Il social media manager deve essere invisibile

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Una delle doti migliori di un social media manager professionista, anche se a Michele Serra questa professione sfuggiva fino a qualche giorno fa, è senza dubbio l’invisibilità. Esatto, un buon social media manager è invisibile. Punto. Un buon social media manager sa anche che non ha senso andare al bar a vantarsi con gli amici di quanti like è riuscito a guadagnare questa settimana. Ma vabbé.

Lo spunto per questo articolo arriva da quello scritto da Claudia Vago per CheFuturo!:

Scaricare sullo staff il tweet sbagliato è un boomerang per chi fa politica

Lì si parla di comunicazione politica, ma se curi i social di un’azienda, di un ristorante, di uno sportivo o anche una pagina a supporto dei gattini, beh, è la stessa cosa: tu non esisti. Non devi esistere. Sei invisibile.

Ripeti con me: Io non esisto!

Sei un esterno, ma sei l’azienda!

Se sei un freelance sei una figura esterna all’organigramma dell’azienda. Sei un professionista con la tua bella partita Iva e le tue tasse, e stai aiutando un’azienda a rendere efficace la sua comunicazione, a comunicare i suoi valori nella maniera corretta. Il tuo essere esterno, però, finisce qui.

un social media manager che riposa in poltrona
Tipico esempio di social media manager che riposa in poltrona dopo una lunga giornata di lavoro.

Quando lanci un tweet, un post o interagisci in una community fai parte dell’azienda. Anzi, tu sei l’azienda: i tweet della FIAT non sono di certo fatti dal signor Fiat, come la simpatia non rientra nelle caratteristiche organolettiche di un birra…

Ripeti con me: Io non esisto!

Se vuoi fare questo mestiere sai che il tuo nome rischia di saltare fuori solo quando le cose vanno male (e qui torniamo al tweet di Gasparri, che ha dato vita alla riflessione su CheFuturo! (link in alto nel post), che ha portato a questo post, che mio padre comprò…), anche se sarebbe ugualmente sbagliato.

Il bello è che tu sei il custode di un’illusione. Che senso ha rovinare tutto saltando fuori e dicendo: “Heilà, hai visto che bravi sono quelli sui social? Pensa che dietro di loro ci sono io!“. Se vuoi fare questo mestiere devi stare al gioco: il Babbo Natale dei centri commerciali non si tira giù la barba per farsi riconoscere e anche se quasi tutti sanno che quello non è il vero Babbo Natale (quello vero vive in Lapponia), va bene così. È così bello andare a fare la spesa e vedere un bambino sulle sue ginocchia.

Ecco, tu sei il Babbo Natale della tastiera: non cercare pacche sulle spalle o complimenti pubblici e, soprattutto (giuro, l’ho visto fare) non firmare i post dell’azienda che segui con il tuo nome:

Tu stai comunicando per conto dell’azienda, non stai usando l’azienda per promuovere te stesso

Sii conscio della bontà del tuo lavoro, scopri quello che devi migliorare, miglioralo e analizza i risultati del tuo operato. Non sarà l’amico al bar a rendere la misura della tua bravura.

Come si gratifica un social media manager?

Hai fatto un bellissimo lavoro e non vedi l’ora di raccontarlo a tutti? Vuoi far capire alle altre aziende quanto sei bravo? Tieni a freno l’entusiasmo, ci saranno tempo e modo per illustrare il tuo portfolio ai potenziali clienti, ma non lo puoi fare adesso, sulle spalle dei tuoi clienti attuali. Il bello di questo lavoro sta (anche qui) qui:tu sai di essere l’autore di quella campagna di cui tutti parlano; il protagonista del successo dell’azienda che segui.

Un po’ come quel Babbo Natale che tiene sù la barba tutto il giorno, ma poi si porta a casa i sorrisi e le speranze di grandi e piccini.

Ripeti con me: Io non esisto!

Erick Bazzani
Social Media Manager, copywriter e formatore freelance. Le mie giornate si dividono tra l'aula e l'ufficio, quindi se vuoi contattarmi ti chiedo di farlo con una mail. Leggi la bio completa: è bellissima! ;)