5 errori da non commettere quando pubblichi un articolo

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Pubblicare un articolo sul blog è un’operazione davvero facile. Così facile che rischi per forza di distrarti e fare un passo falso, rovinando tutto il tuo lavoro. Delle volte, lo ammetto, è capitato anche me: ero così preso dall’entusiasmo e dalla voglia di far vedere ciò che scrivevo che, senza accorgermene, ho commesso un degli errori di cui ti parlo in questo articolo.

Fonte: ilovecreativity
Fonte: ilovecreativity

6 errori da non commettere mentre pubblichi un post

Gli errori sono dietro l’angolo e, soprattutto, sono tantissimi. Ecco qui i primi 5:

1) Non rileggere

Signore e Signori ecco a voi il Re degli errori.

Per carità, il refuso è sempre dietro l’angolo, pronto ad infiltrarsi proprio lì, nel tuo post perfetto! Lui è fatto così, non è interessato al tuo peggior articolo, no, lui vuole rovinare il tuo capolavoro. E contro il refuso puoi farci poco: non importa quante volte rileggerai la bozza del tuo articolo, lui spunterà sempre durante la lettura di quello pubblicato. Amen!

Quando parlo di non rileggere, in realtà mi riferisco al pezzo in generale. Magari, preso dalla fretta di scrivere, hai esposto concetti che erano chiarissimi nella tua testa, ma che una volta online risultano incomprensibili!

CONSIGLIO: Una volta preparata la bozza vai a bere un caffè o fai una passeggiata. Quando torni accendi il Pc, rileggi bene e poi pubblica il tuo articolo. Ti stupirai.

2) Tag, Categorie, Descrizioni

Bene, ho scritto l’articolo, posso pubblic..“. No, aspetta un attimo. Ti sei ricordato di compilare tutti i campi? Hai scelto una categoria, i tag giusti e la meta descrizione? NO?

Lascia che ti chieda una cosa: cosa c’è di più brutto del leggere senza categoria in fondo ad un articolo? Cosa significa senza categoria?
Ci sono due possibilità per cui possa apparire quella scritta in fondo al tuo post:

  1. Ti sei dimenticato di assegnare la categoria al tuo articolo;
  2. Il tuo articolo è assolutamente slegato dall’argomento del tuo blog;

Non sono in grado di dirti quale sia la peggiore tra le due.
Poi ci sono i Tag: non esagerare, metti solo quelli davvero pertinenti e che aiutino il lettore ad orientarsi nel tuo blog. Non stai pubblicando un’immagine su instagram, usa i tag in maniera a funzionale.

E la meta descrizione? La meta descrizione è la scritta che appare sotto il titolo nelle ricerche su google, ed è importante perché serve a fornire la prima descrizione dell’articolo e, soprattutto, per invogliare il lettore ad aprire il tuo articolo. Non dimentarci di compilarla: se non lo fai, il tuo cms potrebbe mostrare quello che hai inserito nel campo riassunto o, peggio, l’inzio dell’articolo, senza che tu possa intervenire.

3) Esagerare con le immagini

Sei su un blog: a meno che tu non ti occupi di fotografia, o che il tuo non sia un photoblog, ricordati di dare centralità al testo. Non solo, esagerare con le immagini è controproducente anche da un punto di vista tecnico: se serve troppo tempo per caricare la pagina il lettore virerà su un altro blog.

“Quindi? Quante immagini devo pubblicare?”

Un numero perfetto non esiste. Le immagini devono servire a rendere piacevole il tuo testo: anche l’occhio vuole la sua parte! Esagerare, però, distoglie l’attenzione, rende difficile la lettura del tuo articolo e stanca il lettore.

4)Non condividerlo come si deve

Ok, hai pubblicato il tuo articolo sul tuo blog. Adesso vai pure a farti un giro. No, aspetta, è uno scherzo.

Prima devi condividere il tuo articolo con il tuo pubblico: specie se non hai un blog di fama mondiale (ma anche il quel caso devi farlo), ricordati di condividere sui social il tuo articolo, ma senza spammare in ogni dove. Probabilmente tratterai di un argomento specifico, esiste una community? Bene, è lì che andrai a condividere il tuo articolo! Poi, chiaro, usa tutti gli altri spazi (il tuo profilo/la tua pagina Facebook, Twitter e quant’altro) in maniera ponderata.

