il momento migliore per postare su Instagram

Qual è il momento migliore per pubblicare su Instagram?

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[ARTICOLO ORIGINALE: 22/12/2016 – AGGIORNAMENTO 08/11/2019]

Se sei un Instagram addicted sei sempre alla ricerca del modo migliore per aumentare il numero di like e commenti alle tue foto e, probabilmente, ti sei anche domandato quale sia l’orario migliore per pubblicare su Instagram le tue foto.

Sì, è vero, Instagram nasce come applicazione per condividere immagini in tempo reale (o quasi), ma da tempo ormai molte persone pubblicano su Instagram immagini scattate e post prodotte, in modo da ottenere il maggior numero di like e gonfiare a dismisura il nostro ego (anche se con la scomparsa del contatore like abbiamo finalmente la possibilità di tornare a essere noi stessi). Già, il nostro ego è forse il principale motivo per cui ci sbattiamo tanto a cercare il momento migliore per pubblicare le foto su Instagram e avere più like.

Ecco, oggi voglio parlarti dell’orario (o meglio del momento della giornata) in cui in base alla mia esperienza è più facile che le tue foto abbiano successo.

Instagram: consigli base per ottenere successo

Perché la tua foto funzioni deve rispettare un bel numero di fattori e forse l’orario non è il più importante, ma di certo può influire positivamente. Tieni presente che mediamente una foto “vive” su Instagram meno di 6 ore, poi tende a scomparire. Succede, per farla breve, che il gran numero di foto postate porterà la tua immagine sempre più giù nel feed, con tanti  saluti ai cuoricini e al nostro ego.

Ma, prima di cercare l’orario migliore per postare su Instagram penso che dovresti concentrarti su punti più rilevanti:

[Prima di continuare lascia però che ti dica che si tratta solo della mia esperienza e che mi piacerebbe che scrivessi nei commenti la tua]

  • La qualità delle immagini: Il fattore più importante è sicuramente l’immagine. Prima di preoccuparti di quando caricare una foto su Instagram devi preoccuparti di fornire un contenuto di qualità, altrimenti è tempo sprecato. In questo articolo ti offro 5 consigli per iniziare ad usare Instagram nel migliore dei modi, prova a dare un’occhiata! Certo, come dicevo Instagram nasce per essere live e quindi per lo smartphone, ma se guardi le foto alle quali hai messo il like scoprirai che la maggior parte sono state fatta con una macchina fotografica. Ci avevi pensato?
  • Instagram è il social giusto per te (o per la tua azienda)? Come ho sottolineato in questo articolo, Instagram può essere l’epicentro della comunicazione della tua azienda, se sai come usarlo al meglio. Grazie al fatto che le immagini hanno spesso un impatto maggiore e più rapido, prendere in considerazione di far ruotare la tua comunicazione intorno ad più famoso social di immagini ti sembra un’idea stupida? Direi di no. E per evitare di sprecare tempo e risorse, capire qual è il momento migliore per pubblicare la foto può farti risparmiare tempo e, quindi, soldi.
  • Devi conoscere la tua realtà: L’orario varia in base al tuo pubblico, quindi sto per darti un’opinione generale. Nessuno meglio di te (o del tuo consulente) può conoscere il comportamento del tuo pubblico. Ad esempio, posso dirti che l’orario migliore sono le 9.13 del mattino, dal lunedì al venerdì, esclusivi festivi, pre festivi giorni dispari e giorni di maltempo. Poi tu ti accorgi che per la tua realtà non funziona.
  • Creati una tua identità: non copiare, non pubblicare una foto solo perché foto simili hanno ottenuto like facili. Per avere successo su Instagram e, soprattutto, per fare in modo che il successo sia duraturo devi assolutamente crearti una tua precisa identità. Dedicati a un preciso tipo di fotografia, scegli un mood e offri al mondo una tua precisa visione delle cose, sperimenta e fallo soprattutto per te!

