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Cosa serve per diventare un blogger?

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Oggi vorrei dare la mia personalissima opinione su quali siano le caratteristiche necessarie per diventare un blogger, ammesso che io lo sia e che sia semplice definire qualcuno solo come un “blogger”. Ecco, ora cerco di spiegarmi meglio.

Dire che tutti quelli che hanno un blog sono dei blogger è forse un po’ eccessivo, ma sarebbe difficile trovare una soglia che possa distinguere “un vero blogger” da “uno che ha un blog”. Tra l’altro, non sarebbe corretto dire “tu sei un blogger e tu no”, senza contare che leggendo questo pezzo potresti pensare che io non sia un vero blogger.

E forse hai anche ragione, ma non è importante.

Quello che conta, al di là della definizione e della spilletta con sù scritto “blogger”, è che in questi anni credo di aver imparato qualcosa e ho intenzione di condividere la mia idea con te.

Cos’è un blog?

Prima di entrare finalmente dentro le caratteristiche necessarie per diventare un blogger, rispondi a questa domanda: cos’è un blog?

No, non sto cercando di fare della filosofia, anche se per me un blog è prima di tutto uno stato mentale. Quello che sto cercando di dirti è che se pensi che un blog sia solo un programma o un sito in cui scrivere qualcosa ogni tanto perché fa figo e ce l’hanno tutti, probabilmente non sei un blogger.

Ripeto, magari non lo sono neanche io, ma credo che l’amore per questo strumento e la voglia di curarlo come un seme che diventerà pianta, siano condizioni essenziali.

[NOTA: questo è un post aperto in cui vorrei inserire via via i tuoi suggerimenti e le nuove idee]

 

Di cosa hai bisogno per diventare un blogger?

Per diventare un blogger (e magari un blogger affermato) quali caratteristiche personali devi avere? Serve una formazione accademica?

La risposta alla seconda domanda è: non necessariamente. Il background di studi ed esperienze è sicuramente importante per formare la tua persona e il blogger che sarai, così come un’istruzione più alta potrebbe significare vedute più ampie e maggior padronanza del linguaggio tecnico.

Il livello di istruzione di partenza però non è fondamentale o comunque lo è molto meno rispetto alla formazione continua richiesta dal blog dal momento della sua apertura: articoli, aggiornamenti, spunti e programmi utili sono solo alcuni dei fattori su cui dovrai lavorare. Senza contare che più il tuo blog crescerà, più dovrai lavorarci.

Adesso provo a rispondere sinceramente alla prima domanda: quali sono le caratteristiche personali che ti fanno diventare un buon blogger?

Sei davvero un blogger?

Rimango convinto di quanto scritto nell’attacco dell’articolo: non sono nella posizione di affidare patenti di blogger, ma credo che ci siano 5 caratteristiche indispensabili:

Passione

La passione è il motore che ci spinge a fare le cose. In questo caso, passione significa metterci tutto l’impegno possibile e avere la costanza (altra parola fondamentale per un blogger) di portare avanti il nostro progetto. Per far nascere un blog ci vuole poco tempo e serve un piccolissimo investimento, ma per farlo crescere servono passione, costanza e impegno.

Voglia di migliorare

Come in tutte le cose, la voglia di migliorare ti porta a ottenere grandi risultati. Non dico di non essere mai soddisfatto, anzi devi trovare il modo di gratificarti, ma il voler sempre salire un gradino in più farà crescere il tuo blog.

Curiosità

Curiosità di scoprire cose nuove e di vedere come lavorano gli altri, ma anche curiosità intesa come voglia di studiare.

Voglia di aiutare

Il blog è un luogo in cui tu dai delle risposte alle persone. Questo significa che per essere un buon blogger devi avere voglia di regalare un po’ della tua conoscenza e della tua esperienza. Se hai paura di condividere perché pensi che qualcuno possa copiarti beh, allora non aprire un blog.

Voglia di mettersi in gioco

Questo è forse il punto più importante. Aprire un blog significa esporre le proprie idee e rischiare di subire anche critiche più o meno velate. Fa parte del gioco e devi essere consapevole che più persone leggeranno quello che scrivi, più possibilità ci saranno di trovare qualcuno in disaccordo con te. Per questo motivo devi credere in quello che scrivi e non devi mai, e dico mai, smettere di essere curioso, di voler migliorare e di studiare.

