Bulli e complottisti. Il web è in mano ai Napalm51?

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Napalm51 è il riuscitissimo personaggio di Maurizio Crozza, che rappresenta una fetta sempre più consistente della popolazione del web. Diciamoci la verità: tutti noi abbiamo tra i contatti di Facebook un personaggio così: è quello arrabbiato, complottista, analfabeta funzionale e isterico e questo è il motivo per cui il personaggio di Crozza riusciva a farci ridere.

E sarebbe davvero divertente, se solo non ci fosse un aumento esponenziale dei Napalm51 che quotidianamente si fanno il sangue amaro – e allo stesso tempo rovinano involontariamente – il web.

Ovvio, non è tutta colpa sua: si è trovato ad affrontare la “bellezza del web” senza sapersi difendere.

Le sei caratteristiche di un buon Napalm51

1) È un tardivo digitale

Quando internet e i social si sono diffusi su scala globale il buon Nap aveva già superato molte tappe della sua vita e aveva maturato un certo numero di “esperienze sul campo”. Esperienze che è giusto trasportare anche sul web ma che, spesso, vengono tradotte il quel “cosa volete saperne voi giovani?” che contrasta – e parecchio – con il fatto che i giovani sono abituati a vivere in quell’ambiente, i tardivi digitali no.

2) Subisce il fascino dei complotti

Un’altra cosa che non manca sul web e che prende sempre più piede è il timore – o certezza – dei complotti. Lobby di ogni genere starebbero tramando contro di noi per fare i loro sporchi interessi alle nostre spalle: dalle scie chimiche ai vaccini, dall’economia alla politica fino a – come suggerisce Crozza – la lobby dei termometri:

Il nostro Nap non solo ci crede, ma è parte (più o meno) attiva nella lotta a questi complotti.

3) Crede nella buona fede del web

Il web è democratico e, attraverso di esso abbiamo la possibilità di smascherare i complotti (vedi punto 2) e di non farci fregare. Questo, almeno, era uno dei grandi vantaggi proposti dall’avvento di internet: qualcuno prova a fregarti? Bene, puoi dare una controllata su internet e scoprirlo…

Il web è democratico e ci offre un grande potere di controllo se e solo se è popolato solo da persone in buona fede e che non hanno interesse nell’utilizzarlo. Cado anch’io nella teoria del complotto? Forse! ma lo dico semplicemente perché il web – e i social – sono prima di tutto degli strumenti..

… e come tali vengono utilizzati.

4) Si altera facilmente

Il nostro Napalm51 ha trovato un posto in cui sfogarsi: la sezione commenti di Facebook.

Lì può finalmente dare sfogo alle sue frustrazioni e dire quello che pensa senza peli sulla lingua. Lui può e deve dire la sua perché ha esperienza (punto 1) e dice le cose scomode (punto 2) che gli altri hanno paura di dire. Non ha gli strumenti e gli anticorpi per difendersi dalla mala fede del web (punto 3) e finisce con il cascarci: non legge gli articoli per intero, non si informa, non verifica le fonti e non riflette su quello che ha letto. Ha sempre il Caps Lock inserito. È un analfabeta funzionale, ma si offende se lo chiami così.

5) Pensa all’offline e all’online come a due mondi separati

Ecco perché fuori dal web è una persona è all’interno dei social, sui blog e ovunque possa esprimere la sua opinione dietro a un computer diventa una belva e non te ne fa passare una.

Non conosce i meccanismi e non interagisce come farebbe dal vivo. Non sa che la sua identità digitale vale quanto quella reale e che non finisce tutto una volta spento il computer.

6) Per Nap il problemi sono altri

Il problema, per lui, è sempre un altro. Non riesce a non andare offtopic e, una volta terminate le argomentazioni, ti dirà sempre che il problema è un altro. Si sente in dovere di commentare e, non avendo molte conoscenze sul tema – non ne ha quasi mai – la butta in caciara alzando il tono della discussione.

Un web sempre più cattivo

Andiamo dritti al cuore del problema: il web e i social sono sempre più cattivi. Aumentano i commenti offensivi, le minacce, le fake news create ad arte per suscitare il mal di pancia degli utenti, i complotti, il noi contro loro e così via…

Ed è un problema grosso.

Gli analfabeti funzionali e quelli che si fanno prendere da una sorta di indignazione a scatto prima commentano e poi ragionano e rendono la tua risposta consapevole – quella fatta a seguito di una ricerca anti fake – tardiva e pressoché inutile. Non solo, il tono che loro terranno renderà più convincenti le loro argomentazioni e farà arrivare tanti altri Nap, che finiranno con il sotterrare la tua risposta, forse l’unica con un senso logico.

Infine, la cattiveria del web aumenta anche a grazie a coloro che “blastano” gli analfabeti funzionali e i commentatori seriali. Per carità, leggere il commento di un personaggio pubblico che “mette a cuccia” i suoi impreparati detrattori farà sicuramente ridere, ma sortirà un qualche effetto benefico per noi e per il web?

Secondo me, no. Anzi, probabilmente, questo commento non farà che aizzare la pattuglia dei complottisti.

Il ruolo dei nativi digitali

I nativi digitali sono quelli che – più o meno – hanno sempre vissuto all’interno delle tecnologie, del web quasi come lo conosciamo e, anche se tecnicamente non è possibile, dei social. Ecco, i nativi digitali hanno un ruolo fondamentale nel rendere internet un posto migliore perché, avendo già competenze acquisite sul campo e disponendo di più anticorpi, possono guidare le generazioni precedenti alla scoperta del web.

Una sorta di parental control al contrario. Il nostro Nap ha una vita vissuta alle spalle e avrà tanto da insegnare fuori dal web ma all’interno deve lasciarsi guidare da chi è più esperto di lui.

E in questo caso, quelli più esperti di lui sono propri i giovani…

Erick Bazzani
Social Media Manager, copywriter e formatore freelance. Le mie giornate si dividono tra l'aula e l'ufficio, quindi se vuoi contattarmi ti chiedo di farlo con una mail. Leggi la bio completa: è bellissima! ;)