Marketing: 5 cose che non puoi più fare

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Il modo di promuovere un prodotto o un servizio è cambiato parecchio negli ultimi anni. Sono cambiate le tecniche e le buone pratiche da attuare per convincere le persone a compiere un’azione. Dal vecchio modo di fare pubblicità, con lo spot che interrompe siamo passati al content marketing, che accompagna gli utenti mentre sono sui social network.
Allo stesso tempo è diventato sempre più semplice e (in teoria) meno costoso promuovere un prodotto e un servizio.

Parallelamente al modo e al mezzo con cui comunichiamo è cambiato anche il tenore di quello che diciamo: ci sono frasi che non puoi più dire o fare quando vuoi promuovere qualcosa o quando vuoi invitare gli utenti a compiere un’azione.

Per quale motivo?
Perché si tratta di pratiche che sono diventate antipatiche o che alla lunga hanno creato assuefazione (e quindi insensibilità) in chi dovrebbe essere il destinatario del messaggio.

Quali sono?

Le vediamo subito.

Marketing: 5 comportamenti da mettere in soffitta

Ci sono frasi che andavano bene anni fa, ma che per un motivo o per un altro hanno davvero stufato chi se le trova davanti diventando, nella migliore delle ipotesi, totalmente inefficaci.

Eccone 3, giusto per farci un’idea:

#1 Ricerchiamo risorsa giovane e dinamica
Il settore del recruiting si è sicuramente ingegnato moltissimo per mascherare alcune falle e alcune problematiche legate al mondo del lavoro, ma adesso richiedere una persona giovane e dinamica equivale a dire: “vogliamo semplicemente pagarti poco”.

Non solo, mi verrebbe da dire che ci mancherebbe altro. Avete mai sentito di un’azienda alla ricerca di un fannullone buono a nulla?

#2 Definitivo
Spesso, per quanto riguarda i blog e le guide si tende a utilizzare questo aggettivo. “Scopri la guida definitiva per fare soldi”, “Ecco il metodo definitivo per perdere peso” e via dicendo…

… no, non c’è nulla di definitivo, specie per quanto riguarda il marketing. Immaginate la faccia di quelli che hanno scritto la guida definitiva su come guadagnare telefonando a casa delle persone, il giorno che hanno scoperto che si vende molto di più quando il prodotto non viene proposto “a freddo”.

#3 Leader di settore
Azienda leader di settore cerca…, azienda leader di settore proponoe.

Scusate: cosa significa leader di settore? Di quale settore parliamo? Avete dati che possano testimoniare questa affermazione? Come mai, dato che sei leader di settore, hai bisogno di farti conoscere?

E poi diciamocelo: non si può proprio sentire! (Siamo tutti “leader di settore”, basta inventarsi un settore, giusto?).

Poi, oltre alle frasi, voglio soffermarmi su due comportamenti che devi evitare. Ne ho scelti due un po’ perché sono due attività insopportabili e un po’ perché così ho potuto scrivere un titolo che contenesse 5 pratiche da evitare quando promuovi qualcosa.

Sono un furbacchione, vero? 🙂

Vediamo di cosa si tratta:

#4 Eccedere con le richieste agli utenti
La call to action è necessaria e sacrosanta, ok. Ma non puoi permetterti di stressare gli utenti del tuo sito attraverso continue CTA o continue richieste di fare qualcosa. Ci sono siti che al primo accesso ti chiedono:

      Se possono inviarti newsletter
      Di mettere mi piace alla pagina/condividere l’articolo per poter accedere al contenuto
      Di iscriverti per sbloccare il resto dell’articolo o la risorsa utile
      Di compilare form con un numero infinito di campi per poi accedere a un form che se compilato ti farà avere gratis l’ebook da 17 pagine.
      E magari infilano un paio di CTA all’interno dell’articolo.

Scommetti con me che anche solo un tuo competitor riesce a rendere più facile la vita degli utenti?

#5 Fare spam con la newsletter
Ad oggi, la newsletter è un efficace strumento per convincere i tuoi lettori o i tuoi clienti a completare una conversione.

Convincere, non costringere.

I motivi per cui posso essermi iscritto alla tua newsletter sono tanti. Posso essere interessato a ricevere mail, ho dovuto farlo per sbloccare un contenuto (vedi punto 4), volevo rimandare a più tardi la lettura ma volevo comunque evitare di perderti di vista, ecc…

NON MI STRESSARE!

La newsletter è fantastica se porta un valore aggiunto o se mi offre qualcosa in più. Magari più avanti ne parleremo in un articolo interamente dedicato ad essa, ma intanto quello che voglio dire è che non puoi mandarmi 3 email a settimana.

Innanzitutto dovresti chiederti se siano realmente necessarie 3 mail, ma soprattutto devi tenere conto che probabilmente non mi sono iscritto solo alla tua newsletter ma ho lasciato il mio indirizzo email a più aziende/blog/siti web in genere e non voglio avere l’email intasata.

Anticorpi: crea un account email da dedicare alle newsletter e aprilo una volta ogni tanto 😉

Cosa ne pensi?

Ci sono altre frasi o altri comportamenti che proprio non sopporti e non vorresti più sentire?

Scrivilo nei commenti! 😉

Erick Bazzani
Social Media Manager, copywriter e formatore freelance. Le mie giornate si dividono tra l'aula e l'ufficio, quindi se vuoi contattarmi ti chiedo di farlo con una mail. Leggi la bio completa: è bellissima! ;)