Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On LinkedinVisit Us On Instagram

Pagine Facebook: trova la motivazione giusta!

Posted on Categories: SocialTags: , 2

La motivazione è il motore che ci guida quando dobbiamo prendere delle decisioni importanti per la nostra azienda. Anzi, a ben vedere, è proprio la motivazione a guidare le scelte della nostra vita. Certe volte, però, può capitare che a farci prendere la decisione giusta sia la motivazione sbagliata.

Probabilmente starai pensando: “poco male, l’importante è imboccare la strada giusta“. Ho una brutta notizia per te, se portare la tua azienda su Facebook è frutto della decisione sbagliata, non ne comprenderai appieno le dinamiche e le potenzialità, analizzando le metriche sbagliate e rimanendo deluso.

Facebook può essere una fantastica risorsa per te e per la tua azienda, ma la motivazione che ti spinge ad investire soldi e tempo sulla piattaforma di Zuckemberg deve essere seria e razionale.

Pagine facebook: i motivi che non funzionano

Wrong_way_sign

#1 Su Facebook ci sono tutti

Ecco di cosa sto parlando. Capita molto spesso di sentirsi dire “aprimi una pagina Facebook, su Facebook ci sono tutti”. Vero, si tratta sicuramente del social più abitato, ma non puoi basare la tua strategia su questa motivazione.

Perché? Semplice, per almeno due enormi motivi:

1)Strategia.
Che strategia è? Facebook è un paid media, in altri ambiti investiresti soldi e tempo solo perché “lo fanno tutti?“. Sono pronto a scommettere di no…
Ecco, come per qualsiasi altro canale pubblicitario o ambito aziendale, Facebook deve far parte della strategia della tua azienda. Anzi, in un certo senso è una strategia nella strategia.

2)Utenti.
Più di un miliardo di profili Facebook, non puoi pensare che TUTTI siano interessati al tuo prodotto e, soprattutto, saresti in grado di soddisfare TUTTI i potenziali clienti? Ti suggerisco di modificare questo “tutti” con un più realistico, utile ed efficace “mio target”.

#2 Su Facebook ci sono i miei concorrenti

Ecco l’altro grande errore! Se, da un lato, sapere che ci sono i tuoi concorrenti dovrebbe servirti come campanello d’allarme (“per quale motivo i miei competitors hanno deciso di usare i social media?“), dall’altro lato, una risposta intelligente potrebbe anche essere: chissenefrega!

Mi spiego. La scelta di inserire i social media nella tua strategia non deve essere dettata solo da fattori esterni. Non puoi basare le scelte della tua azienda solo ed esclusivamente su ciò che fanno gli altri per una serie di buone ragioni.

#1 Quando da bambino cercavo di giustificare le mie azioni dicendo “lo fa anche lui”, mia nonna era solita rispondermi: “quindi se lui si butta da un ponte ti butti anche tu?“. Si tratta della stessa identica cosa: se il tuo concorrente dovesse optare per delle scelte suicide per la sua azienda, lo faresti anche tu? No, direi di no.

#2 La tua azienda è diversa dalla sua, sei d’accordo? Potrete anche stare nello stesso settore, ma sicuramente tu avrai qualche punto forte da mettere in mostra, ed è proprio quello il “di più” che dovresti volere comunicare. In parole povere, fai le tue valutazioni in maniera autonoma, con un occhio ai competitors.

#3 Ma sì, proviamoci

Stiamo parlando di business. La motivazione che ti spinge ad aprire una pagina Facebook non può essere “mi hanno detto che funziona” perché, amico mio, non funzionerà. I social media non sono un gioco e non devono essere una scommessa. I social media sono un mondo di opportunità da cogliere, ma bisogna farlo in maniera strutturata, razionale e con obiettivi ben definiti. Altrimenti getterai al vento risorse, opportunità, tempo ed energie e ti convincerai che i social media non servono a nulla.