Hai passione, pensi di poter rispondere alle domande delle persone, credi nella tua idea e non hai paura a metterti in gioco? Bene, probabilmente sei un ottimo blogger anche se ancora non hai aperto un blog.

Qual è la tua opinione?

A grandi linee questi sono i punti da cui partire, ma sono sicuro che ci siano tante altre caratteristiche importanti. Una tra tutte, che però non ho citato in questo post, è sicuramente l’originalità, perché i doppioni non servono e non piacciono a nessuno.
Seconde te, invece, quali sono le caratteristiche di un blogger? Quale può essere quella più importante tra quelle elencate in questo articolo?

 

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5 domande che ti devi fare prima di aprire un blog

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Un blog può diventare molto più di uno strumento di lavoro o di un mezzo in cui sfogarsi (attenzione, molta attenzione su questo punto). Sì, un blog diventa un vero e proprio stato mentale; un’esperienza unica da cui è difficile staccarsi.

Ma proprio per questo motivo e a maggior ragione se vuoi guadagnare con il blog, devi essere sicuro di iniziare con il piede giusto. La strada per far diventare il tuo blog un blog di successo sarà piena di avversità e fatiche, ma quando riuscirai a rendere il tuo blog un punto di riferimento per la tua nicchia “il panorama da lassù sarà incredibile“.

Fidati, aprire un blog può cambiare la tua vita professionale, ma rispondi a questa domanda: quante volte, d’impulso, hai pensato di aprire un blog?

Probabilmente ci hai pensato e ripensato, ed eri parecchio stuzzicato dall’idea di avere uno spazio tutto tuo. Così, magari, hai cominciato a cercare qualche informazione su internet ed hai scoperto che aprire un blog non è poi così difficile. A dire il vero è proprio così: 10 minuti e il tuo blog sarà online.

Per fare un lavoro fatto bene e per ridurre le sorprese che troverai durante il viaggio è bene che tu ti ponga queste cinque domande.

 

Perché voglio aprire un blog?

Questa è senza dubbio la prima domanda che ti devi porre: vuoi aprire un blog perché hai qualcosa da raccontare, perché pensi che sia un’ottimo modo per far conoscere la tua azienda, perché pensi che ti aiuterà a diventare una personalità del web, o solo perché hai tanto tempo libero?

Vuoi diventare ricco con google adsense? Lascia stare 😉

A parte questo, ci sono centinaia di validi motivi per aprire un blog, devi solo trovare quello giusto!

 

Di cosa parlerò nel mio blog?

Questa è una logica conseguenza della prima domanda: sarà un blog verticale o orizzontale?

Nel tuo blog parlerai di tanti argomenti correlati tra loro o preferirai parlare di un argomento solo, andando a snocciolare tutte le sue sfumature fino in fondo?

Lascia però che ti dia un consiglio: evita di scrivere di troppi argomenti senza una correlazione logica perché rischi di non fidelizzare i lettori. Mi spiego meglio, un blog di tecnologia non è proprio il luogo adatto per spiegare la ricetta dei bucatini all’amatriciana.

Fare una scelta di campo equivale a volersi collocare in un punto esatto sullo scaffale della libreria. In questo modo i lettori sapranno già dove trovarti.

Quanto tempo voglio dedicare al mio blog?

A questo punto della sua vita, il blog è un piccolo seme che tu vuoi trasformare in una bella pianta rigogliosa, quindi armati di buona pazienza: i frutti e le soddisfazioni arriveranno, ma ci vorrà del tempo.

La risposta alla domanda, invece, è semplice: un blog richiede tanto tempo. Quello su cui possiamo discutere è cosa significhi “tanto”.

Già, perché a meno che non si tratti di un corporate blog (in quel caso puoi sostituire il tuo tempo con una figura esterna), la decisione su quanto sia “tanto tempo” sta a te.

Il tuo blog personale ha bisogno di tempo e costanza. Se non sei sicuro di potergli dedicare 7 giorni alla settimana puoi scegliere di ridurre le pubblicazioni. L’importante è trovare un equilibro, una costanza e una ripetitività nel tempo.

Quale sarà il mio tone of voice?

Questa è una domanda che abbiamo trovato anche parlando del piano editoriale ed è assolutamente importante a questo punto della tua avventura.

Che taglio intendi dare ai tuoi articolo?

Vuoi un consiglio? Scegli un tono che stia in equilibrio tra il tuo modo di essere e l’argomento che intendenti trattare… oppure prova a stupire tutti inventando nuove soluzioni!

Qual è la soluzione migliore per le mie esigenze?

