomma: hai ancora dei dubbi o stai già correndo ad acquistare il dominio e lo spazio hosting?

Come scegliere un blogger per la tua azienda

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In questo blog ti parlo spesso di quanto sia importante inserire un blog all’interno della tua strategia di marketing e dei motivi per i quali dovresti considerare di avere un blogger in squadra. Se te ne parlo, è perché ci credo. Secondo me, infatti, un blog può portare grandi benefici alla tua azienda; quello che non ti ho detto, però, è che in giro ci sono davvero tantissime bufale; tanti finti-esperti e tanti “sciacalli”.

fonte: picjumbo.com
fonte: picjumbo.com

Ti chiedo scusa, ma non ti ho avvisato del pericolo o, in altre parole, non ho risposto ad una domanda fondamentale:

Come si riconosce un bravo blogger?

Eccoci alla domanda di questo post: come fare per scegliere il blogger che fa per te e non uno qualsiasi.
NOTA:In questo articolo ho volutamente messo da parte i dati legati alle visite ed alla popolarità del blogger non perché non siano importanti, ma perché vanno a determinare il suo successo e non necessariamente la sua bravura.
Ecco a te i punti chiave per poter riconoscere il blogger che fa per te o, almeno, evitare gli errori più frequenti:

Specializzazione

Di che argomenti parla sul suo blog? Fanno parte della stessa famiglia di ciò che vendi tu o sono distanti anni luce? Se è vero, infatti, che lo stile di scrittura e la capacità di adattamento sono parti fondamentali, se fai parte di un settore molto tecnico, potrebbe essere una buona idea puntare su chi possiede già delle competenze in quell’ambito. Mi spiego: scrivere di Wine&food non potrà mai essere uguale a scrivere di componentistica aerospaziale. Non credi?
Ecco perché la specializzazione rappresenta, se non un criterio per evitare le bufale, un enorme valore aggiunto nel bagaglio di un blogger.

Creatività/originalità dei contenuti

Per prima cosa, chiediti cosa stai cercando in lui e cosa vorresti che facesse, poi concentrati sul suo rapporto con i contenuti.
Come li tratta? E’ creativo, originale e coinvolgente (questo lo vediamo dopo) o è insipido come la lista della spesa?
La mia personalissima opinione è che, quando possibile, si debba cercare di enfatizzare sempre il lato emotivo, senza cadere però nel romanzo da spiaggia.

Sintassi e struttura del discorso

Siamo alle lingue: non c’è bisogno che mi dilunghi troppo sull’importanza di conoscere la grammatica, vero? In ogni caso, questo può valere anche per le lingue straniere: se il tuo target si trova oltre confine assicurati che il tuo blogger conosca bene la lingua e ne padroneggi tutte le sfumature.
Così facendo eviterai brutte sorprese, come un annuncio pubblicitario con scritto:

Don’t say cat if you don’t have the cat in the sack

Capacità di coinvolgimento

fonte:gratisography.com
fonte:gratisography.com

Bene, abbiamo parlato di contenuti, di grammatica e di specializzazione, per arrivare al punto chiave: è coinvolgente? Sul suo blog gioca in casa: se leggendolo non doveste avere nessuna reazione, come potrebbe essere coinvolgente con un argomento non suo?
Come sappiamo, un obiettivo del blog è quello di fidelizzare i lettori, creando valore e facendo sì che non vogliano perdersi nulla di quello che scriviamo, quindi, colui che realizzerà i vostri testi dovrà riuscire a costruire un legame con i suoi vostri lettori.

Costanza

Già, ma come si fa a capire se un blogger è costante o se scrive solo quando ha la luna in venere?
Il consiglio che ti posso dare, oltre alla semplice verifica delle date di pubblicazione è quello di osservare le risposte ai commenti e la sua attività sui vari social: insomma come gestisce la sua community?

Questo punto, anche se può sembrare davvero banale, in realtà è molto importante: se decidi di affidarti ad uno scrittore del web (che ne conosca il funzionamento), dovrai avere fiducia in lui e non intervenire costantemente. Valutare la sua costanza è come valutare la sua professionalità.

Riconoscere un blogger: un consiglio in più

Un ulteriore consiglio che voglio darti (o forse due) per farti fare la scelta giusta è: scegli un paio di blogger, seguili e confrontali, mettendoti nei panni di un lettore medio, non di colui che necessità di un blogger in squadra. Tieni conto, infatti, che lui dovrà seguire le tue esigenze, ma una volta affidatogli il compito seguirà il suo metodo e non il tuo. Se così non fosse, tutta la ricerca del profilo adatto sarebbe inutile e, al posto di un web writer, in realtà stai cercando uno scriba.

Conclusioni

No, saper riconoscere un buon blogger non è facile e questo articolo contiene una buona dose di semplificazione.
Purtroppo, infatti, finché non lavori con un professionista, non saprai mai quale sia il suo livello, anche se sarà comunque meglio di un cugino bravo con l’internet.
In questo articolo ho cercato di elencare qualche punto che possa aiutarti a scegliere, anche se ci sono 1000 e più variabili e, talvolta, una scelta fatto “ad intuito” si può rivelare migliore di quella figlia di ponderazione.