5)Utilizzare un font fastidioso

In un blog ci sono tanti luoghi e tanti momenti in cui essere creativo, ma la scelta del font non rientra le campo dell’originalità. Mi spiego meglio, più che la creatività, nella scelta del font devi concentrarti sulla leggibilità e sull’armonia.

Ci sono fior fior di web designers che reputano i font troppo creativi come delle vere e proprie coltellate alle spalle.

Errori da non commettere: conclusione

Come ti ho detto, gli errori e le pratiche da evitare sono sempre dietro l’angolo. Refusi, errori ortografici e invasioni di campo da parte del correttore automatico sono quelli più evidenti, ma ce ne sono alti…

Proprio per questo motivo, ci sono alcuni rimedi. Io, ad esempio, scrivo l’articolo tempo prima della data di pubblicazione che ho stabilito nel mio piano editoriale, così da poter rileggere con tutta calma e con la mente più fresca.

Nella maggior parte dei casi, funziona!

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

Perché aprire un blog aziendale?

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Nell’articolo 9+1 tipi di blog tra cui scegliere ti ho parlato del blog aziendale, accennandoti a quanto sia importante, a mio avviso, avere uno spazio in cui poter raccontare la tua azienda.
Lo sappiamo: tieni così tanto al bene della tua azienda ed al tuo lavoro che quando stacchi non pensi ad altro. Lascia che ti dica che è giusto così: se sei titolare di una PMI, o ancora di più di una microimpresa è normale e giusto che tu spenda tutte le energie possibili per promuovere il tuo progetto. Probabilmente, però, non hai ancora pensato all’importanza di aprire un blog aziendale.

tumblr_npdo0umLmQ1slhhf0o1_1280I blog aziendali

Per cominciare, distinguiamo tra il blog per la tua azienda e quello dedicato all’esterno, tenendo conto soprattutto della motivazione che ti spinge ad aprire uno piuttosto che l’altro.

Se i dipendenti hanno a cuore il bene dell’azienda lavorano meglio. Ecco, questo è il motivo principale per il quale dovresti spendere del tempo e delle energie per creare un blog “interno” all’azienda: farla vivere ai tuoi dipendenti. Oggi, però, non voglio dirti di più su questo argomento, ma ti prometto che ne parleremo più avanti.

Quello di cui voglio parlare oggi è creare un blog che aiuti la tua azienda a farsi conoscere.

Cosa ti spinge ad aprire un blog

Oggi voglio concentrarmi sul blog dedicato all’esterno.
Il motivo principale che dovrebbe spingerti a prendere la decisione di gestire un blog aziendale è far conoscere i valori e i prodotti della tua azienda. Pensaci: uno spazio tutto tuo (o, meglio, della tua azienda) in cui raccontare in libertà quali sono i motivi che ti hanno spinto a prendere certe decisioni, quali sono i valori portanti della tua azienda e le caratteristiche dei tuoi prodotti, oltre a tutto l’universo che si aggira intorno al tuo settore.

I tuoi clienti vogliono di più? Dai loro un motivo in più per apprezzarti: un motivo per scegliere te e non il tuo diretto concorrente. Semplice, no?

Di cosa parlare nel blog

Si fa presto a dire apri un blog, ma di cosa parlare? Qual è l’obiettivo del blog? Quale sarà il suo peso nella strategia di comunicazione?
Per come la vedo io, ci sono due grandi motivi per decidere di aprire il blog:

  1. Far conoscere il mondo che ruota intorno alla tua azienda.
    ESEMPIO: supponiamo tu abbia un albergo in una località turistica. In questo caso, il tuo blog può servire a far conoscere la località, le sue caratteristiche, i suoi eventi (attenzione: la località, non l’albergo) o le attrazioni della zona. Non è anche questo un modo indiretto per promuovere il tuo albergo?Facciamo un altro ESEMPIO: sei un produttore di vini. In questo caso, un’idea può essere raccontare le fasi produttive, gli aneddoti della cantina o, ancora, informare la clientela circa le caratteristiche delle tue uve e dei tuoi vini. Dipende dal target.
  2. Offrire un servizio
    Prima abbiamo detto che il cliente vuole di più e quindi devi dargli di più. Vendi prodotti finiti? Il tuo blog può essere il luogo ideale per dare consigli su come utilizzare il tuo prodotto: chi meglio del produttore saprà consigliare il cliente?
    ESEMPIO: se produci formaggi, puoi pensare di offrire al clienti soluzioni su come abbinarli al vino, mentre se vendi componenti elettroniche, puoi fornire istruzioni sull’assemblaggio.

