Fertility Day: i grandi errori della campagna social

La campagna per la giornata mondiale della fertiliità, comunque la guardi, assume i contorni della corazzata Kotemkin per il Fantozzi.

Il #fertilityday è profondamente sbagliato: trasforma una questione serissima in un banale hashtag, manca di rispetto a chi non può avere figli ed è una mostruosità da regime fascista nei confronti delle donne. Ovviamente, poi, c’è tutta la questione del “e me lo mantieni tu un figlio?” che racchiude tutto l’importante universo legato alle scarse politiche sociali, alla disoccupazione giovanile e quant’altro…

Ma era un flop prevedibile?

Direi proprio di sì.

Alle radici del problema: la libera scelta

Prima di parlare del triste visual e del testo che accompagna le immagini, voglio fare una piccola premessa che riguarda le origini del problema, almeno secondo me.

Sono un freelance di 29 anni e no, non ho bisogno di una campagna pubblicitaria per fare un figlio. Prima anche solo di ragionare su questa possibilità vorrei un minimo di solidità economica, desidererei un welfare da paese del nord Europa, e magari una riduzione della pressione fiscale. Poi dovrei maturare, perché un papà meno maturo del figlio non è una gran cosa. Detto questo, dovrei poi avere una compagna e qui il ragionamento si complica: anche lei dovrebbe essere indipendente e realizzata. E deve volere un figlio, perché potrebbe anche non volerlo. E poi dovremmo vedere se entrambi possiamo averne, perché un conto è un testo con scritto “la fertilità è un bene comune”, mentre altra cosa è la realtà.

Insomma: l’hashtag era proprio l’ultima cosa di cui la mia generazione ha bisogno.

#FertilityDay: analisi degli errori principali

1 Il nome della campagna non è il massimo.

FertilityDay? Carino l’inglesismo. Bene, bravi, ma… se una persona ha problemi di fertilità non pensate che abbia il diritto di sentirsi offesa? No, chiedo.

2 Back to the future.
Visto che siamo in vena di inglesismi. A chi non è venuta in mente la campagna per la riproduzione lanciata da Mussolini durante il ventennio?
fertility day e regime

 

Che differenza c’è tra “Il numero è potenza” e “Per te. Per noi. Per tutti.“? A livello concettuale sembra che ce ne sia pochina: avere un figlio non sembra più una libera scelta, ma un qualcosa che fai per gli altri o, e qui cadiamo nel tragicomico, per la patria.

3. Fallo, prima che sia troppo tardi!

L’immagine principale è quella di questa povera ragazza che brandendo una clessidra ti dice: “cara, hai la scadenza stampata sulla confezione, tra poco dovremo metterti al 50%“.
fertilityday1

 

Ora, a parte che potrebbe la postura della ragazza potrebbe essere riciclata per una pubblicità dedicata a persone con problemi intestinali, il messaggio che manda questa immagine è sicuramente sbagliato e non era difficile prevedere l’indignazione, specie del mondo femminile.

Il tema del tempo che passa è molto più delicato di una ragazza giovane che ti dice: “fai un figlio prima che sia troppo tardi“. Probabilmente l’intento era quello di sfruttare il meccanismo dei supermarket: “l’offerta sta finendo, approfittane!“.

4 il senso di colpa

fertility_day
altre due cartoline del fertilityday

Rimanendo in tema “prima che sia troppo tardi”, peggio della clessidra abbiamo l’immagine di sinistra. Anche in questo caso ci sono almeno 3 errori:

1

Il rinvio alla maternità potrebbe non essere una scelta;

2

Il “se arriva”, che suppongo riguardi il fatto che una gravidanza in età avanzata sia più difficoltosa, suona minaccioso e inquietante;

3

Inquietante è anche l’ombra del bambino messo in posizione accusatoria, Cosa significa? Si tratta di un bambino mancato che dice “ecco mamma, sentiti in colpa per non avermi messo al mondo”?

Tutto sommato passo la cicogna. Ce ne sarebbe anche qui, ma guardando tutte le altre, questa mi sembra la meno peggio.

Bonus: Uh, che carini: hanno pensato anche ai socialmediacosi!

fertilitycreativita

Riassumendo…

C’era anche il gioco della fertilità, ma non è più disponibile.

Riassumendo: l’errore più grande è stato applicare una strategia di marketing che potrebbe funzionare per un supermercato o una birra a una campagna ministeriale. Non solo, la campagna fa leva quasi solo su sentimenti negativi: la scadenza che si avvicina, le difficoltà, il “dovere” nei confronti degli altri e quant’altro, che porta nella migliore delle ipotesi a produrre ansia. Non sarebbe stato forse meglio puntare sugli aspetti positivi?

Conclusione: qualcuno faccia un passo indietro

Stare qui seduti a criticare è facile, lo ammetto. Dal mio punto di vista però ci sono due grossi errori in questa campagna. Il primo, molto semplice, è che già la campagna in sé è sbagliata, mentre il secondo riguarda il tono delle immagini e dei copy. Parlare ai ggggiovani non vuol dire necessariamente semplificare tutto. Tra le varie rivendicazioni nate in seguito alla campagna, qualcuno potrebbe anche lamentare di non essere del tutto stupido.

Comunque, l’ondata di indignazione di questo primo giorno è stata davvero notevole. Vediamo se sul fertility day qualcuno avrà il coraggio di fare un passo indietro.

Nota: il sito è down da ieri pomeriggio, ma su Daylibest potete trovare la gallery con le altre immagini della campagna fertility day, indetta dal Ministro Lorenzin per il 22 settembre.

Fertility Day: i grandi errori della campagna social ultima modifica: 2016-09-01T10:44:52+00:00 da Erick Bazzani
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