Internet è pieno di piattaforme che ti consentano di scrivere e far conoscere i tuoi contenuti di qualità a tutto il mondo, devi solo saper scegliere. Hai sentito parlare di wordpress ma non hai ancora capito quale sia la differenza tra wordpress.com e wordpress.org? Semplificando al massimo potremmo dire che la versione .com (quella totalmente gratis) è quella più semplice, adatta ai chi si sente alle prime armi e non vuole fare il grande passo, mentre la versione .org è più professionale.

E’ una semplificazione estrema e non del tutto corrispondente al vero: presto parleremo anche di questo!

Le domande giuste ti aiutano a scegliere

Bene! Ce l’abbiamo fatta: la prima serie di domande a cui rispondere è finalmente conclusa!

A questo punto non ti resta che riflettere e trovare le risposte!

Se hai qualche dubbio sull’articolo, scrivimi la tua domanda nei commenti! 😉

Blogging: impara a scrivere al momento giusto!

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Questo articolo nasce perché ho perso il momento giusto per scrivere un blogpost. Curioso, non credi? “Avevo un miliardo di cose da fare e poi questo post non era previsto nel calendario editoriale e poi è arrivato il weekend“.

Oggi è lunedì e il blogpost su quelli che sfruttano le tragedie per fare un po’ di engagement non avrebbe più senso.

Insomma, questo articolo potrebbe intitolarsi: non fare come Erick, sfrutta il tempo giusto!

Timing errato: chi sbaglia paga!

Voglio raccontarti brevemente la storia e il mio errore.

Ecco, io volevo parlare dell’assurda foto postata su Facebook da Federica Torti e di come, come successe tempo fa con Francesco Sole, per me sia sbagliatissimo cercare di ottenere dei like su una tragedia, con una foto fuori contesto e con un copy quantomeno imbarazzante.

Avrei voluto anche parlare, e credimi quando ti dico che è vero, di quanto sia stato sbagliato non rispondere alle (per me giuste) critiche e, poi, cancellare il post senza uno straccio di spiegazione. Avrei detto, come è successo, che questo avrebbe fatto piovere critiche anche su gli altri post.

 

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Il problema è che sono stato tradito dalla voglia di capire chi fosse Federica Torti, dal voler studiare bene come dirti queste cose, dalla pigrizia e dal weekend ho finito con il perdermi.

O, meglio, so che il post è stato rimosso, così come molti commenti negativi apparsi sotto gli altri post, ma non vedo un post di scuse.

Ecco, ti avrei detto tutto questo, ma ho fatto un errore dettato da un timing errato, che ha reso tutto questo una non notizia.

Nessun dramma, per carità: solo ho imparato due cose che voglio condividere con te!

Uno strappo alla regola del calendario editoriale

So che stai pensando che ti ho sempre parlato dell’importanza del calendario editoriale e che dirti che ci sono notizie da trattare in fretta (e bene) sembra un controsenso. Non so tu, ma nei miei calendari prevedo sempre un certo spazio per gli eventi a sorpresa, anche se non si tratta di vero e proprio real time marketing.

Sai qual è la cosa migliore da fare? Che ne dici di inserire la regola dello strappo alla regola? Prendi il tuo calendario editoriale e strutturale in modo da creare alcuni post “rimpiazzabili”; dei post che se dovessero essere pubblicati in un altro momento non perderebbero comunque di efficacia.

Che ne dici?

Devi essere un po’ giornalista

In certi casi un blogger deve essere un po’ giornalista, anche se spesso ai giornalisti non stanno molto a cuore i blogger.

Una pubblicità famosissima recita “ci sono cose che non si possono comprare…”

Ecco, allo stesso modo esistono cose che non possono non essere dette, che devono essere raccontate e che, soprattutto, hanno la breve vita di una farfalla. O cogli il momento o lo farà qualcun altro e tu non potrai gioire dei benefici.

Un buon giornalista lo riconosci da come scrive, dalle notizie che ha e dalla capacità di riuscire a portare qualcosa di fresco prima degli altri, giusto? Ecco che in certi casi riuscire a scrivere di un argomento prima degli altri può portare alla ribalta te e il tuo blog.

A me, ad esempio, è successo con il post relativo al famoso giochino della sfida tra mamme: di certo non un articolo da premio Pulitzer! 😉

Ogni tanto sii un po’ giornalista, ne vedrai i benefici.

E poi c’è un detto vecchio quanto il mondo che dice: “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi“.