Gli esempi sarebbero infiniti. Un blog aziendale è quello che ti serve, se sai sfruttarlo bene!

Perché aggiungere un blog alla tua strategia social

Ti ho esposto brevemente i vantaggi di aprire un blog, ma perché inserirlo all’interno della tua strategia social?
Il motivo principale è perché il blog non può essere un’entità staccata dal piattaforme quali facebook, twitter, g+ ecc., né per i contenuti, né per la creazione del piano editoriale: le cose devono andare di pari passo.

Il secondo motivo è per una questione di spazio. Infatti, ad eccezione di Google+, il blog è l’unico luogo in cui puoi spendere più di un tot di caratteri per raccontarti, senza che il tuo discorso venga troncato di netto o risulti eccessivamente noioso!

Non dimenticarti, poi, del tuo target: è molto più probabile che il lettore del tuo blog sia più propenso ad ascoltarti rispetto ad un tuo fan su facebook: è lui che è venuto a cercarti.

Blog aziendale: Avvertenze per l’uso

Sebbene aprire un blog non richieda più di qualche minuto e quasi nessuna competenza tecnica, ricordati che stiamo parlando della tua azienda, non delle tue vacanze al mare: se decidi di fare questo passo, affidati ad un professionista.

Per aiutarti, sto preparando per te una lista di errori da non commettere e la troverai aggiornata di volta in volta. Per ora, eccoti i primi 5:

5 errori da non commettere quando pubblichi un articolo

Conclusioni

Cosa ne pensi? Sei ancora convinto che un blog aziendale sia un’inutile perdita di tempo o stai cominciando a capire la sua importanza?
A mio avviso, se sfruttati nel modo giusto, il web offre tantissimi spazi di promozione ed espansione, anche a cifre ragionevoli e sono davvero convinto che valga la pena tentare!

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

Scegliere un blog: 9 + 1 possibilità

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Negli articoli precedenti ti ho elencato alcuni passaggi che devi fare prima di aprire un blog. Sicuramente non sono gli unici, ma sono operazioni preliminari che faciliteranno il tuo lavoro.
Adesso è ora di cercare di capire come scegliere un blog.  Per aiutarti, ho pensato di elencarti qui alcune tra le possibili soluzioni.

Startup Stock Photos
credits: Startup Stock Photos

Scegliere un blog: 9 categorie che esistono già

Ogni blog ha le sue caratteristiche, i suoi obiettivi ed i suoi argomenti, ma tutti richiedono costanza e dedizione affinché tu possa vedere dei risultati. Scegliere un blog, però, è il primo passo verso le soddisfazioni.

Ricordi quando abbiamo parlato del Tone of Voice? Ecco, avere ben chiaro l’argomento del tuo blog ti aiuterà a scegliere il tono con cui esporrai i tuoi pensieri, anche se hai sempre la possibilità di sperimentare nuove soluzioni!
Contenuti verticali o orizzontali
La differenza tra un blog a contenuti verticali ed uno a contenuti orizzontali la affronteremo più avanti, perché val bene la pena dedicare un post interno all’argomento. Per ora, però, sappi che dovrai anche scegliere se trattare un argomento solo in tutte le sue declinazioni, oppure dedicarti a tanti argomenti diversi, che abbiano però una correlazione tra di loro.

