Social & Bufale: attento a quello che condividi!

Se è vero che i social rappresentano buona parte delle nostre vite è meglio cominciare a stare attenti a quello che leggiamo e che condividiamo con i nostri amici. Bufale, notizie fuori contesto e perfino notizie vecchie rilanciate stanno sempre più prendendo piede nel nostro newsfeed e cascarci diventa sempre più facile.

Quello a cui devi pensare è che sui social noi assumiamo un doppio ruolo: quello di produttori di contenuti e quelli di diffusori di contenuti altrui. Per questo motivo che dobbiamo prestare molta attenzione a quello che condividiamo. Per questo e anche per non farci prendere per pirla dai nostri contatti.

voglio dire: immagina le risate degli altri quando condividiamo la foto della larva di 5 metri trovata in Brasile.

Ora, è vero che noi italiani ancora più degli altri tendiamo a leggere solo il titolo di una notizia e non l’articolo intero, ma che figura facciamo? E soprattutto: non siamo un po’ stufi di far guadagnare bufalari e clickbaiters? Non possono trovarsi un lavoro vero?

Facebook e Google annunciano una stretta contro le bufale

Circa un mese fa Google ha annunciato di aver aggiunto il fact checking alle sue notizie, mentre Facebook ha detto che alle bufale verrà sbarrata la strada di Facebook Ads. Tutto bene, se non fosse che il ruolo più importante su questo tema ce l’abbiamo noi che viviamo sui social network. (ho avuto la forte tentazione inserire !!!1!! in fondo alla frase).

tipico esempio di bufala

Siamo noi utenti che dobbiamo cominciare a fare attenzione a quello che condividiamo e a quello che pubblichiamo, così da limitare la circolazione delle bufale.

A ben pensarci, tra l’altro, non è che sia un lavoro così difficile evitare di cascarci.

Clickbaiting, bufale e notizie incredibili: come guadagnarci

Se pensi di trovare una guida su come guadagnare creando delle bufale sei fuori strada. Quello che voglio fare qui è un mettere in luce un meccanismo semplice semplice per mostrarti come sia conveniente per qualcuno creare e diffondere delle bufale, delle notizie fuori contesto o scrivere titoli roboanti.

I motivi sono almeno due:

1)Creare una coscienza sociale su un determinato tema, come ad esempio gli immigrati. (Mi fermo qui per non farmi dare del complottista)

Approfondimento: sulla forza di suggestione di internet e dei social leggi Mi sono informato solo tramite pagine Facebook grilline per una settimana

2)Guadagnare dei bei soldini dalla pubblicità

Come guadagnare sul web grazie al clickbaiting

Incredibile, Renzi va dai terremotati ma il Sindaco non gli dà la mano, ecco perché…”

Il titolare dell’albergo che ospitava i migranti li sorprende che stavano…”

Incredibile, il marito torna a casa ma non poteva immaginare che sua moglie…”

Esempi banali, non credi?

Eppure servono tutti allo stesso scopo: portare visite al sito web e guadagnarci con la pubblicità. Sì, lo so, i guadagni in advertising sono minimi, ma il meccanismo per fare i big money (grossi ca$hi) parte da qui e si articola in:

A) Pagine Facebook che rilanciano in continuazione queste notizie

B) Creazione di gruppi Facebook tematici in modo da strutturare una fan base molto ben profilata

C) Account fake che fanno partire la notizia

N.B.: Ad oggi Facebook conta unmiliardoeottocentomilioni (scritto così fa più effetto) di account, scommetti che qualcuno ci casca?

Ecco spiegato brevemente, anzi, molto brevemente, come si riesce a creare una ragnatela per fare soldi.

Bufale: come evitare di cascarci?

Sottotitolo: Per non sembrare dei pirla e per evitare di far guadagnare queste persone.

Dovrebbe essercene abbastanza per convincerci a fare un piccolo controllo aggiuntivo sulle notizie.

La cosa più importante: se dopo aver verificato la notizia hai ancora dei dubbi lascia stare e non condividerla.

Mossa numero uno.
Vedi una notizia incredibile o leggi un titolo dal grande contenuto emotivo? Alt!
Ti consiglio di aprire il nostro caro amico Google e cercare la notizia: se si tratta di un fatto realmente accaduto troverai sicuramente almeno due righe di un’agenzia di stampa o un articolo di un quotidiano nazionale.
In caso contrario: perché il “Corriere della banana” ha dato la notizia e l’ANSA no? Si tratta di un mega gombloddo o la notizia non esiste?

Mossa numero due.
Se trovi la notizia guarda la data originale di pubblicazione. Molto spesso quelle pagine rilanciano notizie vere ma vecchie che in un nuovo contesto assumono tutto un altro significato.

Mossa numero tre.
Questo sito–> bufale.net offre una bella lista di siti e pagine ritenuti inaffidabili, oltre a un bel servizio di fact checking. Se vedi che la notizia proviene da un link esterno quantomeno curioso verifica che non sia in blacklist.

Mossa numero quattro.
Prima di condividere un articolo ti chiedo gentilmente di leggerlo. Capita spesso che il titolo sensazionale dica una cosa e l’articolo un’altra.

Immagina l’esempio di prima

“Incredibile, il marito torna a casa ma non poteva immaginare che sua moglie…”

Poi apri l’articolo e il testo recita:
Come ogni giorno, G.A. di 47 anni residente a… era tornato a casa per pranzo, ma questa volta sua moglie non era ai fornelli perché aveva trovato traffico dopo aver preso i bimbi da scuola. “Questa volta il pranzo non era pronto”-ha dichiarato G.-“È incredibile che mia moglie fosse in ritardo, quando le avevo detto di fare attenzione al traffico”.

Questa ti sembra una notizia?

Ecco, appunto.

Social & Bufale: attento a quello che condividi! ultima modifica: 2016-11-28T13:24:15+00:00 da Erick Bazzani
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