Cosa fa davvero un Social Media Manager?

Il tempo passa, ma la figura del social media manager resta ancora confusa agli occhi di molti. Se è vero che inquadrare il “social qualcosa” in certi casi può essere un’impresa ardua (come testimoniano alcuni commercialisti), molto spesso la colpa è di chi si inventa stregone o esperto e propone formule assurde per un successo rapido e incredibile.

Riuscire a definire nettamente la figura professionale che si occupa di social media e comunicazione è davvero difficile, forse anche a causa di quel manager ereditato dall’inglese, che in Italia assume un significato diverso rispetto a “gestore”, ma se capisco chi come mia nonna pensa che suo nipote giochi al computer, per gli altri sarebbe bene cercare di fare un minimo di chiarezza su cosa possa fare per te un social media manager.

Cosa fa un social media manager?

Molto, ovviamente, dipende dal ruolo in cui viene inserito un social media manager. Se fa parte di un team ha delle mansioni, mentre se è un freelance probabilmente avrà bisogno aumentare le sue competenze anche nell’ambito de crisis management, dell’analisi dei dati e di tanti altri settori contenuti nel social media marketing.

Detto questo, possiamo provare a selezionare alcuni ambiti di intervento:

Programmazione strategica
Fare il social media manager non significa solo pubblicare qualche post in base alla creatività del momento. I risultati, è bene ricordare che si ottengono nel tempo, non sono il frutto di una splendida casualità. Sì, in certi casi può capitare il colpo di fortuna, ma non a lungo termine. L’ambito della programmazione strategica è forse il più importante perché permette di creare una strategia ad hoc per l’azienda, che comprenda obbiettivi specifici e che tenga conto di tutti i fattori interni ed esterni all’azienda stessa (mercato, competitors, caratteristiche azienda, punti deboli e punti forti, presenza sui canali, budget ecc.)

Analisi dei dati
Altrettanto fondamentale a livello strategico e operativo è l’analisi dei dati: la nostra strategia e le nostre azioni non possono basarsi su semplici intuizioni o su punti di vista, ma devono partire da un punto e arrivare a un altro. Allo stesso tempo, un’attenta analisi dei dati può portarci a variare la strategia e il calendario editoriale. Insomma, una vera e propria cartina tornasole che valuti il nostro operato.

Produzione dei contenuti
Spesso l’ambito di produzione dei contenuti viene scambiato per l’unico ambito di intervento del “social qualcosa” che sa usare Facebook, dato che si tratta dell’intervento più visibile. Per dirla in maniera breve e molto sommaria: scrivere e pubblicare i post. Ma come fai a produrre un contenuto senza tenere in considerazione i primi due ambiti di intervento? No, fare essere un social media manager NON significa pubblicare su Facebook un gattino con scritto “nessuno mi condivide perché sono solo un gattino“. Certo, qualcuno si spaccia per social media manager e poi vende i post, ma lo vediamo dopo.

Con questo non dico che non sia un ambito importante. Anzi, essere un editor significa aver sviluppato capacità che spaziano dal copywriting alla scrittura persuasiva, dalla grafica alla fotografia. Sì, lo so che non si può sapere tutto di tutto, ma bisogna conoscere il più possibile anche i settori limitrofi, per avere una migliore visione di insieme. Oppure lavorare a stretto contatto con le altre figure professionali.

Gestire l’advertising
Un’altra cosa che il social media manager freelance è chiamato a fare è programmare, creare e monitorare le campagne di social advertising per conto del suo cliente. Dovrà maneggiare budget e padroneggiare strumenti tecnici che, sebbene siano sempre più intuitivi, nascondono invece molte sorprese.

Gestire la community
Ecco, il famoso community management. Un buon social media manager deve saper interagire con tutte le persone che in qualche modo ruotano intorno a un brand. Bisogna moderare i commenti, stimolare le discussioni, decidere se bannare qualcuno dalla nostra comunità, rispondere alle richieste di informazioni…

Di fatto, il community management è l’aspetto più prettamente social di tutta l’attività.