Ma veniamo, finalmente, all’oggetto di questo articolo:

Le 10 principali tipologie di blog

1) Il blog/diario

Il diario è una sorta di evoluzione 2.0 del quadernetto che tenevi da bambino/a. Puoi considerare questo tipo di blog come uno spazio virtuale in cui esporre i tuoi pensieri più profondi. Sì, lo so, diffondere sul web quello che ti esce dal profondo contrasta parecchio con l’idea di diario segreto, ma ci sono delle alternative.
Per prima cosa, sapevi che hai la possibilità di non far vedere a nessuno ciò che scrivi? In questo caso, sarebbe proprio come avere un diario segreto, ma con un layout più attraente.
La seconda possibilità è quella di dare voce solamente alle tue idee, senza fare in modo che il lettore possa risalire a te. Ecco, personalmente non sono un grande fan di un blog segreto, ma se proprio vuoi, puoi fare così.

2) Il blog di recensioni

Una pratica alquanto diffusa è quella di utilizzare il blog per recensire prodotti, luoghi, libri e tutto quello che per un motivo o per un altro meriti una recensione. Ti avviso: questi sono tra i blog più seguiti, specie se sarai riuscito a crearti una credibilità; i tuoi lettori avranno sempre più fame di contenuti, recensioni e consigli. Il vantaggio? Generalmente, questi blog portano ad un’altissima fidelizzazione. Ovviamente, se avrai dato buoni consigli.

3) I tutorial

Quando hai bisogno di sapere come fare qualcosa, dove cerchi le risposte?
Se a questa domanda hai risposto “su google“, puoi già capire l’importanza di questo tipo di blog, forse il più letto di tutti.

4) Il blog aziendale

Finalmente, anche qui da noi si sta diffondendo la cultura del blog aziendale. Essendo un argomento che mi sta molto a cuore, sappi che troverà parecchio spazio in questo blog.
Ci sono due tipi di blog aziendale: quello interno e quello esterno. Il primo si rivolge ai dipendenti dell’azienda, con l’obiettivo di farli partecipare alla sua vita. Insomma, un modo per trasformare il freddo ambiente di lavoro in una grande (anzi, grandissima) famiglia.
I motivi affinché, invece, l’azienda potrebbe decidere aprire un blog “esterno” sono importantissimi: come si fidelizza un cliente nel 2015?

5) Il vlog

Evoluzione del blog? Passo indietro? Mah! Il vlog non è altro che un video-blog, in cui i contenuti vengono diffusi attraverso un video e non con del testo. Solitamente si presta a contenuti più “leggeri” e non necessariamente utili, ma non sto dicendo che tu non debba scegliere un blog di questo tipo!

6) Il blog di approfondimento politico e di cronaca

In questo caso, vorrei aprire poter scrivere a caratteri cubitali la parola “PURTROPPO”. La maggior parte dei blog di questo tipo, infatti, contiene un’immensa quantità di bufale al suo interno, senza contare i casi in cui sono utilizzati direttamente per manipolare l’opinione pubblica.
Spero tu non sia uno di quelli che vuole aprire un blog per questo motivo

7) Condividi le tue passioni

Sì, hai ragione, tutti i blog dovrebbero servire a diffondere il nostro punto di vista sulle nostre passioni. In questo caso, però, con questo nome intendo blog monotematici legati, ad esempio, ai viaggi o al mondo della moda. Hai una grande passione per qualcosa? Con questo tipo di blog puoi creare una community di interessati e parlare finalmente alla pari con persone che condividono con te una passione. Una sorta di selezione all’ingresso, se vuoi: chi leggerà il tuo blog sarà per forza un appassionato.

8) I blog di intrattenimento

Questo tipo di blog potrebbe essere l’ideale per quelli che a scuola erano dei gran simpaticoni. Può essere molto divertente gestire un blog d’intrattenimento, ma sappi che ci sono regole ancora più rigide che negli altri casi. Qualche esempio? Attento a non urtare la sensibilità di nessuno con quella barzelletta che trovavi molto divertente; rimani nel recinto del bon-ton; evita le parolacce e le volgarità eccessive; non limitarti a replicare le battute che hai sentito in tv…
SATIRA: possiamo inserire i blog satirici all’interno di quelli di intrattenimento? Io direi di sì.

9) I blog “sociali”

Può un semplice blog mettere in luce tematiche di interesse sociale? Certo! Lo spazio web può essere utilizzato in tantissimi modi e adoperarti per far conoscere iniziative sociali e di volontariato non può che farti onore!