A che ora postare su Instagram

Siamo finalmente arrivati alla domanda: quando devo pubblicare su Instagram per avere successo?
Discutendone con un collega che, come me, si occupa di social media management per piccole aziende è venuto fuori che secondo lui l’orario migliore di pubblicazione è rappresentato dall’ora intorno a mezzogiorno: Secondo lui, tra le 11.30 e le 13.00 si possono ottenere i risultati migliori.

Per quanto mi riguarda, invece, è semplicemente impossibile essere così netti senza avere a disposizione dati reali e senza aver studiato il caso. Mi spiego:

  1. Di che settore stiamo parlando? Generalizzare è sbagliato. Sui social non esiste una ricetta che valga per tutti. Possono esistere casi simili, ma tutti hanno qualcosa di unico. Può essere che per il settore della ristorazione vada meglio un orario rispetto ad un altro, ma poi, comunque, ogni ristorante avrà la sua precisa strategia e saremmo di nuovo all’inizio. Semplicemente, ogni settore ha più o meno le sue regole, ma non mi è ancora capitato di trovare due aziende da gestire nello stesso modo.
  2. Voler spaccare il minuto non ha senso. Mi spieghi che differenza fa pubblicare alle 11.59 o alle 12.07? Nessuna. È solo uno stress in più, o un modo per sembrare più professionali. Ma se carichi la tu foto con un minuto di ritardo rispetto al piano non succede nulla.

P.S.: Ti ricordi del famoso post di Gianni Morandi, con un suggerimento al posto della didascalia?

gianni morandi e instagram
“Mettila verso le 13 o 14”

Come scegliere l’orario migliore per postare su Instagram?

Esistono numerosi tool in grado di aiutarti nella scelta dell’orario in cui pubblicare le tue foto su Instagram per avere più like, ma il punto è un altro: cosa te ne fai dei semplici like?

  • Se sei un’azienda: avere dei like non significa necessariamente avere successo e/o aumentare il fatturato.
  • Se sei un professionista: sai già che i like servono a poco se non a fare contento il cliente, che si convincerà della bontà del tuo lavoro. Ma perché, invece, non provare a educare il cliente e portarlo verso i numeri che contano davvero per il suo business?
  • Se sei un privato: scusa, ma perché ti fai condizionare da domande come queste? Prova, sperimenta e, soprattutto, usa Instagram per esprimere la tua creatività e dare la tua visione delle cose.

Se non sono riuscito a convincerti

Se in questo post lunghissimo non sono riuscito a convincerti di quanto poco senso abbia concentrarsi solo sull’orario di pubblicazione significa che ha vinto tu:

dopo vari test (risalenti a tempo fa) eseguiti con diverse immagini con aspetti simili (editing, filtri, tag, copy, argomenti e qualità dell’immagine) ho notato che il mattino dopo colazione è generalmente un buon momento (a patto che tu non faccia colazione alle 11.45 eh ;)).

In particolare, ho notato che c’è una buona fetta del mio target che è solito sfogliare Instagram prima di entrare al lavoro, per poi riprenderlo, magari, la sera tra le 21 e le 23.

Ovviamente questo discorso vale soprattutto se non stai gestendo un account aziendale, ma vuoi solo veder crescere la tua popolarità; in caso di account aziendale, invece, il mio consiglio è quello di contattare un consulente e cercare la soluzione più adatta al tuo business.

facebook-domino

Quali sono le pagine a cui hai messo Mi Piace?

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Ricordare tutte le pagine a cui abbiamo messo mi piace da quando siamo iscritti a Facebook è praticamente impossibile. Questo succede perché non vediamo tutti i contenuti pubblicati dalle pagine, perché con gli anni sono cambiati i nostri interessi ma anche e soprattutto perché molte delle pagine a cui abbiamo messo like un tempo ora non sono più attive.

A questi motivi, però, dobbiamo aggiungerne un altro: le pagine possono aver cambiato nome e noi potremmo non essercene accorti.

Anno dopo anno, like dopo like, il numero delle pagine si è fatto enorme e, nella marea, potremmo ritrovare il nostro mi piace su una pagina che proprio non ci interessa o, ancora, una pagina che ha totalmente cambiato argomenti e ora non ci piace più.