In sostanza, un social media manager si occupa di curare l’immagine dell’azienda sulle piattaforme sociali, creare un pubblico di potenziali clienti e gestire i rapporti con essi, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati alla stipula del contratto. 

Una figura malleabile, in una grande famiglia

Ho detto che il mio commercialista ha trovato difficoltà nell’inquadrarmi in un ambito professionale ma non ti ho detto che potrai sfruttare questa situazione a tuo vantaggi. NO, non sto parlando di come pagare meno tasse; ti sto dicendo che anche per quanto riguarda le mansioni puoi sfruttare una certa ambiguità per specializzarti e creare un’offerta unica. I contenuti devono creare valore? Bene, per il social media manager è lo stesso. Mi raccomando, però, specializzati: non si può sapere tutto, purtroppo.

La tua specializzazione determinerà il punto in cui ti collocherai. Un consiglio: studia, impara, sbaglia (non sulla pelle del cliente), studia ancora, sbaglia di più e troverai la tua strada. Il social media marketing è una grande famiglia che comprende: il community manager, il content editor, l’ analista, il copywriter, ecc.

Quanto farti pagare?

Domanda delle domande! Se non sai quanto farti pagare, il mio primo consiglio è quantificare le tue competenze e la tua esperienza.
Poi, dato che si tratta di un argomento delicato, ho preferito scrivere un articolo ad hoc:

Quanto costa un Social Media Manager?

Cosa non fa un social media manager

Sopra abbiamo conosciuto l’universo di un social media manager, ma ci sono delle cose che questa figura mitologica a cavallo tra un robot e un supereroe proprio non può fare:

Non piò fare miracoli
Affidatevi ad un professionista, non a vostro cugino bravo con l’internet per ottenere i migliori risultati possibili, ma non chiedete miracoli o formule magiche: proprio come ogni altro lavoro, il social media marketing richiede passione, costanza, dedizione esperienza e formazione.

Non può promettere miracoli
Se qualcuno viene a bussare alla vostra porta promettendo miracoli è bene che evitiate di dargli troppa confidenza: molto probabilmente non è neanche un professionista, dato che tutti sanno che i miracoli sono cose d’altri.

Non si farà pagare in base al numero dei post
E tutta la parte strategica dove la mettiamo? Un social media manager che ti propone un tot di € a post non è un social media manager, è uno scriba.

Non ti propone di copiare qualcuno
Il social media manager non ti propone di copiare il tuo competitor per ottenere i suoi stessi risultati perché sa benissimo che in questo modo non otterresti nessun beneficio.

Non si paga in visibilità
Smettiamola con il “tu lavora gratis sei mesi e se poi facciamo il salto su Facebook allora ti prendo”. Provate ad andare al supermercato a comprare gli ingredienti per la cena e dire alla cassiera che la pagherete solo se il piatto sarà buono e se i commensali si saranno divertiti.

Non pubblica gli stessi post su tutti i social, sempre
Può succedere che per esigenze editoriali vengano utilizzate le stesse immagini o copy simili, ma uno che fa copia-incolla di ogni post su tutti i social non è un social media manager, perché il professionista sa che ogni social ha il suo linguaggio e quindi sarebbe un’operazione praticamente inutile.

Conclusione: il social media è un professionista

Fare essere un social media manager significa essere un professionista che lavora con l’obiettivo di portare benefici all’azienda, non è (non solo, almeno) uno con tanta fantasia e che passa tanto tempo su Facebook.

Finché reputeremo il social media manager uno scriba con delle belle intuizioni non faremo altro che aumentare la competizione scorretta in questo settore.

Ho dimenticato qualcosa?

Cosa fa davvero un Social Media Manager? ultima modifica: 2017-04-03T15:00:42+00:00 da Erick Bazzani
Condivisioni