Il comunicato stampa ha ancora un ruolo decisamente rilevante all’interno di una strategia di comunicazione. Purtroppo, forse per pigrizia o forse per superficialità, sono ancora tante le aziende (ma soprattutto i partiti) che decidono di copiarne e incollarne il contenuto sui social con la speranza di ottenere qualche risultato. Come vedremo più avanti, si tratta di una scelta sbagliata per una buona serie di motivi che riguardano in particolare la sua struttura, il suo target e il suo linguaggio, che poco si presta alle dinamiche dei social.

Non dobbiamo per questo stravolgere tutta la nostra comunicazione o rinunciare a uno strumento così importante come il comunicato stampa: basta tenere in considerazione questi cinque punti prima di procedere con la pubblicazione del nostro contenuto.

Pubblicare un comunicato stampa su Facebook: 5 cose da sapere

Dirette, post e disintermediazione non sono stati in grado di uccidere il comunicato stampa, che è vivo, vegeto e in discreta salute. Se, però, provassimo ad analizzare un qualunque comunicato stampa incollato per intero su Facebook avremmo probabilmente un’impressione differente. Quindi non perdiamo altro tempo e proviamo ad affrontare questi cinque spunti di riflessione.

1) A mezzi diversi corrispondono linguaggi diversi

Questa è una frase che chiunque intenda occuparsi di comunicazione dovrebbe avere scritta su un post-it da attaccare al computer. Qui mi rivolgo soprattutto ai non professionisti che si trovano a dover seguire la comunicazione dell’azienda di famiglia o di una piccola associazione benefica.

A mezzi diversi corrispondono linguaggi diversi: il comunicato stampa ha una sua forma precisa e un linguaggio definito, propone un certo tipo di contenuto e si rivolge a  un determinato pubblico (vedi punto 3) ed è quindi normale che non si presti a tutti gli usi, almeno nella sua forma originale.

Perciò, in virtù di questa regola postare per esteso il suo contenuto su una Pagina Facebook dovrebbe essere vietato dalla Costituzione, o almeno dal bon ton.

2) Tempus Fugit

È paradossale: passiamo in media 2-3 ore al giorno su social ma non abbiamo tempo da perdere!

Tradotto: proporre un contenuto testuale lunghissimo e scritto con tutti i crismi del comunicato stampa è il modo migliore per assicurarsi che nessuno stia ad ascoltare quello che abbiamo da dire. Solo pochi eletti (i nostri sostenitori più attivi) si fermeranno a leggere in modo attento il nostro post, mentre tutti gli altri daranno una lettura diagonale al volo o, cosa ancora più probabile, salteranno direttamente al contenuto successivo. Gattino batte comunicato stampa 100 a 0, insomma.

Quindi, la soluzione migliore è di nuovo quella di creare un contenuto ad hoc nella forma, per riuscire a dire in modo efficace quello che vuoi. Un’idea, in questo caso, potrebbe essere di fare un breve e accattivante riassunto del contenuto per poi dare la possibilità di approfondire il tutto attraverso un link esterno al comunicato stampa o (ancora meglio) a un blog post che spieghi per esteso il tuo punto di vista.

3) È un pubblico diverso

Quando non distribuito urbi et orbi, il comunicato stampa serve, appunto, alla stampa. È un insieme di informazioni a uso e consumo di un intermediario, che potrà poi decidere se riprenderlo in parte, elaborarlo, contattarti per approfondire o ignorarlo. Ma per riuscire ad attirare l’attenzione della stampa hai bisogno di tutta una serie di espedienti e tecniche che su Facebook sarebbero superflui, visto che chi ti segue dovrebbe essere interessato a quello che fai. Su Facebook non hai bisogno di un intermediario, non hai bisogno di trovare modi per convincere qualcuno a riprodurre o elaborare il tuo contenuto per renderlo fruibile al grande pubblico.

Su Facebook hai il grande pubblico. Tu devi essere bravo a farti ascoltare.

4) Il tuo pubblico ti conosce già

Nei comunicati stampa è spesso presente una bella premessa in terza persona in cui i vari partiti ricordano il loro ruolo in questo, la loro storica battaglia in quello, la decisione di non appoggiare Eva al momento di cogliere la mela e si concludono con le firme e con la celebre “preghiera di diffusione”. Ecco, fermati un momento e guarda la tua Pagina Facebook: c’è il nome, c’è il logo, c’è lo storico di quello che hai fatto e ci sono un sacco di alte cose. Quindi:

  • parlare in terza persona o rafforzare la prima plurale (noi di *partito politico*) è decisamente superfluo;
  • La preghiera di diffusione (sob!) non ti serve o al massimo puoi mascherarla nel copy
  • Le firme non ti servono perché hai un logo e un simbolo e quello è il tuo canale istituzionale
  • Non hai bisogno di ricordare periodicamente ai tuoi fan che tu, quella volta, eri d’accordo con Adamo e non con Eva: lo puoi fare, sì, ma solo in determinate occasioni e solo se necessario.

5) Rompe la narrazione

La tua Pagina Facebook è popolata di contenuti interessanti e fruibili, organizzati secondo un calendario editoriale e finalizzati al raggiungimento di determinati obiettivi strategici, giusto? Ecco, sicuro che il tono, il mood e la forma di un comunicato stampa standard possano rientrare all’interno della tua narrazione?

Credo sia molto più probabile che il post con il comunicato rappresenti una sorta di rottura della narrazione originale; qualcosa che spezza quello che stai facendo e richiede l’attenzione e la concentrazione del lettore. Un po’, per intenderci, quello che accade con le pubblicità in tv: tu stai guardando un film e, nel momento di maggiore intensità emotiva, taaaac…

Dei cinque punti che abbiamo visto, però, questo è forse l’unico che potrebbe presentare degli aspetti positivi, regalando un ruolo centrale al comunicato stampa pubblicato tout court. Se usato con parsimonia e solo per le questioni davvero importanti, un comunicato stampa formale all’interno di una narrazione più colloquiale può catturare l’attenzione in modo decisivo, come a dire “adesso fermi tutti: abbiamo una cosa molto seria da dire”.

Ovviamente, affinché questo meccanismo funzioni è necessario che venga utilizzato il meno possibile.

Conclusione: cosa farne dei comunicati stampa?

Stringendo al massimo la conclusione (questo è un post più lungo del solito) potremmo dire che i comunicati stampa hanno certamente una grande rilevanza nel mondo della comunicazione ma, tranne rare eccezioni, non si prestano bene ai social media. Copiare in un post quello che hai scritto da un’altra parte non è perciò una buona idea: linguaggio, lunghezza e mood rendono difficile la fruizione di quel contenuto. Un’alternativa, se proprio abbiamo intenzione di usare i comunicati stampa sulla pagina Facebook, è quella di pubblicarli sono in circostanze davvero eccezionali, in modo che malgrado quello che abbiamo visto sopra possano comunque catturare l’attenzione del lettore e dare la sensazione di qualcosa di solenne.

bazzani-erick-social-media

Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