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5 domande che ti devi fare prima di aprire un blog

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Un blog può diventare molto più di uno strumento di lavoro o di un mezzo in cui sfogarsi (attenzione, molta attenzione su questo punto). Sì, un blog diventa un vero e proprio stato mentale; un’esperienza unica da cui è difficile staccarsi.

Ma proprio per questo motivo e a maggior ragione se vuoi guadagnare con il blog, devi essere sicuro di iniziare con il piede giusto. La strada per far diventare il tuo blog un blog di successo sarà piena di avversità e fatiche, ma quando riuscirai a rendere il tuo blog un punto di riferimento per la tua nicchia “il panorama da lassù sarà incredibile“.

Fidati, aprire un blog può cambiare la tua vita professionale, ma rispondi a questa domanda: quante volte, d’impulso, hai pensato di aprire un blog?

Probabilmente ci hai pensato e ripensato, ed eri parecchio stuzzicato dall’idea di avere uno spazio tutto tuo. Così, magari, hai cominciato a cercare qualche informazione su internet ed hai scoperto che aprire un blog non è poi così difficile. A dire il vero è proprio così: 10 minuti e il tuo blog sarà online.

Per fare un lavoro fatto bene e per ridurre le sorprese che troverai durante il viaggio è bene che tu ti ponga queste cinque domande.

 

Perché voglio aprire un blog?

Questa è senza dubbio la prima domanda che ti devi porre: vuoi aprire un blog perché hai qualcosa da raccontare, perché pensi che sia un’ottimo modo per far conoscere la tua azienda, perché pensi che ti aiuterà a diventare una personalità del web, o solo perché hai tanto tempo libero?

Vuoi diventare ricco con google adsense? Lascia stare 😉

A parte questo, ci sono centinaia di validi motivi per aprire un blog, devi solo trovare quello giusto!

 

Di cosa parlerò nel mio blog?

Questa è una logica conseguenza della prima domanda: sarà un blog verticale o orizzontale?

Nel tuo blog parlerai di tanti argomenti correlati tra loro o preferirai parlare di un argomento solo, andando a snocciolare tutte le sue sfumature fino in fondo?

Lascia però che ti dia un consiglio: evita di scrivere di troppi argomenti senza una correlazione logica perché rischi di non fidelizzare i lettori. Mi spiego meglio, un blog di tecnologia non è proprio il luogo adatto per spiegare la ricetta dei bucatini all’amatriciana.

Fare una scelta di campo equivale a volersi collocare in un punto esatto sullo scaffale della libreria. In questo modo i lettori sapranno già dove trovarti.

Quanto tempo voglio dedicare al mio blog?

A questo punto della sua vita, il blog è un piccolo seme che tu vuoi trasformare in una bella pianta rigogliosa, quindi armati di buona pazienza: i frutti e le soddisfazioni arriveranno, ma ci vorrà del tempo.

La risposta alla domanda, invece, è semplice: un blog richiede tanto tempo. Quello su cui possiamo discutere è cosa significhi “tanto”.

Già, perché a meno che non si tratti di un corporate blog (in quel caso puoi sostituire il tuo tempo con una figura esterna), la decisione su quanto sia “tanto tempo” sta a te.

Il tuo blog personale ha bisogno di tempo e costanza. Se non sei sicuro di potergli dedicare 7 giorni alla settimana puoi scegliere di ridurre le pubblicazioni. L’importante è trovare un equilibro, una costanza e una ripetitività nel tempo.

Quale sarà il mio tone of voice?

Questa è una domanda che abbiamo trovato anche parlando del piano editoriale ed è assolutamente importante a questo punto della tua avventura.

Che taglio intendi dare ai tuoi articolo?

Vuoi un consiglio? Scegli un tono che stia in equilibrio tra il tuo modo di essere e l’argomento che intendenti trattare… oppure prova a stupire tutti inventando nuove soluzioni!

Qual è la soluzione migliore per le mie esigenze?