Sei pronto ad aprire una pagina Facebook se…

Come ho ripetuto più volte, non esiste improvvisazione. Tutto deve passare da un’attenta analisi preliminare della tua situazione, del mercato, del tuo target e dei tuoi concorrenti. Dopo aver fatto ciò, ma sempre prima di partire, devi aver capito le opportunità offerte dai social media in generale da Facebook in particolare. Poi, ancora, devi creare una strategia con obiettivi precisi, selezionare e produrre i contenuti e creare il piano editoriale. Fatto tutto questo, sei pronto per iniziare, ma per ottenere i risultati tangibili dovrai aspettare…

Ecco a te 10 domande sui cui focalizzare la tua attenzione prima di prendere una decisione, spero possano esserti utili:

#1 Dopo aver analizzato settore, target e competitors hai capito le potenzialità dei social media?

#2 Hai intenzione di considerarlo uno strumento efficace per il tuo business e non un semplice gioco?

#3 Hai qualcosa da raccontare?

#4 Hai una strategia?

#5 Sei conscio del fatto che i risultati non arriveranno dall’oggi al domani?

#6 Hai il tempo e le competenze per farlo?

#7 Per quale motivo hai deciso di aprire una pagina facebook?

#8 Hai bene in mente obiettivi e target?

#9 Hai creato una strategia?

#10 Ci credi davvero?

Conclusione: la motivazione fa la differenza!

Esatto! Il motivo che ti spinge a fare una cosa piuttosto che un’altra può fare la differenza. Aprire una pagina facebook solo perché lo fanno tutti o tanto per fare un tentativo non ti porterà da nessuna parte. Non solo, ti farà perdere fiducia nei social media, strumenti a mio avviso imprescindibili per comunicare in maniera efficace l’universo legato alla tua azienda.

Il primo passo che devi fare, perciò, è capire quale sia la motivazione reale che ti spinge ad intraprendere questa strada e, solo dopo esserti accertato della sua bontà, inserire i social media nella tua strategia, come per qualsiasi altro investimento.

In questo modo, ne sono certo, potrai sfruttare le potenzialità dello strumento “social media”.

social-media-manager-quanto-costa

Qual è il prezzo di un social media manager?

Posted on Categories: SocialTags: 1

Forse non lo sai, ma quell’oscura figura chiamata social media manager ha un prezzo. O meglio, un costo. Se sei un’azienda che “offre visibilità” o se sei un aspirante social media manager a cui hanno proposto di lavorare gratis, beh, sappi che non ci siamo proprio. Proprio come tutti gli altri professionisti, chi si occupa di gestire i profili social delle aziende ha una sua parcella, anche se in questo settore la concorrenza dei cuggini bravi con l’internet è molto più ampia che in altri.

Cosa fa un social media manager?

Purtroppo, capita ancora di sentirsi dire che un social media manager è quello che sta su facebook, come se la produzione dei contenuti non fosse solo uno dei molteplici aspetti di questa professione. Molte volte non vengono presi in considerazione l’elaborazione della strategia, il piano editoriale, il calendario delle pubblicazioni, la produzione dei contenuti, la realizzazione di una social media policy, la gestione delle interazioni e tutte le altre mille sfaccettature che vanno oltre il “semplice” mettere una foto su facebook.

Ecco, che tu sia un’azienda o un futuro social media manager, prendi in considerazione tutti questi aspetti quando ti troverai di fronte al tuo interlocutore.

Quanto devi pagare per un social media manager?


Hai deciso di rivolgerti ad un professionista ma non sai quale possa essere il prezzo “onesto” di un social media manager? Per prima cosa, sono contento che tu abbia scelto di rivolgerti ad un professionista e non a tuo cugino, nipote o all’amico dell’amico.
In secondo luogo, però, sappi che non ho la risposta per te. O meglio, la risposta come al solito è: dipende.

