I freelance vanno in vacanza?

Oggi permettimi di prendermi una pausa e raccontarti la mia opinione sul rapporto tra social media manager freelance e vacanze. Già, perché malgrado il falso mito per cui i liberi professionisti lavorano poco e guadagnano tanto (almeno questo è quello che pensa mia nonna), quando senti la responsabilità di quello che fai ritagliarsi uno spazio per “staccare la spina” non è una cosa semplice.

Il fatto però è che malgrado tu sia strapagato (sempre secondo mia nonna) per passare ore davanti al computer, trovare un momento per tirare il fiato e fare il punto della situazione è salutare, oltre che necessario.

Già in un altro articolo ti avevo parlato di quanto sia importante prenderti del tempo, ricordi?

Non posso staccare, il cliente ha bisogno di me!

Se sei agli inizi, probabilmente stai pensando proprio questo: il cliente ha bisogno di te e tu non puoi non esserci. È vero e non ho nessuna intenzione di dirti il contrario. Ma cosa se ne fa il tuo cliente della tua presenza fisica, se la tua mente è sulla spiaggia di Copacabana? Non è forse meglio che tu sia lucido e presente, anche se magari lo sei a bordo spiaggia?

Ecco, così, che ti introduco la prima riflessione. Secondo me, se sei un libero professionista è quasi impossibile staccare dal tuo lavoro e, soprattutto, è impensabile lavorare con i social media e sparire per 15 giorni a sorseggiare Moijto. No, quello sarebbe troppo, non sei pagato per quello e se ragioni così forse la vita da libero professionista non fa per te…

I social richiedono la tua presenza; il tuo cliente la esige. Spiegami altrimenti perché dovrebbe pagare te e non scegliere di affidare il lavoro a suo cugino che ha Facebook e che comunque ha un sacco di like.

Quindi no, per la natura del lavoro che fai non penso si possa staccare del tutto.

Essere disponibile e non a disposizione

Già in questo titolo puoi trovare un piccolo consiglio. No, l’idea non è mia ma arriva da Le 42 leggi universali del Digital Carisma di Rudy Bandiera. Tra le tante cose interessanti di questo libro, infatti, c’è sicuramente la distinzione tra essere disponibile ed essere a disposizione, una sorta di salvavita che possiamo proiettare all’interno del discorso freelance e vacanze.

Essere a disposizione 24/7 non solo è impossibile ma, come dicevo prima, è sbagliato. Così come è sbagliato mollare tutto in corso d’opera, spegnere il telefono e sparire su un’isola deserta per qualche tempo.

Ma allora dove sta il segreto?

 

Fai combaciare i tuoi interessi e quelli dei tuoi clienti!

Quindi non devi partire in vacanza e non devi staccare mai?

Assolutamente no. Niente di più sbagliato! La soluzione è semplice, almeno in linea teorica:

si tratta di trovare un equilibrio tra le tue esigenze di essere umano e le esigenze di fatturato delle aziende che segui. 

“Già, bravo Erick, ma come si fa?”

Prova a mettere in pratica questi 5 consigli per staccare un po’ senza creare problemi ai tuoi clienti e fammi sapere:

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Numero uno. Beh, per prima cosa devi usare il buonsenso. Certo non puoi pensare di andare via a ridosso di un evento importante, o non puoi sperare di andare in vacanza senza che qualcuno ti chiami.

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Numero due.Seconda cosa: devi sistemare tutto il lavoro che non richiede un intervento in diretta. Ci sono vari tools per schedulare i post e programmare le campagne: questo già ti toglierà una bella fetta di lavoro.

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Numero tre. Poi, un consiglio è quello di spostare gli incontri e i debrief a prima della tua partenza, così da sistemare anche la questione più spinosa del tuo lavoro da freelance.

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Numero quattro. La quarta cosa da fare è quella di fissare dei paletti. Se non l’hai mai fatto prima, questo può essere il momento giusto per mettere limiti alla tua disponibilità. Ad esempio, prendi in considerazione l’idea di dire al tuo cliente che in quel determinato periodo sei disponibile solo in una determinata fascia oraria e solo con un determinato preavviso. Attento, in certi casi è più semplice, in altri può risultare difficile, ma qui parlo in linea generale.

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Numero cinque. Non staccherai del tutto, sappilo. Se ti occupi di social media avrai sempre qualcosa da fare. Gestire i commenti, rispondere ai DM, monitorare le campagne e aggiornarti sugli argomenti di tendenza: queste sono tutte attività che non puoi rimandare. In fondo, però, è il bello del nostro lavoro, no?

A mo’ di conclusione: i freelance possono andare in vacanza?

Chiudiamo il cerchio. La risposta è sì, i freelance non solo possono andare in vacanza, ma devono farlo. Un po’ perché anche tu sei un essere umano e quindi hai il diritto di staccare la spina, un po’ perché sono sicuro che i tuoi clienti preferiscano avere un consulente con il cervello ben collegato rispetto a un corpo con la testa a 1.000 km dall’azienda.

Staccare del tutto, però, credo che sia davvero difficile, se non addirittura impossibile: c’è sempre qualcosa da fare e qualcosa che non puoi rimandare.

In fondo, però, questo già lo sapevi e rappresenta anche il bello del nostro lavoro, non credi?

 

I freelance vanno in vacanza? ultima modifica: 2016-06-27T12:21:44+00:00 da Erick Bazzani
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