Comunicare è semplificare

Il linguaggio utilizzato da Donald Trump durante la campagna elettorale è comprensibile a un bambino di 11 anni, mentre le parole utilizzate venivamo facilmente comprese da ragazzini delle medie

Ecco, tra i tanti fattori che hanno portato all’inattesa vittoria di Trump, quello di essersi fatto portatore di un messaggio il più semplice possibile è stato senza dubbio determinante, specie perché il suo avversario non ha saputo fare lo stesso.

Per approfondire: Qui trovi un interessante articolo de Il sole 24 ore

Ora, quella di Trump non è stata una vera e propria innovazione, ma quello che sorprende è quanto in là si sia spinto nella semplificazione.

Prima di lui: Berlusconi e Prodi

Non sorprende, dicevo. Perché a ben vedere, una differenza così marcata a livello di linguaggio si era già notata da noi, durante la campagna elettorale che vedeva sfidarsi Prodi e Berlusconi per le elezioni politiche del 2006. Durante un dibattito a Porta a Porta (se non ricordo male), Prodi parlò di “riduzione del cuneo fiscale”, mentre sullo stesso tema Berlusconi disse semplicemente “toglierò l’ICI”.

Per approfondire: Qui puoi trovare il video del faccia a faccia tra Berlusconi e Prodi

Ora, al netto dell’enorme divario nella capacità comunicativa tra i due candidati, è facile constatare la differenza tra la semplicità di uno e la complessità dell’altro.

L’abolizione dell’ICI dava agli elettori l’impressione di poter risparmiare subito qualcosa, mentre la riduzione del cuneo fiscale restava qualcosa di aleatorio: “cos’è il cuneo fiscale? Quanto, come e quando io che sono un elettore avrò la possibilità di beneficiare di questa riduzione?

L’immediato contro il futuro. Il semplice contro la difficoltà.

Perché importante semplificare?

Tanto nel marketing elettorale quanto nel marketing di prodotto, la semplificazione porta incredibili benefici.

Rendere comprensibile il messaggio è un fine modo per dire all’elettore (o al potenziale acquirente): “vedi, noi parliamo la stessa lingua, ci capiamo“. In altre parole, oltre ad avere il reale effetto di far arrivare il nostro messaggio al maggior numero possibile di persone, siamo riusciti anche a creare un minimo di empatia tra noi e i nostri clienti/elettori.

Se poi abbiamo il vantaggio di sfidare un candidato che non è in grado di semplificare, di portare il linguaggio a un livello popolare (senza alcuna accezione negativa), il più è fatto.

Un messaggio semplice per evitare errori

Quando comunichiamo dimentichiamo troppo spesso che:

“non è ciò che dici, ma ciò che sentono le persone” f. Luntz

Ecco, rendere semplice il nostro messaggio ci darà la possibilità di limitare al minimo le possibilità di interpretazione dello stesso, aumentandone l’efficacia e quindi i benefici.

Questo è un aspetto da tenere in considerazione ogni volta che diciamo qualcosa e a maggior ragione quando ci occupiamo di social media marketing, perché il nostro messaggio non sarà aiutato dal linguaggio del nostro corpo.
Se ci pensi, è un po’ come quando mandiamo un sms con scritta una frase che, in base al tono, può assumere il tono di una battuta o di un’offesa.

Un esempio pratico è rappresentato dal post del ristorante Piovono Zucchine:

Per approfondire: Cosa insegna il caso di Piovono Zucchine?

Qualche giorno dopo, dal ristorante sono arrivate le spiegazioni, che in buona sostanza possono essere riassunte in: “chi ci conosce sa che comunichiamo così e che i nostri messaggi hanno questo tono“.

In questo caso, la mancata semplificazione sta nell’aver parlato a tutti con un messaggio comprensibile a pochi. Se io non ti conosco, non ho sviluppato delle competenze e delle aspettative circa quello che mi dirai farò molta fatica a comprendere il tuo messaggio.

Nel caso specifico non si parla di complessità del lessico ma della struttura del messaggio, che rende il messaggio di difficile interpretazione. Come era lecito aspettarsi, il post è stato capito da un ristretto numero di utenti.

Un po’ come il cuneo fiscale di Romano Prodi
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Nell’opera di semplificazione si inserisce, infine, il passaggio a un tipo di comunicazione sempre più visual, ma questo sarà materiale per un altro post! 😉

In conclusione

Per concludere questo post, voglio consigliarti di stampare la frase di Luntz e tenerla sempre a portata di mano, specie quando hai intenzione di azzardare un messaggio.

È buona norma farsi delle domande e magari testare quello che vogliamo dire utilizzando un campione del nostro target di riferimento in modo da riuscire a tarare la nostra comunicazione ed evitare il maggior numero di ostacoli tra noi e chi riceve il nostro messaggio.

Se, poi, non dovessi essere ancora convinto del risultato, prima di commettere errori irreparabili ti conviene riformulare il messaggio…

… che tu sia Donald Trump, Hillary Clinton, Romano Prodi o la piccola bottega dei salumi.

Comunicare è semplificare ultima modifica: 2016-11-15T13:10:07+00:00 da Erick Bazzani
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