Ecco perché, ogni tanto, può essere una buona idea controllare le pagine a cui abbiamo messo Mi Piace e fare una bella pulizia di ciò che non ci interessa. (Però mi raccomando, non togliere il like alla mia pagina facebook eh! 😉 )

Prima di vedere come fare questo rapidissimo check, vediamo ancora perché ha senso controllare cosa ci piace

A cosa abbiamo messo like?

Controllare il numero (e il nome delle pagine) che ci piacevano ha però un’utilità maggiore rispetto a creare una semplice cronologia della nostra attività. Le pagine, infatti, possono cambiare nome da un momento all’altro e potresti ritrovarti ad aver messo mi piace a pagine che promuovo argomenti molto lontani dal tuo modo di pensare.

Sì, è vero, molto spesso il cambio nome ci viene comunicato con una notifica – ma questo un tempo non accadeva – ma soprattutto, se hai una vita social particolarmente intensa potresti non esserti accorto della modifica.

Perché una pagina Facebook cambia nome?

Succede così di mettere mi piace alla pagina “viva i gattini di tutto il mondo” e poi ritrovarsi ad aver messo mi piace a “noi che odiamo i gattini di tutto il mondo“. Le pagine cambiano nome, non ci possiamo fare nulla.

Ma se ti stai chiedendo quali siano i motivi che spingono un amministratore a cambiare nome, beh, eccoti qualche ipotesi:

  • L’errore iniziale: Qui nessun problema. La pagina era stata creata con un errore iniziale e il cambio di nome non si lega a un cambio di intenzioni.
  • La fregatura: Creo una pagina legata a un argomento di tendenza e poi tento la mandrakata. In questo modo posso fregare tantissimi ignari utenti.
  • La vendita: Vendere una pagina Facebook è vietato dal regolamento. Non solo, vista dal lato del compratore, spesso non si tratta neanche di un buon affare, dato che chissà quale sia la provenienza dei like. Eppure c’è chi le vende e chi le compra.

Sembra assurdo: ma ci sono molti gruppi tematici su Facebook in cui puoi trovare proposte di vendita…

Come controllare le pagine che ci piacciono?

Detto questo, vale la pena spendere 5 minuti del nostro tempo e dare una controllata, non credi?

Farlo è semplicissimo:

  1. Accedi al tuo profilo Facebook
  2. Entra nel tuo profilo e clicca su “Altro” nella tab sotto l’immagine di copertina
  3. Cliccando su “Mi piace” troverai l’elenco delle pagine a cui hai messo il like, oltre alla possibilità di togliere il like direttamente da lì.

In alternativa puoi:

  1. Accedere a Facebook
  2. Cliccare sulla voce “pagine” che trovi sulla barra sinistra
  3. Verificare, alla voce “pagine che ti piacciono” se c’è qualcosa che non torna

Buona ricerca 😉

fonzie al tempo dei social

Social, bufale e la sindrome di Fonzie

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Arthur Fonzarelli in arte Fonzie aveva un enorme problema: non era in grado di dire “ho sbagliato”.
Niente. Malgrado infatti il buon Arthur si sforzasse, scusarsi proprio non gli riusciva, come testimonia questa scena storica:

Ma la cosa più interessante, se vogliamo, è che a parecchi anni di distanza Fonzie sembra aver deciso di contagiare quasi tutti quelli che hanno un account sui social, spingendosi in certi casi fino alle aziende e dando vita a una vera e propria sindrome.

E, ancora più stupefacente è il fatto che più cerchiamo di limitare il fenomeno più esso cresce.

Social: cos’è la sindrome di Fonzie?

L’abbiamo visto nel video: la sindrome di Fonzie è la totale incapacità di dire “ho sbagliato” anche in caso di errore manifesto, con le parole che fisicamente non ci escono e che nella migliore delle ipotesi diventano un “avevo le idee un po’ confuse…ecco, non giuste“.

Sui social questo si traduce nella difficoltà da parte degli utenti di riconoscere di essere caduti nella trappola delle fake news, di essersi lasciati andare a un commento sbagliato o affrettato o quant’altro.