9+1) I blog forzati

Fuori classifica. Hai aperto un blog solo perché ti hanno convinto a farlo, non sai cosa scrivere e quando farlo e, soprattutto, non hai voglia di farlo. Il tuo capo ha detto che dovete avere un blog perché il vostro concorrente ce l’ha e ha ottenuto grandi benefici, ma non volete investire nessun tipo di risorsa in questo progetto.
Sembrerà uno scherzo ma, sì, esistono numerosi blog così.

Tipi di blog: conclusioni

Qui sopra ti ho elencato 10 diverse macro categorie di blog, pur sapendo che ce ne sarebbero molte e molte di più. Ho cercato di fare un piccolo riassunto, ma sono molto curioso di sapere per quale categoria hai optato!
Se non vuoi scegliere un blog che esiste già, puoi inventare una tipologia tutta tua e diventare da subito il miglior blogger di quel genere! 🙂

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

Tone of voice: come raggiungere i tuoi lettori?

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Il rischio più grande che si incontra quando si vuole comunicare qualcosa è che il messaggio non venga recepito, venga compreso solo in parte o addirittura travisato del tutto. Insomma, che quello che vogliamo dire non arrivi.
Ovviamente, i motivi di una mancata comunicazione efficace sono tantissimi: ci sono problemi di lingua, problemi di significato e problemi di predisposizione all’ascolto.

Un po’ come quando da piccoli si giocava al telefono senza fili: il primo diceva “casa” e l’ultimo capiva “astronauta”.

Per questo, se vuoi che il tuo blog abbia successo devi per forza riuscire a sintonizzarti con i tuoi lettori.

Tone of voice: come regolarti

regolare il tone of voiceNella scelta del tono da adottare nei tuoi articoli non esiste una vera e propria regola d’oro: è una scelta che devi fare in maniera autonoma, sfruttando i numerosi indizi che hai raccolto prima di creare il blog.

Regola il tono in base al target

Qui torniamo all’interrogativo più grande che ruota attorno al tuo blog: a chi scrivi?
Senza dubbio, il modo migliore per capire che tono usare è quello di sintonizzarti sul linguaggio di chi recepirà il messaggio.

ESEMPIO: Per spiegare ad un bambino che non deve mangiare ciò che raccoglie per terra diresti che non si fa perché è sporco, non perché “in quanto rifiuto raccolto sul suolo pubblico vi è un’elevata probabilità che l’infante in questione possa contrarre malattie derivanti da batteri presenti in un ambiente non salubre”, giusto?

Ecco, è più o meno la stessa cosa: scrivi per dei ragazzi o ti occupi del blog della tua azienda?

Il tono cambia in base agli argomenti del tuo blog

Ok, abbiamo capito che il punto di riferimento del tuo linguaggio è il tuo target. Tuttavia, c’è un altro punto al quale devi prestare attenzione: gli argomenti trattati dal tuo blog.
Anche in questo caso non sei obbligato a seguire nessuna regola precisa ad eccezione del tuo buonsenso.

Tratti argomenti “leggeri” e con ironia? Molto probabilmente userai un tono colloquiale. Hai un blog di divulgazione scientifica? In questo caso, probabilmente, è bene limitare al minimo il tono informale, per dare maggior risalto a termini tecnici.

Il blog è tuo

Fin qui ho parlato di questioni legate al target ed agli argomenti, ed ho cercato di farti capire come vi siano anche dei fattori oggettivi che determinano la buona riuscita del tuo lavoro. Non sintonizzarsi con chi recepisce il messaggio, infatti, fa cadere nel vuoto i tuoi contenuti, siano essi interessanti o spazzatura, quindi devi per forza fare attenzione.
C’è però anche un fattore soggettivo che ti spingerà a scegliere un linguaggio piuttosto che un altro: quel fattore sei TU!

Sembrerà una banalità, ma è il tuo blog; l’espressione del tuo punto di vista e dei tuoi interessi e deve rispecchiare il più possibile il tuo modo di essere.
Quanto saresti scomodo ad indossare un paio di scarpe troppo strette o un vestito troppo piccolo? Ecco, basare la scelta del tone of voice solo sui criteri oggettivi (magari con la speranza di ottenere consensi maggiori) equivale a questo.
All’inizio potresti anche essere soddisfatto, ma alla fine ti renderai conto che un percorso lungo come quello del blogging di successo va affrontato nella maniera più comoda possibile.