Internet è pieno di piattaforme che ti consentano di scrivere e far conoscere i tuoi contenuti di qualità a tutto il mondo, devi solo saper scegliere. Hai sentito parlare di wordpress ma non hai ancora capito quale sia la differenza tra wordpress.com e wordpress.org? Semplificando al massimo potremmo dire che la versione .com (quella totalmente gratis) è quella più semplice, adatta ai chi si sente alle prime armi e non vuole fare il grande passo, mentre la versione .org è più professionale.

E’ una semplificazione estrema e non del tutto corrispondente al vero: presto parleremo anche di questo!

Le domande giuste ti aiutano a scegliere

Bene! Ce l’abbiamo fatta: la prima serie di domande a cui rispondere è finalmente conclusa!

A questo punto non ti resta che riflettere e trovare le risposte!

Se hai qualche dubbio sull’articolo, scrivimi la tua domanda nei commenti! 😉

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

Blogging: impara a scrivere al momento giusto!

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Questo articolo nasce perché ho perso il momento giusto per scrivere un blogpost. Curioso, non credi? “Avevo un miliardo di cose da fare e poi questo post non era previsto nel calendario editoriale e poi è arrivato il weekend“.

Oggi è lunedì e il blogpost su quelli che sfruttano le tragedie per fare un po’ di engagement non avrebbe più senso.

Insomma, questo articolo potrebbe intitolarsi: non fare come Erick, sfrutta il tempo giusto!

Timing errato: chi sbaglia paga!

Voglio raccontarti brevemente la storia e il mio errore.

Ecco, io volevo parlare dell’assurda foto postata su Facebook da Federica Torti e di come, come successe tempo fa con Francesco Sole, per me sia sbagliatissimo cercare di ottenere dei like su una tragedia, con una foto fuori contesto e con un copy quantomeno imbarazzante.

Avrei voluto anche parlare, e credimi quando ti dico che è vero, di quanto sia stato sbagliato non rispondere alle (per me giuste) critiche e, poi, cancellare il post senza uno straccio di spiegazione. Avrei detto, come è successo, che questo avrebbe fatto piovere critiche anche su gli altri post.

 

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Il problema è che sono stato tradito dalla voglia di capire chi fosse Federica Torti, dal voler studiare bene come dirti queste cose, dalla pigrizia e dal weekend ho finito con il perdermi.

O, meglio, so che il post è stato rimosso, così come molti commenti negativi apparsi sotto gli altri post, ma non vedo un post di scuse.

Ecco, ti avrei detto tutto questo, ma ho fatto un errore dettato da un timing errato, che ha reso tutto questo una non notizia.

Nessun dramma, per carità: solo ho imparato due cose che voglio condividere con te!

Uno strappo alla regola del calendario editoriale

So che stai pensando che ti ho sempre parlato dell’importanza del calendario editoriale e che dirti che ci sono notizie da trattare in fretta (e bene) sembra un controsenso. Non so tu, ma nei miei calendari prevedo sempre un certo spazio per gli eventi a sorpresa, anche se non si tratta di vero e proprio real time marketing.

Sai qual è la cosa migliore da fare? Che ne dici di inserire la regola dello strappo alla regola? Prendi il tuo calendario editoriale e strutturale in modo da creare alcuni post “rimpiazzabili”; dei post che se dovessero essere pubblicati in un altro momento non perderebbero comunque di efficacia.

Che ne dici?

Devi essere un po’ giornalista

In certi casi un blogger deve essere un po’ giornalista, anche se spesso ai giornalisti non stanno molto a cuore i blogger.

Una pubblicità famosissima recita “ci sono cose che non si possono comprare…”

Ecco, allo stesso modo esistono cose che non possono non essere dette, che devono essere raccontate e che, soprattutto, hanno la breve vita di una farfalla. O cogli il momento o lo farà qualcun altro e tu non potrai gioire dei benefici.

Un buon giornalista lo riconosci da come scrive, dalle notizie che ha e dalla capacità di riuscire a portare qualcosa di fresco prima degli altri, giusto? Ecco che in certi casi riuscire a scrivere di un argomento prima degli altri può portare alla ribalta te e il tuo blog.

A me, ad esempio, è successo con il post relativo al famoso giochino della sfida tra mamme: di certo non un articolo da premio Pulitzer! 😉

Ogni tanto sii un po’ giornalista, ne vedrai i benefici.