Un’azione che non dovrebbe essere difficile, se ci pensi bene: sbagliare è normale e può capitare a tutti e basterebbe davvero poco per risolvere il problema.

Il fatto è che, proprio come Fonzie, non ci riusciamo proprio. Certe volte vorremmo ma è come se non potessimo farlo. E in parte è così: pur di non perdere l’onore digitale proviamo a sviare, contrattacchiamo o ci chiudiamo a riccio. Ma di scusarci non se ne parla proprio.

Prova a fare mente locale e a pensare a quante volte, trascorrendo del tempo sui social ti sei imbattuto in frasi come:

  • Non è vero, ma potrebbe esserlo
  • È il concetto che conta
  • Sì, ma allora Tizio?
  • Certo, per voi siamo tutti stupidi eh?
  • Oh ma grazie, professorino di…

E cosa sono queste risposte se non la prova di una più o meno latente Sindrome di Fonzie? E il fatto è che non è nulla di nuovo o incomprensibile, perché essere tratti pubblicamente in fallo non piace proprio a nessuno e, in un certo senso, non siamo neanche pronti a reagire a una critica quando tutti i riflettori sono puntati su di noi.

È inutile (e stupido) farglielo notare

Ma arriviamo al sodo: chi è vittima della sindrome di Fonzie probabilmente non lo sa o non vuole ammetterlo (e tra l’altro potrei esserne inconsciamente affetto pure io)

A nessuno però piace essere ripreso in pubblico e fare urbi et orbi la figura del pollo e, quindi, una volta che ci viene fatto notare l’errore, tendiamo a rincarare la dose e a non arretrare di un millimetro.

Ed è proprio per questo motivo che far notare l’errore in pubblico a qualcuno non farà che farlo arroccare sulle sue posizioni, anche se in cuor suo sa di aver sbagliato. Quindi dovremmo evitare accuratamente di correggerlo davanti a tutti perché tanto non serve a niente. Insomma, detto tutto ciò voglio aggiungere che non vale la pena litigare con un amico per un commento sciocco su Facebook così come non ha senso offenderci se ci fanno notare l’errore.

I social media e la sindrome di Fonzie: cosa possiamo fare?

Se sbertucciare in pubblico quelli con la sindrome di Fonzie non è una buona idea, probabilmente neanche fare finta di niente lo è, se non altro perché non saremmo a posto con la coscienza.

Da un lato, infatti, i nostri poveri affetti dalla Sindrome di Fonzie faranno di tutto per tenere il punto e averla vinta, mentre dall’altro continueranno a cadere in fake news perché magari ignorano di farlo.

E allora come possiamo/dobbiamo comportarci nel caso i nostri amici dovessero cadere in queste trappole? Beh, per prima cosa dipende da chi è il protagonista: si tratta di un nostro amico o di un semplice contatto su Facebook?

  • Nel caso di un nostro caro amico, ad esempio, potremmo farglielo notare con calma e in privato evitando di esporlo a brutte figure pubbliche.

Nel caso, invece, dovesse trattarsi di un semplice conoscente abbiamo opzioni più drastiche:

  1. Possiamo smettere di seguire quell’account cliccando su “smetti di seguire” nel menu a tendina del suo profilo ed evitare almeno di farci venire il nervoso;
  2. In caso di condivisione di una notizia falsa o postata in violazione del regolamento di Facebook, al posto di scatenare un putiferio possiamo segnalarla scegliendo una tra le diverse categorie presenti. (La segnalazione è del tutto anonima, ma soprattutto è una piccola goccia nel mare: non è detto infatti che Facebook ne terrà conto e non è dato sapere in quale misura questo succederà.)

Non è molto, me ne rendo conto, ma se da qualche parte bisogna pur cominciare a lottare contro fake news, Troll e bot, direi che nel nostro piccolo possiamo fare un tentativo, in attesa che “i grandi” decidano finalmente di affrontare in modo efficace la cosa.

Non credi?

 

Fonte foto: commons.wikimedia.org

Niente compromessi: su Instagram devi postare ciò che ami

Instagram, like e libertà. Posta quello che ami!