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Yoast: non perdere il sonno per il pallino verde!

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Hai deciso di aprire un blog per farti conoscere, sei alle prime armi e hai sentito dire che fare SEO è importantissimo. Così, cercando su internet ti sei imbattuto in SEO Yoast per WordPress, un ottimo plug-in che può fornirti un preziosissimo aiuto durante la stesura dei tuoi articoli. Cominciando a scrivere, poi, hai fatto 2+2 e hai unito l’importanza della SEO con le funzionalità di questo plug-in con la speranza di creare un articolo scritto a regola d’arte che, per Yoast significa pallini verdi.

Bene, tralasciando lo scenario in cui hai ottenuto il pallino verde con un articolo di qualità, questo articolo ti può essere utile se:

1) Sei riuscito a ottenere tutti i pallini verdi ma il tuo articolo è illeggibile.

2) Il tuo articolo è utile, ben scritto e originale, ma non hai completato la fila di pallini verdi (e questo ti crea un bel prurito).

A cosa serve Yoast?

SEO Yoast è molto utile, perché analizza il tuo articolo è ti restituisce dati importanti in chiave SEO, come la presenza/assenza di link, il numero di caratteri utilizzati, la meta description, il tag alt delle foto e tutti gli altri valori presi in considerazione dai motori di ricerca durante la “lettura” del tuo articolo. Probabilmente, se è la prima volta che ti imbatti in Yoast starai pensando: “ottimo, un sacco di lavoro che non devo fare, dato che lo sta facendo un programma al posto mio“.

No, sbagliato!

Perché non devi guardarlo?

Il motivo per cui non devi vivere (e neanche perdere il sonno) per il semaforo verde di questo fantastico plugin sta soprattutto nel fatto che i dati da valutare li inserisci tu: basta sbagliare keyword per rinunciare all’ en plein di pallini verdi. E tu dovresti scoraggiarti per questo?

Ti faccio un esempio: hai scritto il più bell’articolo di content marketing che sia mai apparso su un blog. È una vera bomba, con tutti i requisiti necessari affinché possa scalare la SERP di google e posizionarsi alla grande. Dopo aver scritto l’articolo, scorri in fondo alla pagina di wordpress per compilare tutti i campi del plugin e avere la conferma della bontà del tuo pezzo, ma al posto di “content marketing” inserisci “cotent marketing” (ma avrei potuto dire “banana”): una strage!

Eppure il tuo articolo era ottimo.

Ripeto la domanda: a cosa serve Seo Yoast?

Sarebbe sbagliato negare l’utilità di questo plugin che peraltro è gratis. Anzi, dopo un po’ diventerete buoni amici, imparando a capire i limiti reciproci (o meglio TU imparerai a riconoscere i tuoi e i suoi limiti, lui è solo un plug-in), e potrà davvero trasformarsi in una risorsa utile. Come? Semplicissimo: come checklist!

Scrivi il tuo articolo sensazionale e, poi, verifica di non aver fatto errori e di non aver dimenticato nulla attraverso Yoast. Concentrati su quello che devi fare e poi controlla di aver fatto tutto: hai messo un’immagine (compilando il tag Alt)? E la meta description? C’era qualche link che volevi inserire ma poi ti sei dimenticato?

Dopo un po’ di tempo, a furia di ripetere queste attività, vedrai che non avrai più bisogno di guardare SEO Yoast per essere sicuro di aver scritto l’articolo che volevi.

Conclusione: scrivi per i lettori

Siamo sempre qui e il punto è sempre centrale: ricordati che alla base del tuo lavoro deve esserci la voglia di parlare al tuo pubblico e non quella di parlare ai motori di ricerca, che sono sicuramente importanti, ma non possono essere la stella polare che guida i tuo cammino di blogger.

Per approfondire: Se i contenuti vincono sulla SEO

Vai alla pagina del Plug-in

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Come costruire un blog: il cms e il miglior hosting

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Perché il tuo blog prenda vita devi dotarti di un dominio e di uno spazio hosting; perché prenda forma nella maniera più semplice devi usare un cms. Di come scegliere un dominio ne parleremo più avanti, oggi voglio parlarti proprio di questo: di quello che sta alla base del tuo blog. In questo articolo ti parlerò di quello che secondo me è il miglior hosting in circolazione e di wordpress, Cms di cui mi sono innamorato anni fa e che continuo a consigliare.