E poi c’è un detto vecchio quanto il mondo che dice: “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi“.

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

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Yoast: non perdere il sonno per il pallino verde!

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Hai deciso di aprire un blog per farti conoscere, sei alle prime armi e hai sentito dire che fare SEO è importantissimo. Così, cercando su internet ti sei imbattuto in SEO Yoast per WordPress, un ottimo plug-in che può fornirti un preziosissimo aiuto durante la stesura dei tuoi articoli. Cominciando a scrivere, poi, hai fatto 2+2 e hai unito l’importanza della SEO con le funzionalità di questo plug-in con la speranza di creare un articolo scritto a regola d’arte che, per Yoast significa pallini verdi.

Bene, tralasciando lo scenario in cui hai ottenuto il pallino verde con un articolo di qualità, questo articolo ti può essere utile se:

1) Sei riuscito a ottenere tutti i pallini verdi ma il tuo articolo è illeggibile.

2) Il tuo articolo è utile, ben scritto e originale, ma non hai completato la fila di pallini verdi (e questo ti crea un bel prurito).

A cosa serve Yoast?

SEO Yoast è molto utile, perché analizza il tuo articolo è ti restituisce dati importanti in chiave SEO, come la presenza/assenza di link, il numero di caratteri utilizzati, la meta description, il tag alt delle foto e tutti gli altri valori presi in considerazione dai motori di ricerca durante la “lettura” del tuo articolo. Probabilmente, se è la prima volta che ti imbatti in Yoast starai pensando: “ottimo, un sacco di lavoro che non devo fare, dato che lo sta facendo un programma al posto mio“.

No, sbagliato!

Perché non devi guardarlo?

Il motivo per cui non devi vivere (e neanche perdere il sonno) per il semaforo verde di questo fantastico plugin sta soprattutto nel fatto che i dati da valutare li inserisci tu: basta sbagliare keyword per rinunciare all’ en plein di pallini verdi. E tu dovresti scoraggiarti per questo?

Ti faccio un esempio: hai scritto il più bell’articolo di content marketing che sia mai apparso su un blog. È una vera bomba, con tutti i requisiti necessari affinché possa scalare la SERP di google e posizionarsi alla grande. Dopo aver scritto l’articolo, scorri in fondo alla pagina di wordpress per compilare tutti i campi del plugin e avere la conferma della bontà del tuo pezzo, ma al posto di “content marketing” inserisci “cotent marketing” (ma avrei potuto dire “banana”): una strage!

Eppure il tuo articolo era ottimo.

Ripeto la domanda: a cosa serve Seo Yoast?

Sarebbe sbagliato negare l’utilità di questo plugin che peraltro è gratis. Anzi, dopo un po’ diventerete buoni amici, imparando a capire i limiti reciproci (o meglio TU imparerai a riconoscere i tuoi e i suoi limiti, lui è solo un plug-in), e potrà davvero trasformarsi in una risorsa utile. Come? Semplicissimo: come checklist!

Scrivi il tuo articolo sensazionale e, poi, verifica di non aver fatto errori e di non aver dimenticato nulla attraverso Yoast. Concentrati su quello che devi fare e poi controlla di aver fatto tutto: hai messo un’immagine (compilando il tag Alt)? E la meta description? C’era qualche link che volevi inserire ma poi ti sei dimenticato?

Dopo un po’ di tempo, a furia di ripetere queste attività, vedrai che non avrai più bisogno di guardare SEO Yoast per essere sicuro di aver scritto l’articolo che volevi.

Conclusione: scrivi per i lettori

Siamo sempre qui e il punto è sempre centrale: ricordati che alla base del tuo lavoro deve esserci la voglia di parlare al tuo pubblico e non quella di parlare ai motori di ricerca, che sono sicuramente importanti, ma non possono essere la stella polare che guida i tuo cammino di blogger.