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In un tempo lontano, Instagram era quel luogo in cui le persone condividevano immagini in tempo reale di quello che vedevano, con la particolarità di utilizzare un preciso e personale punto di vista e di servirsi di tutta una serie di filtri.

Con il tempo, poco alla volta, abbiamo sentito sempre più pressante il bisogno di approvazione, arrivando al punto (e chi dice di no mente) di scattare, post produrre e pubblicare le foto, in modo che potessero ottenere un maggior numero di like. Allo stesso tempo, la smania di approvazione ha richiesto precise pose per i selfie e una sorta di uniformazione dei contenuti.  Tutto uguale,  tutto pubblicato per ottenere il più alto apprezzamento possibile.

Adesso, come abbiamo visto nello scorso articolo,  Instagram ha deciso di rimuovere il contatore dei like sotto le foto e, specie per chi ha basato la sua comunicazione sul raggiungimento di vanity metrics – magari comprando inutili like a palate – o per tutti coloro che hanno fatto leva sulla riprova sociale questo cambia drasticamente le cose.

Ma cosa cambia, invece, per chi pubblica immagini solo per passione e non per cercare di raggiungere obiettivi di business?

Come la ricerca di like ci condiziona

Non giriamoci troppo intorno: quando pubblichiamo un contenuto sui social media speriamo sempre che possa ottenere un buon risultato. La ricerca della popolarità e il piacere di essere apprezzati sono infatti fattori che ci portiamo dietro da tempo e che non possiamo ignorare.

Volenti o nolenti siamo condizionati. E lo siamo (o siamo stati) al punto da stravolgere la pubblicazione delle foto su Instagram passando da una condivisione di fotografie scattate con il telefono a molto più elaborate immagini semi professionali e post prodotte, ma anche da spendere un sacco di tempo e scatti per trovare il selfie perfetto da pubblicare.

Che noia. E che stress.

Ma non solo. Quella che era diventata a tutti gli effetti una virtuale gara a chi ce l’ha più lungo ci ha portati a voler dare di noi un’immagine che rispecchia solo una piccola parte delle nostre vite e a creare una rappresentazione fatta ad arte di quello che vorremmo essere più che di quello che siamo. In altri termini, a cercare su Internet “citazioni famose scrittori” al posto di leggere i libri.

Il tutto, ovviamente, per fare il pieno di like e rinvigorire il nostro ego.

Di nuovo: che noia. Che stress. Che tristezza (?!?)

Adesso che la gara ha perso di significato e che il numero di like è visibile solo a noi o solo da desktop, anche noi possiamo sentirci più liberi di esprimerci e non essere ossessionati dalle opinioni e dal giudizio altrui.

Lunga vita alle foto brutte, insomma.

Instagram, like e libertà

Uscire da questa estenuante lotta all’ultimo like ci farà bene, ma potrebbe essere faticoso.

Con la scomparsa dei like qualcosa cambierà, ma non sono sicuro che la strada verso la “liberazione” dai condizionamenti sarà breve. Da un lato, infatti, al momento abbiamo comunque modo di vedere quante persone hanno apprezzato i nostri contenuti, il che ci porta più o meno inconsciamente a cercare di farci apprezzare; dall’altro, il voler essere apprezzati fa parte della natura umana ed è difficile per noi andare contro natura.

Non solo, in questi anni ci siamo abituati a un certo tipo di contenuti ed è difficile lanciarsi in qualcosa di nuovo rischiando di non piacere.

Difficile, ma bellissimo.

Ecco quindi che, alla fine della fiera, il mio consiglio è solo uno: posta quella che ti piace

In fondo non credo che seguire e piacere agli altri a costo di rinunciare a noi stessi possa essere la soluzione verso la felicità. Se ti piace scattare e ami un social come Instagram, libera la tua creatività ed esprimi il tuo personale punto di vista senza necessariamente uniformarti a gattini, tramonti, piani editoriali e quant’altro.

Ne abbiamo davvero bisogno.

La bufala dei 25 amici che vedono i post

Facebook: cosa c’è di vero nel limite dei 25 amici?

