Se sei uno di quelli che “ma la verità non è qualcosa che si racconta: la verità si espone, spesso con dati oggettivi, ma non si racconta. Il racconto è dedicato a qualcosa di fantastico, aleatorio, emozionale, che non esistedevi leggere questo post. Se non fai parte di quel gruppo, devi leggere questo post!

In sostanza, devi assolutamente leggere questo post. 😉

Già, perché la verità, specie nella pubblicità e nel marketing, si racconta eccome, fattene una ragione! Esporre qualcosa di oggettivo, infatti, non solo in molti casi non ti farà vendere di più, ma potrebbe anche donarti il mantello dell’invisibilità, relegando la tua azienda al ruolo di semplice comparsa nel mercato. No, tu meriti di essere il protagonista assoluto, ma visto che le campagne debbano attirare, colpire o lasciare qualcosa è concetto assodato, beccati ‘sta frase motivazionale e passiamo oltre.

Smettila di raccontare balle

Troppo diretto? Forse. Ma il punto è che in questo preciso momento storico, dove tutto è connesso e bla bla bla… no, la rifaccio.

Il punto è che adesso non puoi più permetterti di raccontare una cavolata ai tuoi clienti con il solo obiettivo di attirarli a te o di vendere loro uno dei tuoi prodotti. E non basta più per due semplici motivi:

Motivo numero uno
I mercati sono tutti più o meno maturi, quindi la sfida è strappare un cliente alla concorrenza e… tenerlo stretto. Se la tua strategia è quella di mostrare la tua attività per quello che non è riuscirai forse a strappare qualche cliente alla concorrenza, ma non a fidelizzarlo. Anzi, una volta che resterà deluso da te, il buon cliente tornerà dal tuo competitor, ma con una nuova consapevolezza.

In pratica, raccontando balle finisci con il legare i tuoi cliente ad altri marchi. Uno spasso, vero?

Motivo numero due
Quanto pensi che ci voglia per scoprire il bluff e dirlo a tutti? Cinque minuti? Due? Meno? Ecco, ma allora di cosa stiamo parlando?

Credo sia inutile soffermarsi su questo punto.

Comincia a raccontare la verità

Buona parte della sfida è tutta in questa semplice frase: devi saper raccontare la verità.

Se ci pensi, ogni azienda ha le sue “verità”: la storia, la tradizione, le tecniche, la qualità delle materie prime e, addirittura, i prezzi competitivi possono essere delle verità da raccontare. Devi semplicemente trovare la tua e puntare forte su quella, senza stare a snaturare la tua immagine o a promuovere qualcosa che non sei o non hai.

Formule come “leader di settore” valgono ormai molto meno della verità raccontata in modo sincero. Anzi, ti dico di più, la verità sulla tua azienda è qualcosa che ormai non puoi più nascondere: social network, siti di recensioni, blog e il caro e vecchio passaparola offline ti impediscono di fare promesse irrealizzabili.

Quindi, armati di pazienza e comincia a scrivere su un foglio (ah, il caro e vecchio romanticismo della carta) quali sono i tuoi punti di forza. No, aspetta, non è questo il momento di concentrarsi sulla struttura aziendale, sul magazzino o sulla diffusione; qui devi pensare a cosa sia in grado di rendere davvero unico quello che fai. E non ho alcun dubbio: se cerchi bene trovi sicuramente qualcosa che distingua la tua azienda dalle altre, un valore che sappia giustificare la vostra presenza sul mercato.

Ecco, una volta scoperto (o scoperti) cerca di entrare più nel dettaglio.

La tua azienda è unica perché ha una lunga storia? Bene, io e gli altri clienti siamo qui, pronti ad ascoltarla.

Dividi il tuo racconto in passaggi chiave e non dimenticarti di dare tantissima importanza al contesto: spesso è proprio lì che nascono quelle immagini che il cliente si porterà dietro.

Le difficoltà possono nascere al momento di trovare un “come” raccontare; sul “che cosa“, invece, non dovresti avere problemi.

APPROFONDISCI: Trovato il “cosa” bisogna capire il “come” (Coming soon)

Chiamiamola conclusione

Come spesso accade in questo blog, i post sono meno schematici di quanto potresti aspettarti, ma è una scelta che ho fatto quando l’ho restaurato: non è più il tempo, a mio avviso, di restare aggrappati a un rigido schema di scrittura.

Venendo a noi, penso che mostrarsi con il cuore in mano ai clienti e scoprirsi senza un eccessivo timore delle conseguenze, se supportati da una strategia di comunicazione come si deve, siano davvero l’unica chiave possibile per riuscire ad emergere dal pantano nel quale finiscono la maggior parte delle campagne pubblicitarie. Pantano che, peraltro, potrebbe non essere lo scenario peggiore: in un mondo pervaso dal digitale, dove chiunque si sente libero di esprimere la propria opinione, lottare contro le bugie è difficilissimo, raccontarle è quasi impossibile.

Ecco perché, a conti fatti, inserire la verità all’interno del giusto racconto può essere addirittura la strada più sicura di tutte.

Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance. Vivo di parole e di progetti, ma se vuoi puoi leggere la bio completa.