Meno di un mese fa ci chiedevamo se fosse sensato (e utile) avere un profilo su googleplus e ieri google ha ufficializzato la sua decisione: ciao ciao G+.
Anzi, secondo quanto si legge sull’ANSA, si tratterebbe di un vero e proprio divorzio o, per meglio dire, di un abbandono.

logogoogeGoogle ha davvero deciso di scaricare google plus?

Davvero il colosso di Mountain View ha deciso di rinunciare al suo social network? G+ è davvero destinato a scomparire?

Per prima cosa, penso che quel “ripensare a delle scelte” apparso sul blog di Google a firma Bradley Horowitz, non sia da interpretare come un deciso abbandono di un social che non funziona quanto, piuttosto, come un tentativo di riparare ad un grave errore: l’iscrizione obbligatoria al social per utilizzare gli altri canali.

Poi, beh, è vero che Big G ha chiuso progetti meno ambigui di google plus in tempi molto più brevi e quindi possiamo anche aspettarci la sparizione del social, ma ne sarei sopreso.

Google lascia Google Plus: i vantaggi

Google Plus non ha reso come si sperava: l’utente medio fatica ancora a capirne le potenzialità, gli usi e le funzionalità. Morale? Ne è uscito un semi-deserto nel quale alcuni (pochi) intravedono ottime possibilità di sviluppo, mentre altri (molti) lo reputano un’incredibile ed inutile perdita di tempo.
Per ovviare a questa desolazione, google aveva pensato di “obbligare” gli utenti ad iscriversi per usufruire di tutti gli altri servizi, “gonfiando” così le statistiche.

Bene, è proprio con quel “ripensare a delle scelte” che si apre uno spiraglio interessante, a patto che si legga questa frase non come una totale bocciatura del social, ma come il riconoscimento di una strategia completamente sbagliata.

Già, perché la grande crescita di profili inattivi ha generato solo una maggiore sensazione di desolazione tra gli utenti che usavano davvero il social, oltre che una gran confusione. Slegare le due piattaforme potrebbe essere è una mossa sensata; magari un ultimo tentativo di rianimazione, ma deve essere fatto.

Se dovesse funzionare potremmo avere una piattaforma tutta nuova, magari (come già avviene per le communities) orientata agli addetti ai lavori. In ogni caso, ci troveremo di fronte ad un social abitato da persone reali con le quali interagire per fare business, che significherebbe dare un senso a Google+.

Se fosse un addio?

C’è, a dire il vero, un’altra possibilità;

Google si è accorto del fallimento e sta cercando un modo molto soft per eclissare il suo social network

Se così dovesse essere, lascia che ti faccia qualche domanda: lato utente sarebbe davvero un problema rinunciare ad un social e concentrare altrove la sua voglia di condivisione? Lato azienda: l’hai mai usato? Pensi che sarà un grande problema farne a meno?

Ti aspetto!

Nel frattempo Be Positive

 

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance. Vivo di parole e di progetti, ma se vuoi puoi leggere la bio completa.