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Alla fine, c’è qualcosa di vero nel post Facebook in cui si legge che solo 25 amici sono autorizzati a vedere i nostri post, con tanto di istruzioni per correggere il problema?

Il post peraltro è un cavallo di ritorno, visto che questa versione circola dal 2018, mentre versioni più o meno simili erano già apparse anche anni prima. Sul fatto che sia una bufala bella e buona (anzi, a dire il vero una catena di Sant’Antonio) non ci sono dubbi, ma da questo post potremmo trovare qualcosa di interessante sul comportamento online delle persone, oltre a un piccolo fondo di verità.

 

Facebook esempio bufala 25 amici
Questo è il post Facebook su come fare vedere i miei post a più di 25 amici, così come l’ho trovato pubblicato da un buon numero dei miei contatti, il che mi ha portato a scriverne anche se forse non era necessario.

Facebook e i 25 amici: una bufala innocua?

Nel post, scritto con una grammatica abbastanza improbabile, viene proposto un modo per “aggirare il sistema che Facebook ha per limitare i post nella tua sezione notizie” in modo da aumentare il numero di amici di cui vediamo gli aggiornamenti, che a Menlo Park avrebbero fissato a un massimo di 25 persone.

Il post presenta poi ben due call to action: la prima è l’ormai consueta richiesta di non condividere ma di fare copia e incolla del contenuto, mentre la seconda è quella di commentare il post con un semplice “ciao”. Ed è proprio dalla prima call che dovremmo capire che siamo di fronte a una catena di Sant’Antonio, anche se, a differenza di altre, questa risulta di fatto innocua, visto che al massimo rischiamo di trovarci qualche commento con scritto “ciao” sotto il post o il feed intasato di post uguali.

In ogni caso, però, sappi che condividere questo post per “fregare” Facebook è praticamente inutile, visto che non c’è ancora stata una modifica dell’algoritmo in quel senso e che il numero di 25 amici pare essere inventato di sana pianta.

Ma c’è qualcosa di vero in tutto questo?

A modo suo, la condivisione di questo post evidenzia comunque un’esigenza (oltre alla crescente ricerca di una dimensione più intima della vita social) da parte degli utenti Facebook che pur avendo un migliaio di amici vedono sempre e solo i post di alcuni di loro, mentre altri sembrano essere spariti nel nulla. Una richiesta, quella degli utenti, assai comprensibile ma che non trova risposta in un copia-incolla.

Inoltre, anche se in modo non scientifico, un fondo di verità possiamo trovarlo anche nella logica del post: infatti, come avevo già sottolineato in questo articolo un po’ vecchiotto, una maggiore interazione con i post di alcuni amici ci porterà a vedere più spesso i loro contenuti, mentre coloro con i quali non interagiamo mai finiranno presto o tardi nel dimenticatoio e saremo costretti a usare la barra di ricerca di Facebook per ritrovarli.

Ecco perché non dobbiamo stupirci se non abbiamo più notizie della nostra fidanzatina del liceo…

Questo, ovviamente, a meno che non condividano qualcosa di davvero speciale.

Insomma, l’algoritmo di Facebook si trova ogni giorno a dover far stare all’interno di quello spazio limitato che è il nostro Feed i contenuti dei nostri amici più stretti, quelli dei gruppi, quelli delle decine se non centinaia di pagine a cui abbiamo messo like, le pubblicità per le quali siamo in target e tanto altro, sempre con l’obiettivo di rendere confortevole la nostra presenza sul social e fare quindi in modo che non lo abbandoniamo così da essere pronti a riceve pubblicità.

E purtroppo, fare un semplice copia-incolla non ci metterà al riparo da queste dinamiche. Al massimo, quello che possiamo fare è andare sul profilo degli amici di cui vogliamo vedere i post e spuntare la voce “mostra per primi”, disponibile nel box in cui solitamente troviamo “segui già”, in basso a destra nella foto copertina. Con lo stesso principio possiamo inoltre nascondere i post degli amici che non ci interessano, ma che non vogliamo comunque rimuovere del tutto.