Ok, capisco che l’improvviso proliferare di banner che ti informano sull’utilizzo di cookies nei vari siti web che frequenti possa averti un po’ spaventato e, dato che magari non sei al corrente della normativa che dal 2 giugno 2015 obbliga i proprietari dei siti ad esplicitare l’uso dei biscottini, può essere che tu ti sia spaventato ed abbia deciso di chiudere la pagina.

Non sei l’unico, tranquillo! Anzi, capisco che aprire un sito e trovare, di colpo, una scritta che recita:

utilizziamo i cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione possibile ed offrirti contenuti vicini ai tuoi interessi

possa farti sentire un po’ a disagio.

cookieCookie: ecco perché ti servono

Ma come fanno a fornirmi contenuti vicini ai miei interessi?
Io non voglio essere spiato quando apro un sito web
Adesso tutti che usano ‘sti cookie

Queste sono solo alcune delle domande che si trovano sul web negli ultimi tempi, ma lascia che ti dica che i i cookie servono tanto anche a te e ora ti spiego il perché. Prima di addentrarci nell’articolo, però, voglio ancora sottolineare una cosa: i cookies sono sempre stati utilizzati dai siti web e dai social networks (sì, anche quelli che usi tu), ma dal 2 giugno è diventato obbligatorio notificare ed informare il lettore della loro presenza.

A cosa servono

Le funzionalità dei cookies sono quelle più disparate: ci sono quelli che “tracciano” (in maniera anonima) la provenienza delle visite ai siti per restituire statistiche; quelli che ti permettono di condividere i contenuti sui social networks senza dover sempre fare il login; i cookie che ti mostrano le pubblicità attinenti alle ricerche che hai fatto; quelli che servono a farti navigare con la lingua che hai scelto; ecc… Sono tantissimi, con tantissime funzioni e utilità: tanto che il Garante stesso non ha fornito né un vero e proprio elenco, né tantomeno delle indicazioni chiare e precise sulle varie categorie.

Ma ripeto: NON ti devi preoccupare.

Perché non devi avere paura dei cookies

Probabilmente, tra le tante buone intenzioni che hanno animato le azioni del Garante c’era quella di far capire un po’ meglio agli utenti cosa siano e come funzionano i biscottini, tanto da prevedere che ogni sito web debba dotarsi di un’informativa estesa (la mia la trovi QUI) in cui si spieghi:

  • Cosa sono i cookie
  • Se e quali cookie vengono utilizzati
  • Per quali motivi vengono utilizzati
  • Come fare per evitare che vengano inviati cookie al tuo computer

Per ora possiamo dire che abbiamo avuto l’effetto contrario. Molti degli utenti dei siti web si sono spaventati leggendo il banner presente nelle pagine sul sito, e al posto di accettare l’utilizzo dei cookies hanno preferito abbandonare il sito, magari a a vantaggio del sito di un concorrente che non si è ancora adeguato alla normativa.

Cookie: immagina che…

Immagina di essere in un negozio perché haI bisogno di un paio di scarpe e di rivolgerti ad un commesso per farti aiutare. Cosa vorresti da un commesso?

    • Che fosse disponibile ad aiutarti
    • Che ti aiutasse a scegliere le scarpe
    • Che ti proponesse modelli differenti, ma vicini al tuo gusto, per fornirti più alternative

Ora immagina di bloccare i cookie del negozio: non solo non avresti nessuno che possa offrirti consigli e prodotti simili, sarebbe direttamente il commesso a sparire (e non nego che nella realtà certi commessi siano davvero “pesanti”).

Questi cookie, i famosi cookie di profilazione, sono tra l’altro i più invasivi: hai presente le pubblicità che ti escono su facebook? Hai mai fatto caso che se cerchi per il web la destinazione delle tue vacanze al mare, nella sidebar di Facebook ti appariranno spiagge dorate e mari cristallini? Sì, forse possono anche apparire come un diavoletto tentatore, sempre lì a ricordarti che potresti prenotare le ferie, ma in realtà ti stanno proponendo quello che stai cercando, nel momento in cui lo stai cercando.

Proprio come il commesso del negozio di scarpe.

Conclusioni

Questa cookie law ha messo in agitazione un po’ tutti: avvocati, sviluppatori, blogger e utenti più o meno esperti. Se da un lato, il rischio di multe salatissime giustifica l’apprensione di chi produce contenuti, la paura degli utenti è un po’ meno giustificabile.
In primo luogo perché i cookie ci sono da sempre, ma con l’informativa è diventato obbligatorio dirlo, confermando il detto occhio non vede, cuore non duole;
In secondo luogo perché, sebbene servano anche ai possessori dei siti, i cookie aiutano e non poco l’utente durante la sua esperienza di navigazione;
In terzo luogo perché, in Italia, la cultura digitale e la preparazione circa internet sono al livello per cui se domandi cosa siano i cookies, molti ti risponderanno i biscotti, ma solo perché sanno un pizzico di inglese.

Il mio personalissimo consiglio è di acconsentire all’uso dei cookie, prestando invece più attenzione quando fornite sul web dati personali come numero della carta di credito (e questo non ha nulla a che fare con i cookie). Poi, ogni tanto, date un’occhiata alle varie sezioni privacy e policy dei siti che visitate: troverete molte informazioni utili a comprendere meglio cosa siano ‘sti benedetti biscottini.