Adesso sono io che chiedo a te: hai mai avuto bisogno di un blogger? Come hai scelto lui piuttosto che un altro? Conosci altri argomenti su cui valutare la capacità di uno scrittore del web? Sono davvero curioso di conoscere la tua opinione.

Perché aprire un blog aziendale?

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Nell’articolo 9+1 tipi di blog tra cui scegliere ti ho parlato del blog aziendale, accennandoti a quanto sia importante, a mio avviso, avere uno spazio in cui poter raccontare la tua azienda.
Lo sappiamo: tieni così tanto al bene della tua azienda ed al tuo lavoro che quando stacchi non pensi ad altro. Lascia che ti dica che è giusto così: se sei titolare di una PMI, o ancora di più di una microimpresa è normale e giusto che tu spenda tutte le energie possibili per promuovere il tuo progetto. Probabilmente, però, non hai ancora pensato all’importanza di aprire un blog aziendale.

tumblr_npdo0umLmQ1slhhf0o1_1280I blog aziendali

Per cominciare, distinguiamo tra il blog per la tua azienda e quello dedicato all’esterno, tenendo conto soprattutto della motivazione che ti spinge ad aprire uno piuttosto che l’altro.

Se i dipendenti hanno a cuore il bene dell’azienda lavorano meglio. Ecco, questo è il motivo principale per il quale dovresti spendere del tempo e delle energie per creare un blog “interno” all’azienda: farla vivere ai tuoi dipendenti. Oggi, però, non voglio dirti di più su questo argomento, ma ti prometto che ne parleremo più avanti.

Quello di cui voglio parlare oggi è creare un blog che aiuti la tua azienda a farsi conoscere.

Cosa ti spinge ad aprire un blog

Oggi voglio concentrarmi sul blog dedicato all’esterno.
Il motivo principale che dovrebbe spingerti a prendere la decisione di gestire un blog aziendale è far conoscere i valori e i prodotti della tua azienda. Pensaci: uno spazio tutto tuo (o, meglio, della tua azienda) in cui raccontare in libertà quali sono i motivi che ti hanno spinto a prendere certe decisioni, quali sono i valori portanti della tua azienda e le caratteristiche dei tuoi prodotti, oltre a tutto l’universo che si aggira intorno al tuo settore.

I tuoi clienti vogliono di più? Dai loro un motivo in più per apprezzarti: un motivo per scegliere te e non il tuo diretto concorrente. Semplice, no?

Di cosa parlare nel blog

Si fa presto a dire apri un blog, ma di cosa parlare? Qual è l’obiettivo del blog? Quale sarà il suo peso nella strategia di comunicazione?
Per come la vedo io, ci sono due grandi motivi per decidere di aprire il blog:

  1. Far conoscere il mondo che ruota intorno alla tua azienda.
    ESEMPIO: supponiamo tu abbia un albergo in una località turistica. In questo caso, il tuo blog può servire a far conoscere la località, le sue caratteristiche, i suoi eventi (attenzione: la località, non l’albergo) o le attrazioni della zona. Non è anche questo un modo indiretto per promuovere il tuo albergo?Facciamo un altro ESEMPIO: sei un produttore di vini. In questo caso, un’idea può essere raccontare le fasi produttive, gli aneddoti della cantina o, ancora, informare la clientela circa le caratteristiche delle tue uve e dei tuoi vini. Dipende dal target.
  2. Offrire un servizio
    Prima abbiamo detto che il cliente vuole di più e quindi devi dargli di più. Vendi prodotti finiti? Il tuo blog può essere il luogo ideale per dare consigli su come utilizzare il tuo prodotto: chi meglio del produttore saprà consigliare il cliente?
    ESEMPIO: se produci formaggi, puoi pensare di offrire al clienti soluzioni su come abbinarli al vino, mentre se vendi componenti elettroniche, puoi fornire istruzioni sull’assemblaggio.

Gli esempi sarebbero infiniti. Un blog aziendale è quello che ti serve, se sai sfruttarlo bene!

Perché aggiungere un blog alla tua strategia social

Ti ho esposto brevemente i vantaggi di aprire un blog, ma perché inserirlo all’interno della tua strategia social?
Il motivo principale è perché il blog non può essere un’entità staccata dal piattaforme quali facebook, twitter, g+ ecc., né per i contenuti, né per la creazione del piano editoriale: le cose devono andare di pari passo.

Il secondo motivo è per una questione di spazio. Infatti, ad eccezione di Google+, il blog è l’unico luogo in cui puoi spendere più di un tot di caratteri per raccontarti, senza che il tuo discorso venga troncato di netto o risulti eccessivamente noioso!