  • Dipende dall’esperienza del professionista;
  • Dipende dal tipo di azienda che hai e dalle tue esigenze;
  • Dipende dal tempo che egli dedicherà alla tua azienda;

Insomma: un prezzo giusto non esiste, ma ti consiglio di diffidare da chi propone a priori un prezzo (alto o basso che sia), senza conoscere minimamente la tua realtà e le tue esigenze, o chi pensa di fare di tutti i social un fascio, visto che ogni social media ha il suo linguaggio. Io, ad esempio, preferisco fare un colloquio preliminare prima di procedere con l’invio di un preventivo: perché dovrei trattare allo stesso modo due aziende differenti?

Quello che ti chiedo, però, è di riflettere bene prima di decidere che un social media manager è troppo caro ed è meglio affidarsi ad un amico:

  • Se ti si rompe la macchina chiami il meccanico o un tuo amico appassionato?
  • Se non ti senti tanto bene vai dal medico o chiedi consigli ad un tuo amico ipocondriaco?
  • Faresti tenere la tua contabilità ad un amico delle medie, quello bravo in matematica?

Ecco, rispondendo a queste domande dovresti aver capito perché affidarsi ad un professionista sia la scelta giusta per posizionare il tuo business. Quindi avrai anche capito l’importanza di pagarlo, quel professionista, evitando le famose offerte di visibilità e non mettendosi a contrattare sul prezzo.

Futuro professionista: quanto farti pagare?

In uno dei suoi articoli, Enrica Crivello afferma che il suo prezzo si aggira intorno ai 600/800 euro al mese, affermando più che a ragione che “se vi pagano poco è colpa vostra che vi fate pagare poco“.

Amen. Ma come confrontarsi con piccole o piccolissime aziende che non hanno ancora capito l’importanza dei social media e l’unica cosa che ti dicono è: “voglio essere su facebook perché c’è il mio concorrente?“? Bella domanda.

Se ti rapporti ogni giorno con piccolissime realtà, sai che il budget è molto limitato, l’attenzione ai social media è molto scarsa e, soprattutto, esigono dai social media risultati molto poco realistici, con budget ridotti all’osso. Insomma, il cliente-tipo che puoi trovarti davanti pretenderà di fare lui il prezzo o di trattare sulla tua parcella come per acquistare una borsa in un mercato mediorientale.

Il mio consiglio è quello di stabilire un tuo onorario in base alle mansioni, alle dimensioni dell’azienda ed all’ampiezza del progetto, dopodiché ricordati che sei un professionista e non il cuggino bravo con l’internet. Non devi ricevere una ricompensa ma un onorario da te stabilito e concordato in azienda: sei un professionista. E i professionisti si pagano.

Alla fine quanto costa un social media manager?

Parlare di cifre esatte è impossibile. Come ti dicevo, da un lato dipende dall’esperienza e dalle capacità del professionista a cui ti sei rivolto e dall’altro dipende dal tipo di azienda e dalla dimensione del progetto in cui verrai coinvolto.

Il punto di contatto tra i due mondi, l’imprenditore ed il professionista, sta appunto nel progetto, nella sua ampiezza, nella difficoltà di realizzazione, nelle esigenze e negli obiettivi.

Ricordati, però, che per essere definito “lavoro” deve essere retribuito.

TripAdvisor: una risorsa utile per la tua struttura?

Posted on Categories: SocialTags: 0

Ho un albergo, devo fare TripAdvisor a tutti i costi. Aspetta: parliamone!

Sai come funziona TripAdvisor? Sai che le recensioni positive possono portarti molto in alto, ma basta anche solo una recensione negativa a far storcere il naso agli utenti?

tripadvisor_logo_520x300x24_fill

A mio avviso, devi fare qualche considerazione preliminare per evitare un salto nel vuoto. Sì, certo, tripadvisor può essere davvero utile sia lato utente che lato azienda, specie se fai il tuo lavoro come si deve e se offri un prodotto/servizio perfetto, altrimenti…

#1 Attento alle debolezze

La prima cosa da fare, prima di decidere di entrare spontaneamente nel circuito TripAdvisor è farsi un bell’esame di coscienza: ci sono debolezze in quello che propongo? Sono consapevole dei limiti della mia proposta? Come mi vedono i clienti?