Per approfondire: Se i contenuti vincono sulla SEO

Vai alla pagina del Plug-in

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

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Il blog è uno stato mentale

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Oggi non voglio parlati di come aprire un blog o quali siano i motivi che ti spingono a farlo. No, oggi voglio parlarti di cosa sia un blog per me. Un blog, dirai tu, che magari non ne hai ancora aperto uno, è solo uno spazio in cui in scrivere le tue opinioni, uno strumento per farti conoscere e promuovere la tua attività, uno strumento proprietario per fare marketing e lanciare la tua azienda verso l’infinito.

…e hai ragione!

ma un blog non è solo questo!

Cos’è un blog? Lo sguardo di un blogger

Un blog è uno stato mentale, è la voglia di raccontare quello che sai o quello che senti a un numero quasi infinito di lettori. Il blog è la tua porta sul mondo: una via d’uscita che dalla tua stanza ti permette di rivendicare la tua libertà. Attraverso questo magnifico strumento hai la possibilità di rivendicare il tuo posto nel mondo, di farti portatore di concetti e di condividere il tuo sapere. È una piazza virtuale in cui troverai sempre qualcuno pronto ad ascoltarti.

Pensi che io stia esagerando? Sì, forse hai ragione.

Ma dato che ho deciso di raccontarti cosa significhi un blog per chi da anni si serve di questo strumento (terribile, detta così), non ho intenzione di fermarmi qui.

Avere un luogo in cui poter esprimere la propria opinione significa anche avere delle responsabilità: scripta manent, quindi devi stare bene attento a quello che vuoi dire e soprattutto a come lo vuoi dire. In queste pagine, magari costruite poco a poco con wordpress, hai anche la possibilità di crearti un bel biglietto da visita: se l’hai scritto nel blog è perché lo sai fare! Immagina di avere un blog di tutorial o in cui rispondi alla domanda “come fare per…”, in pratica stai dimostrando al mondo che sai fare quella cosa lì!

E se lo guardi in quest’ottica, cos’è un blog se non uno strumento, una testimonianza: meglio di un curriculum vitae, non pensi?

Chi è veramente blogger

Se leggi questa parte ci sono due possibilità: o non lo sei ancora o non sai ancora di esserlo.
Nel primo caso, il mio consiglio è di buttarti e provare: aprire un blog non è un’impresa titanica, almeno all’inizio: (se ti interessa, sto aggiornando la GUIDA).

Nel secondo caso, sappi che la tua domanda è lecita anche se hai già un blog. Possiamo definire blogger chi ha un blog o solo chi guadagna attraverso quello che scrive? Prima di dare una risposta sappi che sono davvero pochi quelli che guadagnano direttamente con un blog.

Bene, ora che mi sono tolto la preoccupazione, ecco come la penso:

poco sopra ti ho scritto che un blog è uno stato mentale, ricordi? Ecco, essere blogger è più o meno la stessa cosa: costanza, dedizione, impegno, esercizio e contenuti originali sono le qualità che ti servono per poterti definire un blogger.

Pensi di averle tutte?

Prima di andare via…

Aspetta! Prima di andare via vorrei conoscere la tua opinione: hai un blog? Vorresti averne uno? Cos’è un blog secondo te? Cosa provi quando scrivi?

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

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Come costruire un blog: il cms e il miglior hosting

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Perché il tuo blog prenda vita devi dotarti di un dominio e di uno spazio hosting; perché prenda forma nella maniera più semplice devi usare un cms. Di come scegliere un dominio ne parleremo più avanti, oggi voglio parlarti proprio di questo: di quello che sta alla base del tuo blog. In questo articolo ti parlerò di quello che secondo me è il miglior hosting in circolazione e di wordpress, Cms di cui mi sono innamorato anni fa e che continuo a consigliare.

WordPress: il miglior cms

Non voglio allungare l’articolo raccontandoti per filo e per segno cosa sia un cms, per quello c’è già google e ci sono tanti articoli a disposizione. Se sei pigro ti basta sapere che un cms è un content management system e, nella pratica, è il tuo blog. Anche in questo caso, si tratta di opinioni, ma secondo me wordpress è il miglior CMS in circolazione, e forse il fatto che sia quello più utilizzato mi da ragione.