WordPress: il miglior cms

Non voglio allungare l’articolo raccontandoti per filo e per segno cosa sia un cms, per quello c’è già google e ci sono tanti articoli a disposizione. Se sei pigro ti basta sapere che un cms è un content management system e, nella pratica, è il tuo blog. Anche in questo caso, si tratta di opinioni, ma secondo me wordpress è il miglior CMS in circolazione, e forse il fatto che sia quello più utilizzato mi da ragione.

Ora, prima di spiegarti perché secondo me wordpress è migliore di joomla, voglio ancora precisare che qui parliamo della versione self-hosted, ovvero quella che puoi scaricare gratis wordpress.org, e non di quella hosted, ovvero quella a cui accedi direttamente digitando wordpress.com.

Perché?

Semplice, perché per te voglio il meglio, direbbe una pubblicità. E anche perché per aprire un blog su wordpress.com non servono istruzioni. Per spiegarti meglio la ragioni per cui dovresti preferire uno piuttosto che l’altro ho scritto questo articolo:

aprire un blog: wordpress.com o wordpress.org?

e se ti sei accorto tardi di aver scelto la strada sbagliata, non ti preccupare, possiamo rimediare trasferendo i contenuti dal tuo vecchio blog a quello nuovo. Come fare te lo spiego qui:

wordpress: trasferire i contenuti da .com a .org

Perché proprio wordpress?

Perché wordpress è la semplicità fatta CMS. Se già i cms ti permettono di avere un sito senza aver mai scritto una riga di codice, wordpress ti permette di sentirti un webmaster già la seconda volta che accedi alla tua dashboard.

Una volta fatto il login ti trovi dentro il pannello di controllo che, se hai già avuto esperienze con la versione hosted di wordpress ti sembrerà famigliare ;). Con queste differenze:

Hai la possibilità di installare plugin per aumentare le funzionalità del tuo sito. Attento però a non esagerare per non comprometterne le prestazioni.

Hai la possibilità di editare il tema che hai scelto passando da Aspetto–>Editor e cambiando nel foglio di stile quello che ti serve.

Hai una liberia infinita di temi su Themeforest.

Il sito è realmente tuo. Perché?

Semplice: perché adesso acquisterai un dominio ed uno spazio sul web per il tuo sito. La comodità di wordpress nella sua versione totally free si paga con lo svantaggio di un sito che non è mai realmente tuo, ma è ospitato a casa degli altri.

Siteground: il miglior hosting

Passando all’hosting, beh, devo assolutamente consigliarti Sitegroud. Perché? Perché siteground ha un servizio clienti davvero efficiente e ti offre un cpanel davvero semplice da utilizzare. Certo, è un po’ più caro rispetto a tanti altri (il piano startup costa sui 70 euro all’anno, mentre il gogeek, che è quello premium viene a costare il triplo), ma ne vale assolutamente la pena. Non voglio farti perdere tempo, so bene che hai voglia di iniziare e allora riassumiamo in tre parole i vantaggi di Siteground che, ad oggi, secondo me è il miglior hosting in circolazione: efficiente, veloce, facile.

Efficiente, grazie al suo servizio clienti che ha l’unica pecca di essere solo in lingua inglese

Veloce, perché con Siteground il tuo sito decolla

Facile, perché bastano 2 passi per installare il tuo sito wordpress e diventare un vero blogger.

Aspetta: devo dirti che recentemente mi sono trovato bene anche con il servizio clienti di Aruba.

Le prime mosse su siteground

Dopo aver scelto il tuo piano hosting e il tuo dominio, non devi far altro che:

  1. Accedere al cPanel di siteground
  2. Avviare l’autoinstaller di WordPress
  3. Entrare nella tua bacheca worpress attraverso l’indirizzo nomedeltuosito.it/wp-admin/
  4. Cominciare a prendere confidenza con la dashboard wordpress, con i temi e con tutto l’universo che farà parte del tuo blog.

Direi abbastanza semplice, vero? E se hai dei contenuti da trasferire ti basterà avviare l’importatore.

In questa breve carrellata abbiamo aggiunto altre due cose da fare sulla strada per diventare un blogger. C’è la valida alternativa di limitarti a produrre i testi e delegare tutta l’architettura del sito a qualcun altro, ma come hai visto, ci vogliono davvero pochissimi minuti per creare il tuo sito WordPress ed acquistare un hosting super efficiente come Siteground, a mio avviso il miglior hosting.

La combo Siteground + WordPress farà volare il tuo blog, ne sono certo!

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