Tieni presente che se dovessi avere anche solo una debolezza sarà lì che si concentrerà l’attenzione (e le recensioni) dei tuoi clienti, quindi è bene che tu sappia prima come comportarti. Se sai di avere un punto debole, prima di sbarcare su Trip Advisor inserisci la gestione delle “note dolenti” all’interno del tuo piano di crisis management per farti trovare pronto. In questo modo, potrai colmare una lacuna, rispondere ad una recensione negativa e trarre un vantaggio da questa situazione…

…tutto questo senza farti prendere dall’ansia.

In alternativa, se non sei proprio sicuro dei tuoi mezzi (sii sincero quando fai l’analisi), può essere una buona idea lasciar perdere Trip Advisor almeno per un po’.

#2 Affidabilità delle recensioni

Signore e signori, il grande limite di TripAdvisor: tra recensioni di locali chiusi da tempo e di locali che non esistono, in questi ultimi mesi stanno venendo a galla tutti i problemi della piattaforma: correresti il rischio di farti rovinare la reputazione solo per gioco?

No, direi di no.

Se TripAdvisor fosse una piattaforma in cui le recensioni vengono fatte sempre in maniera ponderata ed onesta, non ci vedrei niente di male ma, così com’è, c’è anche la remota possibilità che la tua struttura venga presa di mira per chissà quale motivo ed ottenga recensioni negativa basate sul nulla…

#3 A che punto del percorso sei?

Hai appena aperto la struttura o sei il titolare di uno storico locale?

Ti sembrerà una domanda stupida, ma la risposta potrebbe essere proprio il contrario di quello che stai pensando: in tutta sincerità se hai un locale nuovo di zecca, fossi in te aspetterei..

#4 TripAdvisor: se vengo recensito senza avere il profilo?

In questo caso, perché può succedere, non parliamo più di un’azione ma di una reazione e, tanto per cambiare, tu devi essere pronto a reagire a quello che succederà!

Ovvio, se ti dovesse arrivare via posta il certificato di eccellenza TripAdvisor facci un pensierino, altrimenti comincia a pensare a come gestire le recensioni degli utenti…

Conclusione: TripAdvisor sì o no?

TripAdvisor nasce con un intento lodevole e se le recensioni fossero tutte libere ed oneste ti direi di aderire assolutamente. Non per vanità, sia chiaro, ma perché, oltre al fatto che saranno i tuoi clienti a farti pubblicità, attraverso le recensioni puoi capire come vieni percepito dalla tua clientela, quali sono i punti sui quali devi lavorare e quali le eccellenze da mettere in mostra.

Abbiamo sempre bisogno di feedback per migliorare!

Così com’è, invece, ti direi di valutare molto attentamente costi (d’immagine) e opportunità (di guadagno) di una scelta simile, magari chiedendo anche a persone di cui ti fidi cosa pensino realmente della tua struttura.

In alternativa, puoi sempre fare così:
vietato-trip-advisor

Perché è sbagliato comprare i fan?

Posted on Categories: SocialTags: , 0

L’obiettivo di un social media manager che non sa fare il suo lavoro è quello di aumentare esponenzialmente il numero di followers su twitter e instagram e di fan sulla sua pagina facebook, tanto da spingere alcuni (anzi, molto più di alcuni) ad acquistare i fan un tot. al kilo, come si fa con la frutta al mercato.

fonte: foodies.com
fonte: foodies.com

Certo, avere una buona fan base è fondamentale per la buona riuscita del tuo progetto di social media marketing, ma da sola non basta!

Come aumentare i fan sulla tua pagina facebook?

