Prima di scrivere questo post ero molto combattuto. Scrivere adesso (e ancora) di gruppi Facebook mi sembrava davvero qualcosa di poco interessante e del tutto inutile. Sul web esistono decine se non centinaia di post dedicati all’argomento: come comportarsi in un gruppo? Come creare un gruppo? A cosa serve un gruppo? Quali sono i gruppi Facebook migliori? E così via fino all’infinito..

Ecco, quindi non lo volevo neanche scrivere un post su come comportarsi in un gruppo Facebook.

Però, dovendoli (sì, dovendoli, non lo faccio per piacere salvo rare eccezioni) frequentare per lavoro, ho notato – e sono certo che l’hai notato anche tu –  che al loro interno ci sono sempre gli stessi problemi, come se ogni nuovo membro non fosse in grado di adeguarsi da solo alle regole del fantastico mondo di internet™.

Cos’è un gruppo?

Lascia stare il web e concentrati sui gruppi ai quali appartieni. Gli amici, il tifo per una squadra di calcio, i colleghi, i compagni di classe…

…tutti rapporti che determinano in qualche modo un gruppo e che sono contraddistinti da un interesse comune o da un’affinità. Sarebbe difficile e senza senso entrare in un gruppo di persone che non ci stanno simpatiche o che hanno interessi diversi dai nostri, non credi?

Il gruppo ha un’identità sua e serve a definirne anche una nostra: ci distinguiamo dagli altri proprio in quanto appartenenti a quel gruppo. Un po’ come i paninari negli anni ’80 e Dio solo sa quanto io sia felice di essere nato dopo.

Il gruppo, infine, è una parte fondante della nostra società. Tutto quello che facciamo può essere in qualche modo catalogato e ricondotto a un qualche gruppo. È un’istituzione talmente importante che non poteva non essere riprodotta anche nel mondo virtuale dei social media anche se, come vedremo, in questo caso vengono accentuati i fattori negati e drasticamente ridimensionati quelli positivi.

E un gruppo Facebook?

Tra i social, quello senza dubbio maggiormente centrato sui gruppi e sulle loro dinamiche è l’ormai disabitato Google+, che basava buona parte della sua idea iniziale sulle famose cerchie in cui inserire persone; su una divisione settoriale e di tutti i nostri contatti (che potevano comunque far parte di diverse cerchie).

Venendo però a qualcosa di giusto un tantino più utilizzato, parliamo dei gruppi Facebook. Tutti, bene o male, facciamo parte di uno o più gruppi:

✔️Quelli legati al luogo in cui viviamo o nel quale trascorriamo le nostre vacanze

✔️Quelli in cui si condividono idee e consigli professionali

✔️Quelli politici o legati a particolari istanze o argomenti

✔️Tanti tanti altri

È bello, infatti, poter condividere con amici e/o sconosciuti immagini, racconti, opinioni e interessi, è un modo (seppur virtuale) per soddisfare il nostro bisogno di socialità e per trascorre il nostro tempo libero, magari venendo apprezzati per quello che diciamo e mostriamo.

Ci sono gruppi di ogni genere e con diverse possibilità di accesso:

✔️pubblici: tutti possono entrare senza alcuna autorizzazione.

✔️chiusi: devi chiedere di entrare e un amministratore (o in certi casi un semplice membro) accetterà la tua domanda.

✔️segreti: se cerchi il gruppo non lo trovi. Devi essere invitato per poter accedere (funziona molto bene per gruppi di studenti o per i corsi online)

Oltre al tipo di gruppo, molto del suo funzionamento dipenderà dal regolamento (da rendere chiaro e pubblico) e, soprattutto, da come gli amministratori lo faranno rispettare.

Regole minime di comportamento nei gruppi Facebook

Ecco, partiamo da un punto ben definito: ogni gruppo deve avere una sua policy, un regolamento a portata di ogni membro nel quale trovare cos’è possibile fare e cosa no, quali sono gli argomenti tollerati e quali no, eccetera… Starà agli amministratori farlo rispettare senza fare troppo i permalosi (altra nota dolente, vero?).

Quanto alle regole, ogni gruppo avrà le sue e saranno più o meno restrittive.

Al di là di questo, però, ci sono alcune regole che andrebbero seguite a prescindere dalla policy del gruppo.

✔️ Semplici regole per la pacifica convivenza sociale: come non offendere, insultare, bestemmiare e così via…

✔️ Regole di buonsenso: come cercare di limitare polemiche inutili o non scaldarsi in una conversazione.

✔️ Netiquette e regole varie: non riempire i gruppi con articoli inutili, non alimentare flame, non scrivere tutto in maiuscolo eccetera…

E – perdonami – queste regole non andrebbero neanche scritte o spiegate.

Sui gruppi di Facebook a mo’ di conclusione

Essere in un gruppo significa, più o meno, quello che ho scritto sopra: appartenenza, condivisione, bisogno di interagire e di mostrarsi e cercare e dare informazioni utili. Questo, dicevo, vale per qualsiasi gruppo, virtuale o meno.

Quello che, invece, succede nei gruppi su Facebook è che lo schermo che ci divide dal nostro interlocutore diventa spesso un vile rifugio. Da lì ci sentiamo autorizzati a sfogare le nostre frustrazioni e la nostra rabbia, pontificando da una comoda scrivania in salotto.

Non ce l’ho con i gruppi a prescindere – del resto sono degli strumenti e gli strumenti sono neutri – ma con chi li usa male. Come abbiamo visto, oltre alla policy, che dovrebbe essere ben visibile a tutti i membri, per stare bene in un gruppo sarebbe sufficiente rispettare le normali regole per una pacifica convivenza, deputando agli admin il ruolo di vigili sorveglianti.

Certo, a meno che non siano dispotici e permalosi.

Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance. Vivo di parole e di progetti, ma se vuoi puoi leggere la bio completa.