Il 2020 e la tempesta perfetta

Tra pandemia ed elezioni americane, il 2020 ha rappresentato la tempesta perfetta per le fake news. Non è facile, ma possiamo uscirne.
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Il 2020 è stato l’anno in cui sono venuti a galla tantissimi complotti. Non che prima non ci fossero, eh, ma ci sono in molti casi scoppiati in faccia, al punto da tradursi in un assalto al Congresso americano (con tanto di vittime) nei primi giorni del 2021.

Il 2020 e la tempesta perfetta

L’anno che abbiamo appena mandato in archivio ha ospitato una sorta di tempesta perfetta in grado di dare nuova linfa a evergreen della cospirazione e scatenare le fantasie e le teorie più assurde e portarle davanti al grande pubblico, anche attraverso la tv.

Il 2020 è stato un anno incredibilmente fertile per chi si è messo a diffondere notizie false o non contestualizzate. Voglio dire: una pandemia, un periodo di crisi economica, l’incertezza, i comportamenti diversi dei vari leader politici e le elezioni americane sono tutti fattori che ben si prestano a essere cavalcati tanto da chi ha più di un interesse quanto da chi, stanco e stremato da questa situazione, ha trovato conforto in un “pensiero alternativo”.

E soprattutto questa seconda situazione è facilmente comprensibile, ergo sarebbe stupido semplicemente bollare come “ignoranti” quelli che ci credono. Certo, alcune teorie sono davvero strampalate, ma la capacità del nostro cervello di rientrare sempre in una zona di comfort è sorprendente e non va assolutamente sottovalutata.

ALT! Non sto cercando di giustificare nessuno, ma dico semplicemente che un insieme di circostanze e meccanismi ha attirato nella trappola più persone di quante immagini.

Proviamo a ripercorrere le tappe di questa escalation di bufale, che ha avuto (per ora) il suo apice nelle morti per l’assalto al Congresso americano.

Il grande ruolo della pandemia

La pandemia ha saputo scatenare la fantasia dei peggiori complottisti, ma anche degli oppositori dei vari governi e dei leader dei partiti di opposizione. E mentre ci trovavamo a dover affrontare in un colpo solo i negazionisti, quelli che minimizzavano, i no-mask e chi più ne ha più ne metta, l’incertezza dettata da un virus sconosciuto e qualche pasticcio compiuto dai governi ne ha ridotto la credibilità rilanciando allo stesso tempo la retorica dei no-vax.

E se agli inizi abbiamo rispettato tutte le regole, più per paura che per rispetto, con l’andare del tempo e l’aumentare dei complotti, delle difficoltà e dell’incertezza siamo diventati sempre più insofferenti e sempre più sensibili a teorie “alternative”.

Chi ha pagato di più gli effetti di questo tsunami sanitario è stata senza dubbio la politica, già da tempo ormai luogo perfetto in cui creare fake news e ottenere un risultato.
Prima di arrivare a quanto successo negli USA, basta guardare in casa nostra per vedere come (a torto o ragione, non mi interessa) la pandemia sia stata e sia ancora oggi un pretesto per regolare i conti tra i partiti e per fare propaganda.

Confusione e propaganda

Siamo stati colti di sorpresa, e questo è innegabile.

Ma tornando all’inizio del 2020 vediamo subito come i leader dei vari paesi abbiamo affrontato la questione in maniera differente: qualcuno chiudeva tutto e faceva appelli in tv, altri lasciavano tutto aperto e negavano la pericolosità del virus e altri ancora cavalcavano il sentimento del momento, arrivando a cambiare idea in poche settimane. È ovvio che molti abbiano cominciato a chiedersi chi avesse ragione, così come è naturale che molte persone siano finite con il rispondersi che “ha ragione chi la pensa come me”. Che poi non è altro che l’effetto del confirmation bias.

A questo aggiungici che c’erano dei leader che avevano bisogno di aumentare il consenso e che, parlando di sanità, si apre tutta la questione dei vaccini, cause farmaceutiche e guadagni e la frittata è pronta.

QAnon, brogli elettorali e l’assalto USA

Niente di nuovo all’orizzonte: QAnon non è altro che un’agghiacciante teoria del complotto che circola già da qualche anno negli ambienti e nei social dell’estrema destra americana e che unisce politica, storie di rapimenti, pedofilia, cannibalismo e chi più ne ha più ne metta.

Grazie alla sua grande capacità di adattamento ai diversi contesti, questo insieme di teorie che parlano di poteri occulti, adrenocromo e presidenti che non sono realmente morti, ha cominciato a correre sotto traccia, spesso ignorato o deriso, per poi venire a galla con l’assalto a Capitol Hill, con tanto di “sciamano” con delle corna come copricapo, merchandising e armi da fuoco.

Tutto questo ci porta a una considerazione: potranno anche essere irragionevoli, pazzi e fuori da ogni logica terreste (e certamente lo sono), ma possiamo permetterci di continuare a bollarli come tali e a ridere di loro?

Direi proprio di no.

Come usciamo da tutto questo?

Perché in qualche modo dobbiamo pur uscirne e ridare ai virologi la capacità di parlare di virus, agli ingegneri quella di spiegarci come si costruisce un ponte e così via. Già, ma come?

Certamente non con l’eccesso di informazione o con teorie alternative, ma neanche limitando internet o combattendo a viso aperto questa battaglia.

Possiamo fare solo due cose per provare a risolvere il problema:

  1. cominciare a crearci gli anticorpi per vivere online selezionando le fonti e prestando attenzione a eventuali segnali d’allarme, come link corrotti, linguaggio sensazionalistico e “non ce lo dicono” (disponibile anche nelle versione “Non cielo dicono” e “non c’è lo dicono)
  2. ridare credibilità ai mezzi di informazione e ai giornalisti, smettendo di accusarli di essere il peggior male del mondo. Allo stesso tempo, tocca anche a loro fare di più, ricominciando a vagliare in maniera accurata le fonti e le notizie.

Perché se poi nei telegiornali vengono prese per reali scene tratte dai film diventa un problema.

Erick Bazzani
Social Media Manager, copywriter e formatore freelance. Le mie giornate si dividono tra l'aula e l'ufficio, quindi se vuoi contattarmi ti chiedo di farlo con una mail. Leggi la bio completa: è bellissima! ;)