Non stiamo a girarci troppo intorno: ragionare solo in termini di numero di fan non ti porterà da nessuna parte. Esci da questa logica e concentrati sui numeri e gli obiettivi che contano.

Crea una fan base profilata

Ti farò una domanda che troverai su quasi tutti i blog di social media marketing:

cosa te ne fai di fan non profilati che non interagiscono con i tuoi post?

Esatto: non ti servono a niente. Certo, qualche furbetto del mestiere invita amici e parenti sulla pagina per mostrare al cliente quanto sia utile avere un social media manager ma a lungo termine non otterrà nessun risultato: come puoi pensare di vendere qualcosa a qualcuno che proprio non è interessato?
I fan, o followers, devi guadagnarteli attraverso il tuo lavoro e poi profilare, profilare e profilare… Saranno numericamente meno, ma avranno tutto un altro peso in termini di interazioni.

Supponiamo che tu venda scarpe da calcio. Preferiresti avere:

a) 1000 fan di età compresa tra i 18 ed 35 anni, maschi ed interessati allo sport;

b) 5000 fan acquisiti in maniera del tutto casuale o chiedendo “favori” agli amici.

Penso tu sappia rispondere benissimo a questa domanda ed è per questo motivo che non ti serve avere un numero spropositato di fan.

Comprare i fan

facebook-home-page
Per chi ragionava nell’ottica di avere moltissimi fan a tutti i costi c’era la possibilità di comprare i fan su facebook e i followers su twitter e instagram; ti mettevi lì, spendevi qualche soldino, vedevi crescere il numero di affezionati e potevi presentarti dal cliente a mostrare risultati incredibili. Semplice, no?

Il problema non era solo che si trattava di utenti assolutamente non profilati: nella maggior parte dei casi stavi comprando dei profili fake: non c’era nessuno dietro quel nome. Nessuno interessato ai tuoi prodotti; nessuno che potesse interagire con te; niente di niente. Tempo e soldi buttati.

Per quanto riguarda facebook, qualcosa sembrava dovesse cambiare a marzo quando il social network di Zuckemberg decise di ripulire le fan page cancellando gli account inattivi. Abbiamo tutti pensato che fosse arrivato il momento di smascherare chi aveva acquistato i fan (probabilmente solo per fare la voce grossa col vicino) ma non è stato così, come ben spiegato in questo articolo apparso tempo fa su monetizzando.com.

Per Instagram e Twitter vale lo stesso discorso: comprare followers non ti serve a nulla, è una scorciatoia che porta in un vicolo cieco .

Conclusione: come fare per aumentare i tuoi fan?

Eccoci. Fin ad ora abbiamo detto che aumentare i fan della tua pagina facebook tanto per veder crescere il numero non serve a niente, giusto?

Sì, in parte: se la tua fan base aumenta in maniera naturale (o con ads profilate) significa che stai andando nella direzione giusta e conosci già la ricetta.

ATTENZIONE: Tutto può cambiare da un momento all’altro, non sederti sugli allori!

Se, invece, non sai da dove cominciare, per prima cosa dai un’occhiata agli errori da non commettere su una pagina facebook e poi studia, studia e fai dei test (non sulle spalle del cliente) e ricordati che i contenuti di qualità, le immagini ad effetto e delle campagne ads mirate a coinvolgere il tuo target di riferimento sono le armi migliori che hai a disposizione.

Come rispondere ai commenti negativi

Posted on Categories: SocialTags: , , 1

Per la tua azienda è importante avere un feedback ed i commenti ai tuoi post servono a questo. Sarebbe troppo bello se tu avessi sempre solo commenti positivi, in cui i clienti scrivono una bellissima recensione su di te e sul tuo operato; anzi, sarebbe la situazione perfetta. Sì, hai ragione, il tuo obiettivo deve essere quello di fornire un prodotto o un servizio di grande qualità. Purtroppo, però, essere il migliore nel tuo campo non ti difenderà dal rischio di ottenere commenti negativi o pessime recensioni, così come evitare di rispondere non è la soluzione ai tuoi problemi.

scena_crimineSocial media e crisis management: ti serve un piano

Ok, è successo: per qualche motivo la tua struttura ha ottenuto una pessima recensione su Trip Advisor, oppure il tuo post su facebook è stato commentato in maniera negativa. Da questo momento scatta il crisis management. Ma prima:

calmati, c’è un rimedio a tutto!