Ora, prima di spiegarti perché secondo me wordpress è migliore di joomla, voglio ancora precisare che qui parliamo della versione self-hosted, ovvero quella che puoi scaricare gratis wordpress.org, e non di quella hosted, ovvero quella a cui accedi direttamente digitando wordpress.com.

Perché?

Semplice, perché per te voglio il meglio, direbbe una pubblicità. E anche perché per aprire un blog su wordpress.com non servono istruzioni. Per spiegarti meglio la ragioni per cui dovresti preferire uno piuttosto che l’altro ho scritto questo articolo:

aprire un blog: wordpress.com o wordpress.org?

e se ti sei accorto tardi di aver scelto la strada sbagliata, non ti preccupare, possiamo rimediare trasferendo i contenuti dal tuo vecchio blog a quello nuovo. Come fare te lo spiego qui:

wordpress: trasferire i contenuti da .com a .org

Perché proprio wordpress?

Perché wordpress è la semplicità fatta CMS. Se già i cms ti permettono di avere un sito senza aver mai scritto una riga di codice, wordpress ti permette di sentirti un webmaster già la seconda volta che accedi alla tua dashboard.

Una volta fatto il login ti trovi dentro il pannello di controllo che, se hai già avuto esperienze con la versione hosted di wordpress ti sembrerà famigliare ;). Con queste differenze:

Hai la possibilità di installare plugin per aumentare le funzionalità del tuo sito. Attento però a non esagerare per non comprometterne le prestazioni.

Hai la possibilità di editare il tema che hai scelto passando da Aspetto–>Editor e cambiando nel foglio di stile quello che ti serve.

Hai una liberia infinita di temi su Themeforest.

Il sito è realmente tuo. Perché?

Semplice: perché adesso acquisterai un dominio ed uno spazio sul web per il tuo sito. La comodità di wordpress nella sua versione totally free si paga con lo svantaggio di un sito che non è mai realmente tuo, ma è ospitato a casa degli altri.

Siteground: il miglior hosting

Passando all’hosting, beh, devo assolutamente consigliarti Sitegroud. Perché? Perché siteground ha un servizio clienti davvero efficiente e ti offre un cpanel davvero semplice da utilizzare. Certo, è un po’ più caro rispetto a tanti altri (il piano startup costa sui 70 euro all’anno, mentre il gogeek, che è quello premium viene a costare il triplo), ma ne vale assolutamente la pena. Non voglio farti perdere tempo, so bene che hai voglia di iniziare e allora riassumiamo in tre parole i vantaggi di Siteground che, ad oggi, secondo me è il miglior hosting in circolazione: efficiente, veloce, facile.

Efficiente, grazie al suo servizio clienti che ha l’unica pecca di essere solo in lingua inglese

Veloce, perché con Siteground il tuo sito decolla

Facile, perché bastano 2 passi per installare il tuo sito wordpress e diventare un vero blogger.

Aspetta: devo dirti che recentemente mi sono trovato bene anche con il servizio clienti di Aruba.

Le prime mosse su siteground

Dopo aver scelto il tuo piano hosting e il tuo dominio, non devi far altro che:

  1. Accedere al cPanel di siteground
  2. Avviare l’autoinstaller di WordPress
  3. Entrare nella tua bacheca worpress attraverso l’indirizzo nomedeltuosito.it/wp-admin/
  4. Cominciare a prendere confidenza con la dashboard wordpress, con i temi e con tutto l’universo che farà parte del tuo blog.

Direi abbastanza semplice, vero? E se hai dei contenuti da trasferire ti basterà avviare l’importatore.

In questa breve carrellata abbiamo aggiunto altre due cose da fare sulla strada per diventare un blogger. C’è la valida alternativa di limitarti a produrre i testi e delegare tutta l’architettura del sito a qualcun altro, ma come hai visto, ci vogliono davvero pochissimi minuti per creare il tuo sito WordPress ed acquistare un hosting super efficiente come Siteground, a mio avviso il miglior hosting.

La combo Siteground + WordPress farà volare il tuo blog, ne sono certo!

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Abito in Valle d’Aosta e sono un social media manager, copywriter e formatore freelance che vive di parole e di progetti. Se vuoi puoi leggere la bio completa: è bellissima! 😉

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