Associazioni e social media: primi passi

Diciamo spesso che i social media, se usati bene, possono portare grandissimi vantaggi all’imprese, ma i social possono essere utili per associazioni di beneficienza o legate a specifici interessi? Voglio dire, se le aziende usano Facebook e gli altri social (in sostanza) per vendere, le associazioni che non vendono materialmente qualcosa possono trarre dei benefici da un’azione strutturata? Ovviamente la risposta è: certo che possono farlo!.

Vendere, ma cosa?

Nel caso delle associazioni non si tratta di vendere qualcosa di materiale, né un video corso o una prestazione, questo è scontato. Le associazioni devono trasmettere (in qualche modo vendere) un concetto, un argomento, una determinata sensibilità. Insomma, devono utilizzare i social per veicolare una loro narrazione: un racconto ben strutturato di chi sono e cosa fanno. Più avanti nell’articolo vedremo quale sia la chiave per raggiungere questo obiettivo; prima, però, voglio illustrarti brevemente quali potrebbero essere i benefici che la tua associazione potrebbe trarre dai social.

Essi rappresentano uno spazio ideale per spiegare chi sei e quali azioni vuoi portare avanti. Questo spazio, inoltre, sebbene non sia gratuito, ha comunque costi minori rispetto all’organizzazione di decide di eventi a tema e di centinaia di volantini e flyers, non pensi?

Aspetta, non sto dicendo che tu debba rinunciare a fare attività sul territorio; anzi, quella è la base della vita di un’associazione o di un’organizzazione, ma puoi destinare una parte di quel budget per raggiungere persone che ancora non ti conoscono. Non solo, un altro beneficio tangibile è legato alle raccolte fondi e alla vendita di merchandising per beneficienza: hai mai pensato di sfruttare la viralità di certi messaggi per ampliare a dismisura il tuo pubblico?

Ancora: il tuo obiettivo è quello di trovare nuovi tesserati per mandare avanti l’associazione? Ecco che i social, con una campagna fatta come si deve, si riveleranno il miglior posto possibile per far incontrare l’offerta (tu) e la domanda (ragazzi giovani e volenterosi).
Infine, tieni conto che probabilmente chi ti ascolta preferirebbe vedere un’immagine evocativa o leggere un post con calma piuttosto che farsi fermare da te il sabato pomeriggio in piazza e perdere venti minuti a farsi spiegare perché dovrebbe aiutarti.

Questo, a meno che tu non sia veramente un grandissimo oratore 😉

Primi passi per usare i social per la tua associazione

Eccoci al dunque. Abbiamo capito che i social possono essere un strumento davvero utile per la tua associazione. Ora è il momento di darti qualche spunto per poter iniziare nel modo migliore.

Per prima cosa: hai un sito web? Sul tuo sito si possono trovare tutte le informazioni che ti riguardano o che, in qualche modo, potrebbero servire a chi cerca informazioni su di te? Se la risposta è positiva possiamo continuare, altrimenti ti conviene sistemare prima questo passaggio. Il sito, infatti, sarà il luogo di atterraggio in cui gli utenti troveranno quello che cercano e, infine, compiranno l’azione richiesta (iscrizione alla newsletter, tesseramento, donazione, ecc.).

Nel caso delle associazioni, poi, prendi in considerazione l’idea di aggiungere un blog al tuo sito: contenuti freschi e tanto spazio per raccontarti!

Bene, dopo aver sistemato il sito è il momento di cominciare a lavorare sui profili social. Per prima cosa, rispondi a queste domande:

1) In che settore è impegnata la mia associazione?
(Sanità, accoglienza, promozione territoriale, enogastronomia, tutela del paesaggio, ecc.)

2) È una piccola associazione a livello locale o è presente su un vasto territorio?
(questo ti servirà sia per scegliere il target che per valutare la capacità di investimento)

3) Per quale motivo ho deciso di promuovere la mia associazione? Qual è lo scopo?
(nuovi tesserati, raccolta fondi, sensibilizzazione su un tema poco conosciuto, ecc.)

4) Cosa stai facendo sul territorio per raggiungere questo obiettivo?
(volantinaggio, passaparola, giornate sociali, ecc.)

5) Qual è il budget che vuoi destinare ai social media?

6) All’interno dell’associazione c’è qualcuno che ha le competenze per occuparsene?

7) Oltre alle competenze, possiede il tempo necessario per lavorare sui social?

8) Hai pensato di chiedere un consiglio a un professionista?

Se non hai trovato risposta a queste domande, è bene che tu faccia un passo indietro, prima di lanciarti a capofitto su Facebook. Invece, se hai saputo rispondere a tutte le domande vuol dire che è il momento giusto per far conoscere la tua associazione attraverso i social.

Da dove iniziare?
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Ancora una cosa, prima che tu vada! Questo articolo ti è piaciuto? Che ne pensi di farlo sapere ai tuoi amici?

Associazioni e social media: primi passi ultima modifica: 2016-05-31T16:10:51+00:00 da Erick Bazzani
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