L’immagine pubblicata dal ristorante vegano Piovono Zucchine ha fatto il giro del web e suscitato un’ondata di ira e indignazione, ma a mio avviso può fornirci alcuni interessanti spunti di riflessione sulla comunicazione e sul social media marketing.

Ho seguito un po’ la vicenda nata in seguito a questo post e devo dire che, ragionando a freddo, le conclusioni sull’operato di questo ristorante sono abbastanza diverse da quelle che avrei tratto in uno slancio emotivo.

Precisazioni: prima di proseguire.
Prima di continuare con l’articolo ho bisogno di fare due precisazioni, giusto perché non voglio entrare nella bagarre:

1) Ti chiedo di non fare l’errore di farti prendere dall’indignazione e di volare a commentare il post con insulti e minacce. Non è lo scopo di questo post;
2) Questo articolo non vuole essere schierato né a favore né contro questa campagna. L’obiettivo di questo post è quello di cercare di capirci qualcosa in più e portare alla luce qualche spunto per la tua comunicazione.

Piovono zucchine: l’indignazione e la rabbia del web

Cosa è successo? Semplice, nella giornata di ieri, a seguito dell’ennesima scossa di terremoto che sta devastando il centro Italia, sulla pagina Facebook del ristorante è apparsa quest’immagine. Come era lecito aspettarsi, il ristorante è stato bombardato di insulti e critiche di ogni genere…

Allo stesso tempo, le risposte di chi gestisce la pagina hanno fatto tutto tranne che abbassare i toni della polemica, tanto da incuriosirmi e far nascere in me la voglia di capire il perché. Voglio dire, uno scivolone capita a tutti ma a leggere le risposte sembrava volessero a tutti i costi perseverare nel loro errore.

Strano, no?

Piovono zucchine: i fatti visti il giorno dopo

Strano, stranissimo che volessero continuare con una linea così macabra e senza la minima intenzione di scusarsi. Sì, è vero che le scuse e le smentite arrivano sempre troppo tardi e molto spesso non hanno la risonanza del primo sasso lanciato nello stagno, ma visto il grande numero di persone che le pretendevano sarebbe forse stata la cosa migliore da fare.

Invece, una spiegazione è arrivata questa mattina:

Riassunto?
Non si è trattato di una gaffe, ma di una vera e propria scelta basata sulla linea editoriale e di comunicazione di questo ristorante. Non era semplice real time marketing e non si è trattato di sciacallaggio: è stata una scelta ponderata e che segue la linea della pagina. La linea del ristorante è questa: sarebbe stato molto più strano e “fuori target” un post pieno di unicorni rosa che mangiano un lecca-lecca.

Ora, può piacere o no; può far sussultare le coscienze e offendere chi ha perso tutto durante il sisma. Non è compito mio dare una valutazione morale o etica.

Il caso, però, è utile perché porta alla luce due considerazioni interessanti.

Cosa possiamo imparare da questo post?

Il succo della questione è riassunto benissimo nel post di Piovono Zucchine: “chi ci conosce lo sa”. Ecco, è proprio da qui che voglio partire per spostare l’attenzione su quello che puoi imparare tu da questa storia.

La prima cosa che devi segnare sul tuo taccuino è che chi ti conosce sa come la pensi e come ti comporti, mentre chi non ti conosce difficilmente approfondirà le tue ragioni. Insomma, chi segue da tempo le idee e i ragionamenti di Piovono Zucchine si sarà magari sentito toccato, ma (suppongo) non scandalizzato dal post, proprio per il discorso di prima sugli unicorni rosa.

Il problema è rappresentato da chi non ti conosce. Per quelli come me che non conoscono il ristorante, il post è sembrato proprio una sciacallata gratuita per cavalcare l’onda…

…e hai voglia di aspettare le spiegazioni.

Fai attenzione perché non parli solo a chi ti conosce.

La seconda cosa riguarda il web e chi lo abita. Sempre più spesso le persone non si fanno delle domande su quello che vedono (altrimenti non esisterebbero le bufale) e quindi quello che arriva è solo una foto, con un testo di cattivo gusto.

Del resto, non possiamo neanche pretendere che il web non ragioni con la pancia: semmai, siamo noi social media manager che ci dobbiamo adeguare.

(Bonus) Numero tre. Non mi è chiaro perché orde di social media manager abbiano preso di mira i social del ristorante per far crollare la valutazione media.

Mi sarei aspettato questo comportamento dal popolo del web e non da dei professionisti. Credo che il nostro compito sia quello di cercare di capire il perché e il come delle cose (e se possibile imparare qualcosa), non quello di dare valutazioni morali su quello che fanno gli altri.

Io ho cercato di capire, mi sono fatto la mia idea e l’ho scritta in questo post. Ovviamente anch’io corro il rischio di interpretare in maniera sbagliata quello che è successo, ma ho voluto provarci lo stesso.

Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance. Vivo di parole e di progetti, ma se vuoi puoi leggere la bio completa.