Non è importante che tua sia il Ministro degli Esteri o il gestore di un piccolo ristorante in montagna, se vuoi abitare i social media devi avere un piano di gestione dei feedback negativi. Ricordati che se un cliente si trova male non tornerà, ma se un cliente si trova male e lo fa sapere a tutto il web, perderai anche i clienti potenziali. Non so dirti se ciò sia positivo perché evita agli utenti di scegliere il locale sbagliato, oppure negativo, perché basta un’antipatia per ottenere una pessima recensione circa il prodotto ( e non il produttore), ma devi prenderne atto.

E’ così, e devi essere pronto. Il mio consiglio (non troppo “mio”, a dire il vero) è avere le idee chiare su come risponderai e cosa risponderai. Insomma, prendi carta e penna o un foglio di word e scrivi:

  1. Secondo il mio tone of voice ed il mio prodotto, risponderò in maniera formale o sarò più vicino all’utente?
  2. Fino a che punto mi assumerò le mie responsabilità? Ho un prodotto/servizio formidabile, oppure ci sono delle lacune da colmare?
  3. Che carattere ho?
  4. Quanti clienti perdo se non rispondo o se rispondo male?

Fatto? Bene! Ora dovresti avere le idee un po’ più chiare su quanto sia importante avere un piano per evitare di perdere le staffe quando riceverai un commento negativo anche se hai messo anima e corpo per realizzare un prodotto di qualità.

Perché ti dico di prepararti adesso?

Perché so quanto possa essere snervante ottenere una valutazione diversa da quella che tu dai al tuo prodotto, al tuo servizio o a te stesso!

Come rispondere alle recensioni negative!

Il primo punto è già inserito nella domanda: DEVI rispondere. No, non puoi scappare e non puoi ignorare un pessimo commento. E’ lì che si gioca la partita e, non ci crederai, puoi sfruttare questa situazione per ottenere dei vantaggi. C’è sempre un’opportunità, basta saperla cogliere:

# hai un ristorante ed un cliente ha detto che non si mangia bene? Cogli l’occasione per invitarlo nuovamente!

# Scusati, ma nel limite delle tue reali responsabilità

# Sii cortese, rispetta le opinioni degli altri ma fai notare se c’è qualcosa che non va

# Segui la crisis management policy che hai costruito in precedenza

# Se sei responsabile, rilancia con un’offerta o offri un servizio

# Se fai parte di una filiale ed ottieni un commento negativo su un dipendente rispondi che segnalerai il tutto alla casa madre (sta poi a te decidere se farlo o meno)

# Lavora con il buonsenso

# Resta calmo, andrà tutto bene.

Come comportarsi con lo spam?

Gestire lo spam e i troll è cosa diversa. Con lo spam, la cosa migliore è far notare in maniera garbata all’autore del commento che il suo comportamento non è ben accetto dopodiché, se esagera, valuta se cancellare il suo commento. Attenzione: in questo caso intendo per spam i commenti che presentano offerte e link ad attività o prodotti che non hanno niente a che vedere con la tua pagina!

I troll. Ahia, sei sotto attacco da parte di un troll. Ecco, in linea di massima, quando non trova più soddisfazione la smette, quindi non ingaggiare con lui una battaglia all’ultimo commento a meno che tu non sia Gianni Morandi, o il suo gestore della pagina facebook, che sembra divertirsi tantissimo a “giocare” con i troll.

Rimani aggiornato!