Tone of Voice: le tue riflessioni

Bene! Ti ho esposto la mia idea su come scegliere un tono che ti permetta di far arrivare il messaggio ai tuoi lettori, ma ora tocca a te: come hai fatto a scegliere il tono da tenere nei tuoi articoli? Pensi che questi consigli siano stati utili, o credi che quella del tone of voice non sia una scelta ma qualcosa che viene in automatico? Hai altri consigli su come regolarsi?

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Se i contenuti vincono sulla SEO

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AVVISO: questo articolo era già comparso sul mio vecchio blog.

SEO: fai attenzione ai contenuti

Se pensi che i tuoi articoli non stiano avendo successo solo perché non sono SEO friendly rischi di prendere una cantonata. Vero, la Search Engine Optimization è fondamentale affinché i motori di ricerca trovino ed indicizzino quello che hai scritto, ma attento a non far ruotare i tuoi contenuti solo intorno ai motori di ricerca.

SEO: un’alleata, non un’ossessione

Ti svelo un segreto: sebbene scrivere avendo a mente la SEO sia indispensabile, farsi trascinare dall’ossessione di apparire in prima pagina su Google e sugli altri motori può portarti a commettere grandi errori, senza contare che ci sono almeno 5 motivi per i quali è bene non farsi ossessionare dai motori di ricerca.

  1. Prima di tutto, i motori di ricerca si accorgono se stai cercando di fregarli e ti penalizzano.Pensaci: sei talmente fissato col voler fare bella figura che ottieni il risultato opposto;
  2. In secondo luogo: dietro ad un computer c’è un essere umano. E’a lui che stai scrivendo, cerca di renderti comprensibile e leggibile. Che risultato puoi ottenere presentando un testo orientato ad una macchina?;
  3. Qual è il tuo obiettivo? Il personal branding?La fidelizzazione del cliente? La promozione di un prodotto? Beh, quale che sia, io non ho mai visto un algoritmo andare a fare shopping!
  4. Content is the King!. Ci sono cascato anch’io: ho usato lo slogan, perdonami, ma l’ho usato per sintetizzare un ragionamento: un blog deve essere un luogo piacevole in cui il lettore possa trovarsi a suo agio: l’unico modo che hai, secondo me, è fornire dei contenuti leggibili e di qualità, con un tono adatto al tuo target, al resto ci penserà lui!
  5. Probabilmente non sei un SEO, ma un blogger che è qualcosa di interessante ed utile da raccontare. Concentrati su quello che vuoi dire!

Dai forza ai tuoi contenuti!

C’è un altro modo per tentare la scalata alla classifica dei motori di ricerca e farti trovare dai tantissimi clienti che su internet stanno cercando proprio la tua azienda, anche se magari non lo sanno ancora. Abbiamo più volte sottolineato come tu abbia aperto un blog proprio perché hai qualcosa di davvero interessante da condividere. Bene, devi solo trovare il modo per farlo nei migliore dei modi.

Sì, sono ripetitivo su questo punto, ma solo perché ne sono davvero convinto.

Per prima cosa, assicurati di scrivere a qualcuno. Qual è il tuo target? Giovani? Esperti del settore? Ogni categoria ha il suo linguaggio ed è compito tuo parlare la lingua del destinatario. Dopo aver scelto accuratamente il linguaggio, passa al contenuto, senza aver paura di dare qualcosa in più. Più dai, più ricevi.

E per te, ricevere significherà aumento delle condivisioni, delle interazioni e, finalmente, della posizione del tuo sito nei motori di ricerca.Se non sarai riuscito a fare breccia nel freddo cuore dei motori di ricerca, l’avrai fatto in quello dei tuoi lettori!

Scrivere per la SEO

Ora chiedo a te: quanto tempo dedichi ad ottimizzare i tuoi contenuti per i motori di ricerca  e quanto a preparare contenuti di qualità?

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

Rimani aggiornato!