Non dimenticarti, poi, del tuo target: è molto più probabile che il lettore del tuo blog sia più propenso ad ascoltarti rispetto ad un tuo fan su facebook: è lui che è venuto a cercarti.

Blog aziendale: Avvertenze per l’uso

Sebbene aprire un blog non richieda più di qualche minuto e quasi nessuna competenza tecnica, ricordati che stiamo parlando della tua azienda, non delle tue vacanze al mare: se decidi di fare questo passo, affidati ad un professionista.

Per aiutarti, sto preparando per te una lista di errori da non commettere e la troverai aggiornata di volta in volta. Per ora, eccoti i primi 5:

5 errori da non commettere quando pubblichi un articolo

Conclusioni

Cosa ne pensi? Sei ancora convinto che un blog aziendale sia un’inutile perdita di tempo o stai cominciando a capire la sua importanza?
A mio avviso, se sfruttati nel modo giusto, il web offre tantissimi spazi di promozione ed espansione, anche a cifre ragionevoli e sono davvero convinto che valga la pena tentare!

Tone of voice: come raggiungere i tuoi lettori?

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Il rischio più grande che si incontra quando si vuole comunicare qualcosa è che il messaggio non venga recepito, venga compreso solo in parte o addirittura travisato del tutto. Insomma, che quello che vogliamo dire non arrivi.
Ovviamente, i motivi di una mancata comunicazione efficace sono tantissimi: ci sono problemi di lingua, problemi di significato e problemi di predisposizione all’ascolto.

Un po’ come quando da piccoli si giocava al telefono senza fili: il primo diceva “casa” e l’ultimo capiva “astronauta”.

Per questo, se vuoi che il tuo blog abbia successo devi per forza riuscire a sintonizzarti con i tuoi lettori.

Tone of voice: come regolarti

regolare il tone of voiceNella scelta del tono da adottare nei tuoi articoli non esiste una vera e propria regola d’oro: è una scelta che devi fare in maniera autonoma, sfruttando i numerosi indizi che hai raccolto prima di creare il blog.

Regola il tono in base al target

Qui torniamo all’interrogativo più grande che ruota attorno al tuo blog: a chi scrivi?
Senza dubbio, il modo migliore per capire che tono usare è quello di sintonizzarti sul linguaggio di chi recepirà il messaggio.

ESEMPIO: Per spiegare ad un bambino che non deve mangiare ciò che raccoglie per terra diresti che non si fa perché è sporco, non perché “in quanto rifiuto raccolto sul suolo pubblico vi è un’elevata probabilità che l’infante in questione possa contrarre malattie derivanti da batteri presenti in un ambiente non salubre”, giusto?

Ecco, è più o meno la stessa cosa: scrivi per dei ragazzi o ti occupi del blog della tua azienda?

Il tono cambia in base agli argomenti del tuo blog

Ok, abbiamo capito che il punto di riferimento del tuo linguaggio è il tuo target. Tuttavia, c’è un altro punto al quale devi prestare attenzione: gli argomenti trattati dal tuo blog.
Anche in questo caso non sei obbligato a seguire nessuna regola precisa ad eccezione del tuo buonsenso.

Tratti argomenti “leggeri” e con ironia? Molto probabilmente userai un tono colloquiale. Hai un blog di divulgazione scientifica? In questo caso, probabilmente, è bene limitare al minimo il tono informale, per dare maggior risalto a termini tecnici.

Il blog è tuo

Fin qui ho parlato di questioni legate al target ed agli argomenti, ed ho cercato di farti capire come vi siano anche dei fattori oggettivi che determinano la buona riuscita del tuo lavoro. Non sintonizzarsi con chi recepisce il messaggio, infatti, fa cadere nel vuoto i tuoi contenuti, siano essi interessanti o spazzatura, quindi devi per forza fare attenzione.
C’è però anche un fattore soggettivo che ti spingerà a scegliere un linguaggio piuttosto che un altro: quel fattore sei TU!

Sembrerà una banalità, ma è il tuo blog; l’espressione del tuo punto di vista e dei tuoi interessi e deve rispecchiare il più possibile il tuo modo di essere.
Quanto saresti scomodo ad indossare un paio di scarpe troppo strette o un vestito troppo piccolo? Ecco, basare la scelta del tone of voice solo sui criteri oggettivi (magari con la speranza di ottenere consensi maggiori) equivale a questo.
All’inizio potresti anche essere soddisfatto, ma alla fine ti renderai conto che un percorso lungo come quello del blogging di successo va affrontato nella maniera più comoda possibile.

Tone of Voice: le tue riflessioni

Bene! Ti ho esposto la mia idea su come scegliere un tono che ti permetta di far arrivare il messaggio ai tuoi lettori, ma ora tocca a te: come hai fatto a scegliere il tono da tenere nei tuoi articoli? Pensi che questi consigli siano stati utili, o credi che quella del tone of voice non sia una scelta ma qualcosa che viene in automatico? Hai altri consigli su come regolarsi?